Elisa canta a Sanremo

I nostri voti a tutti i concorrenti alla 72° edizione del Festival di Sanremo (e non solo)

Perché Sanremo è Sanremo – e checché se ne dica tutti guardano Sanremo, e anche se non lo guardano tutti ne parlano. E per parlarne bisogna conoscere anche solo un’infarinatura di quello che accade durante la settimana del Festival. E allora ecco che interveniamo noi, pronti a snocciolare gli highlights delle prime due serate della kermesse e soprattutto a sfornare calde calde le pagelle delle 25 canzoni in gara. 

Perciò bando alle ciance e diamo il via a questa carrellata di “pillole sanremesi”, prima di passare alla vera ciccia al fuoco: chi è papabile di vincere questa 72° edizione? E onde evitare di andare lunghi come accade di solito al Festival, questa sarà una vera e propria corsa contro il tempo per noi… pronti, partenza via!

Si parte con l’accoppiata vincente Amadeus-Fiorello, che visto che va un po’ lungo nelle sue irriverenze viene anticipato in partenza facendo cantare 4 cantanti in un quarto d’ora! 
Con la co-conduttrice Ornella Muti si torna alla bellezza che non sfiorisce mai, 67 anni e non sentirli in un ripercorrere nomi altisonanti della storia del cinema! Bella da fare invidia! Mentre per la seconda serata si passa a una giovane Lorena Cesarini che emoziona con il discorso contro il razzismo che fa sorgere un po’ di rabbia… perché nel 2022 non ci dovrebbe più essere bisogno, no?! 

E mentre i super ospiti della prima serata sono gli italianissimi e internazionalissimi Måneskin, che tornano all’Ariston dopo la vittoria dello scorso anno e dopo aver scosso il mondo della musica, e i Meduza con Hozier – che a mezzanotte fanno ballare tutto il teatro – per la seconda serata sempre di italianissimi si parla. Checco Zalone, un po’ ospite un po’ sostituto di Fiorello, che decide di prendere di petto i poteri forti: virologi, rapper finti poveri e soprattutto omofobi che spesso e volentieri dicono una cosa e ne fanno un’altra… E poi arrivano Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika in questa seconda serata – ufficialmente i presentatori dell’Eurovision 2022: -100 giorni all’evento musicale!

Ma le pillole non sono finite! In prima serata un altro fiore all’occhiello italiano come Matteo Berrettini, numero 6 nel mondo del tennis: simpatico oltre che talentuoso… c’è da dire che in quel momento il livello di avvenenza della kermesse ha sfiorato picchi altissimi. Beata la racchetta – lasciatecelo dire! Mentre per il finale della seconda serata arrivano Arisa e Malika Ayane per lanciare i due brani che si contenderanno il titolo di inno dei futuri giochi invernali sotto la direzione artistica di Beppe Vessicchio (ci manchi a tutti, torna Beppe, torna!).

E la prima serata è andata veloce comunque, stipando in circa l’ultima ora di Festival il resto degli ospiti: breve è l’intervento di Claudio Gioè nel presentare la nuova stagione della serie Makari. Un po’ più lungo il siparietto Amadeus-Raul Bova-Nino Frassica che in chiusura di serata – e in attesa di classifica provvisoria – presentano il nuovo capitolo di Don Matteo. 
E per finire, entrambe le serate presentano il collegamento dalla Costa Toscana, dove Rovazzi e Orietta Berti presentano due dei brani protagonisti dello scorso anno: Colapesce e Dimartino per la prima serata ed Ermal Meta per la seconda, ma i protagonisti sono ben altri: gli outfit di un’Orietta Berti che regala piccole gioie quando ormai l’ora si è fatta tarda! 

E adesso, finalmente, lasciamo il passo alle pagelle delle 25 canzoni partecipanti! 

Achille Lauro ft. Harlem Gospel Choir – Domenica: 7

Canzone che non può che essere di Achille Lauro, senza bisogno di vederlo spuntare sul palco: in posa, petto nudo, pantaloni di pelle che minacciano di calare fino all’ultima nota e uno splendido coro gospel alle sue spalle. La messa in scena c’è tutta, con un autogestito battesimo sul finale: provocatorio come solo Achille Lauro sa essere. Peccato che la canzone… beh, sia un po’ troppo simile a quella Rolls Royce con cui lo avevamo conosciuto proprio a Sanremo qualche anno fa!

