“E’ difficile avere certezze in questi casi, ma si tratta di fenomeni ciclici che sono sempre avvenuti nel corso degli anni”

In questi giorni uno sciame sismico sta colpendo la provincia di Siena e di Firenze. Dopo una prima scossa sentita lo scorso 3 maggio, ne sono arrivate altre, alcune delle quali anche abbastanza forti. Un evento che ha destato molta preoccupazione tra la popolazione, oltre a tanti dubbi e curiosità. Per questo motivo abbiamo chiesto il parere di Riccardo Dringoli, responsabile del servizio Protezione Civile Ambiente della provincia di Siena.

Siena e Firenze normalmente sono zone poco sismiche, come mai si stanno verificando queste scosse?

“La Toscana diventa man mano più sismica passando dalle zone costiere all’Appennino, che è un’area n cui si sviluppano molti terremoti perchè ci sono alcune microplacche che ogni tanto si muovono. La sismicità quindi è massima nelle zone montuose e nulla nelle zone costiere. Nelle aree collinari, come la nostra, invece abbiamo dei risentimenti di ciò che accade nell’Appennino o delle faglie secondarie più piccole. Negli ultimi anni ci sono stati terremoti nell’alto Lazio che si sono avvertiti distintamente nella zona sud della provincia. Oppure altri nella zona di Cetona o a Poggibonsi. Quindi un po’ di sismicità c’è anche da noi”

Come mai però si stanno intensificando questi eventi?

“Non so se ‘intensificando’ è il termine giusto. Sono fenomeni ciclici, dire che sono in aumento o in diminuzione non so quanto possa essere corretto. Ma quando si è dentro uno sciame sismico si tende a pensare che tutti questi terremoti prima non c’erano. Si perde la memoria di eventi del genere, mentre magari uno sciame simile era avvenuto dieci o quindici anni fa. Sono condizioni in un certo senso normali”.

Queste scosse di solito precedono un terremoto più forte?

“Purtroppo è difficile avere certezze, non a caso non si può prevedere un terremoto. Si può ragionare su quello che è successo storicamente e su base statistica. Dopo una scossa principale ci sono delle scosse di assestamento, chiamate sciame sismico. Però possono esserci anche scosse più forti. Non a caso da noi, dopo la scossa principale, ce ne sono state altre non percepibili dalla popolazione e poi ieri mattina ne è arrivata un’altra di 3.3 che invece è stata sentita distintamente”.

Avete registrato danni in questi giorni?

“Fortunatamente no. Abbiamo avuto delle segnalazioni dai comuni delle zone del Chianti. Ci siamo confrontati rapidamente e ci siamo detti che ci saremmo risentiti solo in caso di danni, che per fortuna non si sono verificati. Il mio pensiero in questi casi è di capire se la scossa è stata vicina e piccola o lontana e grossa. Una scossa di quell’intensità era simile a quella che abbiamo avvertito a Siena quando c’è stato il terremoto ad Amatrice”.

Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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