Curiosità e stranezze sulla nostra Siena concentrate nelle Bonnie Pills settimanali: Oggi andiamo al cinema!

Esiste un momento migliore per parlare di film se non dopo la notte degli Oscar? No – direi proprio di no. E se questa edizione l’avete trovata grandiosa o fiacca, se siete stati d’accordo con i premi o (come spesso accade) avete inveito contro l’Academy, beh non è importante! Non è importante per noi, perché fra quei grandi titoloni non troverete nessuna delle perle che vi proponiamo di seguito, un po’ attempate forse ma di certo mai fuori moda, che hanno un grande punto in comune: Siena.

Tutti lo sanno — la campagna senese, la Val D’orcia, la Valdichiana e il centro storico della nostra splendida città hanno attratto lo sguardo di registi e sceneggiatori fin dagli albori del cinema italiano e internazionale. Ma spesso la nostra memoria è volatile e tende a ricordare solo quelli che gli stranieri chiamerebbero big deal (volgarmente tradotto “affare importante”) — perciò dimenticatevi Il Gladiatore di Ridley Scott e pure 8 e ½ di Fellini: quelli, lo si sa, li conoscono tutti!

E allora cosa vi presentiamo? Proprio come agli Oscar, una serie di nomination di film legati a Siena, forse meno conosciuti, meno ricordati, ma che sono stati girati e recitati da grandi nomi dello spettacolo e soprattutto contenenti veri e propri fotogrammi di perfezione. E allora bando alle ciance ed ecco a voi i nominati del secolo scorso, a ritroso, per la categoria “Girati a Siena” — tra la moltitudine esistente, una selezione di cinque titoli di film che forse non ricordavate (o non sapevate) fossero stati girati in città!

#5: Io ballo da sola — regia di Bernardo Bertolucci (1996)

Siena si vede solo da lontano — o meglio — la nostra Torre si vede solo da lontano, mentre il film si aggira per la campagna senese portando un cast stellare in terra nostrana.
Liv Tyler, Jeremy Irons, Joseph Fiennes e Rachel Weisz (giusto per dare dei nomi sconosciuti eh!) interpreti per il grande Bertolucci di un film candidato al Nastro d’argento, alla Palma d’oro e a ben 5 David di Donatello.

Il film più recente del nostro quintetto, un viaggio di iniziazione della giovane protagonista americana che, a 19 anni, raggiunge Siena dopo il suicidio della madre. Un percorso di crescita per diventare donna in una comune di artisti sostenuto da una colonna sonora ricca, che si perde nelle splendide location del Castello di Brolio, di Monteriggioni e Casole d’Elsa, della villa Bianchi Bandinelli a Geggiano e all’Acqua Borra. Che dire… se non lo avete visto, pentitevi!

#4: Con gli occhi chiusi — regia di Francesca Archibugi (1994)

E se il titolo vi dice qualcosa, magari forse vi ricorderà il romanzo omonimo di Federigo Tozzi da cui è tratto. Siena che parla di Siena a Siena, come in una matrioska! Un film che oltre alle varie nomination al Nastro d’argento se ne portò a casa pure uno – o meglio – a portarselo a casa fu Marco Messeri, come Miglior attore non protagonista

L’apertura dei titoli su un piano sequenza che porta sullo schermo gli Effetti del Buon Governo del Lorenzetti, ci introduce magnificamente nella complessa storia famigliare esattamente come fa Tozzi dalle pagine del suo romanzo. Con un soggetto sempre attuale, grazie a fior di attori come appunto Marco Messeri, Stefania Sandrelli e Sergio Castellitto – accompagnati dalla splendida voce di Nada, il film cattura lo spettatore nella complessa rete degli intrecci amorosi. E poi prestando bene attenzione ai titoli di testa un nome non può sfuggire… Già, avete letto bene: fra i produttori esecutivi c’è proprio lui, quel Martin Scorsese. Certo… la stazione del treno più che quella di Siena quale vi ricorda? La riconoscete?

#3: Il Burbero — regia di Castellano e Pipolo (1986)

L’ultimo dei film di Adriano Celentano con la coppia di registi Franco Castellano e Giuseppe Moccia, porta in scena l’attore-cantante insieme all’affascinante Debra Feuer.