Yuman – Ora e qui: 5,5 

Approdato al Festival grazie a Sanremo Giovani, questo giovane talento porta una canzone gradevole che ha un sentore di “già sentito”, quella sensazione di “bella, ma mi ricorda un’altra canzone”. Un peccato per una nuova leva della musica italiana, ma tempo al tempo e magari la prossima diventerà una hit – intanto però, questa Ora e qui viene rimandata a settembre, anche se sono indubbie le doti canore di Yuman e la melodiosità della musica. 

Noemi – Ti amo non lo so dire: 8,5

Tralasciamo per un momento la canzone per affermare che senza dubbio l’outfit al femminile più bello della prima serata se lo porta a casa Noemi, eterea nel suo vestito rosa (che avremmo forse preferito in salvia, ma dettagli!). Ma comunque – la firma di Mahmood come autore è ben evidente, scuote un poco Noemi dalla sua comfort zone e le dà modo di donarci una canzone che ha molto – molto – potenziale. Voce da pelle d’oca come sempre, una musicalità che resta e un’interpretazione che fanno salire la nostra rossa preferita nei voti più alti della prima serata. 

Gianni Morandi – Apri tutte le porte: 6,5 

Uno dei più richiesti al Fantasanremo senza dubbio. Dopo le bimbe di Conte che hanno caratterizzato la prima parte della pandemia, con questo nuovo festival-scommesse sono tornate in auge le bimbe di Gianni, coinvolgendo anche i giovanissimi. Una canzone, quella di Morandi, che porta la scritta Jovanotti tatuata sul pentagramma fin dalla prima battuta. Il connubio Jovanotti-Morandi ci aveva già fatto ballare con L’Allegria ma questo ritorno di fiamma lascia ancora qualche dubbio. Non è chiaro, bisognerà attendere un nuovo ascolto in live, ma comunque la canzone è carina, anche se carina non basta. Non a Sanremo e non con Gianni Morandi.

La Rappresentante di Lista – Ciao ciao: 8,5

Lo scorso anno si sono fatti conoscere dal pubblico più mainstream, e quest’anno si presentano con quello che senza se e senza ma sarà un tormentone per i prossimi mesi e azzarderei persino uno dei tormentoni della prossima estate. Una canzone che offre già solo nel ritornello un ballo di gruppo bello che scritto: ritmata, cantabile, facilmente memorizzabile e che rimbomba nella testa già dal primo giorno dopo averla ascoltata. Che contenga messaggi profondi o una narrativa semplice non è importante, perché questa canzone si ancora alla testa e non la molla più, di certo non sarà la più emotiva del festival ma di sicuro ci se ne ricorderà per i prossimi mesi su Tik-tok.  

Michele Bravi – Inverno dei fiori: 9 

Emozionante. Lo ha anche detto in una delle interviste pre-festival che ormai la gente gli dice che la commuove, e che sia un bene o che sia un male anche con questa canzone il risultato – pressapoco – è stato questo. In questo singolo si parla di ricerca, si parla di amore, ma soprattutto si parla di un turbamento adulto e adolescente allo stesso tempo, un sentimento che tanto i giovani quando i meno giovani possono comprendere, interiorizzare e vedere rappresentato dalla delicatezza con cui Bravi porta la propria arte sul palco. Un’opera d’arte anche l’abito a tema made by Cavalli, che nella sua bellezza non riesce comunque a sovrastare la mano gentile allungata dal cantante per portare chi ascolta a seguire il suo viaggio in musica. Commovente, emozionante, intenso… che altro aggiungere se non: mantieniti cittino, mantieniti! 

Massimo Ranieri – Lettera di là dal mare: 8

Se solo i fonici rai non avessero deciso di tenere l’orchestra troppo alta, forse non avremmo rischiato di vedere Massimino svenire sul palco dell’Ariston. Eppure – nonostante le papere a cui ormai i tecnici della tv nazionale ci hanno abituato – la canzone che Ranieri ha portato sul palco sanremese è una piccola perla. Sembra uscita dal musical del Notre Dame de Paris, proprio per lui che nell’adattamento Disney offriva la voce a Quasimodo. Una canzone piena, che impiega l’orchestra tutta per dare quel senso di magnificenza che nessun altro è stato in grado di trasmettere nella prima serata di Sanremo. La voce di Ranieri non ha perso un colpo in tutti questi anni, perciò che dire?! La canzone c’è, il cantante c’è… ci saranno anche i votanti?! 