E forse di loro si ricorderanno bene in Fontebranda, dato che gran parte delle scene del film girate a Siena portano sullo schermo proprio il territorio e i colori della Nobile Contrada dell’Oca. Si vede il Palio – a quanto pare vince l’Oca (come nell’anno precedente all’uscita del film) – e fra verità e pastrocchiata messa in scena, qualcosa delle nostre contrade raggiunge comunque lo schermo.

Un “intrigo internazionale”, se vogliamo citare grandi fonti, che vede Celentano coinvolto nelle dinamiche criminali dell’americana Debra Feuer che lo portano in varie città toscane fino a culminare proprio a Siena, a Palazzo Tolomei… Magari qualcuno di queste riprese si ricorda, o no?! Fatecelo sapere, specie voi anatroccoli ormai cresciuti!

#2: Il falco d’oro — regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1955)

I titoli di apertura sembrano, senza se e senza ma, l’inizio di un cartone animato della Disney che molti di voi ricorderanno probabilmente meglio di questo film: La Bella Addormentata nel Bosco (di quattro anni dopo). Maestro del filone dei “telefoni bianchi”, in questo film il regista apre con una panoramica che non lascia dubbi — e se anche ne lasciasse è il narratore a ricordare a tutti dove si svolge la vicenda: Siena.

Un cast ricco e una giovane Valeria Fabrizi si immergono così con costumi sfarzosi nell’atmosfera senese del 1600 – dove due famiglie divise da generazioni optano per il metodo “Romeo e Giulietta” per porre fine alle ostilità. Ma anche quando le intenzioni sono delle migliori, non sempre i matrimoni escono come si desidererebbe, nemmeno se a far da cornice alle dinamiche amorose è una Siena immobile come sempre nelle pieghe della storia. Però… secondo voi… a quante lingue siamo passati nelle guide pubblicitarie? Nel ‘55 erano quattro, e adesso?

#1: Palio — regia di Alessandro Blasetti (1932)

Pietra miliare della storia del cinema italiano, Alessandro Blasetti è stato uno dei maggiori registi del periodo fascista, ed è proprio sua la firma di questo film, insieme a quella del senese Luigi Bonelli che ne scrisse anche il soggetto. E – come si suol dire – “nomen omen”, perché tutto in questo film gira intorno al Palio come intorno al Palio giriamo noi. Storia di intrighi, strategia e amore, che coinvolge fantini, contradaiole e capitani, mescolando le mire paliesche con quelle del cuore.

Un film in bianco e nero che rende più vivida l’esperienza emozionale e quotidiana della nostra Festa meglio di tanti documentari, docu-film o film degli ultimi decenni. Nei primi trent’anni di vita del cinema italiano, accompagnato dalle musiche del grande Lattuada, Blasetti e la Cines portarono il Palio fuori dai confini nazionali anche per mezzo del cinema… e a vedere il trailer adesso, provate a negare che la voglia di vedere questo primissimo film legato a Siena non vi pervade! Volete negarlo?!

Siamo quindi giunti alla fine delle nostre prime nomination — curiosi adesso di sapere se qualcuno si ricordasse di questi titoli e di queste riprese, se qualcuno di voi abbia visto queste pellicole o se a qualcun’altro sia venuta voglia di recuperarle.

Noi – nel frattempo – vi aspettiamo la prossima settimana, perché le nomination non sono finite, e i film del nuovo millennio ci aspettano al varco! Se di questi titoli non ne conoscevate neanche mezzo, magari vi andrà meglio negli anni 2000… ma non aspettatevi 007, perché James Bond che sfonda il rosone del Duomo ci ha già fatto venire un colpo al cuore troppo forte alla prima visione!

La cura per la noia è la curiosità,
sfamatela con le Bonnie Pills!

Scrivere sempre, scrivere nonostante, scrivere e basta. ᴄ̴ᴏ̴ɢ̴ɪ̴ᴛ̴ᴏ̴ sᴄʀɪʙᴏ ᴇʀɢᴏ sᴜᴍ

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