Mahmood ft. Blanco – Brividi: 8,5 

E i brividi sono quelli che corrono lungo la schiena degli altri concorrenti, perché non solo a fine serata la sala stampa ha posizionato proprio loro al primo posto della classifica provvisoria, ma perché la canzone ha un ottimo potenziale e gli esecutori un grande seguito. Stile particolare quello di Mahmood: o piace o non piace, e se piace piace parecchio. Mentre Blanco – con la sua aria scanzonata e un mantello alla Lord Voldemort ai tempi d’oro – un po’ si confonde nel ricordo di un Achille Lauro di qualche anno fa, un po’ stupisce per la vocalità. La canzone è piacevole, orecchiabile e merita probabilmente un secondo ascolto… a livello di Fantasanremo è una delle più quotate, a livello di apprezzamento dai giovani sicuramente anche, bisognerà capire se colpisce o se affonda. 

Ana Mena – Duecentomila ore: 6

Se questa estate andrete in vacanza al mare andate pure tranquilli che nella serata pizza questa canzone rimbomberà nelle casse. Neomelodica rivisitata, porta chiaramente la firma di quel Rocco Hunt che ci ha fatto conoscere Ana Mena per mezzo dei loro duetti. Ma stavolta il cantautore napoletano porta solo la firma e non la faccia sul palco, affidando tutto il lato canoro alla spagnola. E beh… senza il contrappunto rap in risposta, quella che esce fuori è una canzone ritmata che sembra riportarci indietro negli anni, a un Gigi D’Alessio di una volta ma con voce e aspetto di Ariana Grande. Esatto, il modo migliore per descrivere l’esibizione di Ana Mena è questo: Ariana Grande che canta Gigi D’Alessio. Ma diciamocelo, nelle feste sulla spiaggia intorno a un falò sarà la prima messa quest’estate di sicuro!

Rkomi – Insuperabile: 5

La maggior parte delle persone che ieri si sono sintonizzate sul Festival – come la sottoscritta, non negatelo – non avevano alcun ricordo di questo artista se non quello di averlo visto per il concerto di capodanno su rai1, ricordando di essersi chiesti anche in quel momento chi fosse. Beh – qualcuno che lo sa di sicuro deve esserci, visto che il suo disco è stato per tutto l’anno in vetta alle classifiche, quindi forse dovremmo cospargerci la testa di cenere per la nostra mancanza. Ma il fatto è che, a partire dalla presentazione estetica, Rkomi (all’anagrafe Mirko, semplice inversione di sillabe, non temete) ci ha lasciato un po’… un po’ meh. Biker improvvisato con una capigliatura da rivedere, ha portato sul campo una canzone… banale, diciamocelo pure.  

Dargen D’Amico – Dove si balla: 7,5

I meme su di lui si sono sbizzarriti, dalla firma dell’outfit made by Stabilo alla fusione stile Dragon Ball fra Colapesce e Dimartino per dare i natali a questo artista. Ma nello scherzo una verità c’è ed è bella presente, come i due artisti risultavano per lo più sconosciuti al grande pubblico lo scorso anno anche questo cantante ha subito la stessa sorte. Ma proprio come la loro è diventata una hit tanto da guadagnarsi cinque dischi di platino, anche Dove si balla sembra avere il potenziale per fare lo stesso. Musica più che orecchiabile, testo semplice ma non così scontato, e quella voglia di ballare che attanaglia la maggioranza delle persone pronta ad esplodere nel ritornello. Altro futuro tormentone estivo, questo è abbastanza garantito.

Giusy Ferreri – Miele: 5

Dopo aver fatto ballare tutt’Italia nelle ultime estati, stavolta Giusy Ferreri torna sul palco spiazzando il pubblico nel presentarsi con un megafono vintage per modificare la voce. Ma dopo lo shock iniziale il responso è abbastanza inevitabile: no, non si tratta di un nuovo tormentone estivo. Canzone evidentemente sua, solo che si sente un po’ /troppo/ che sia sua. Solo che potrebbe essere una delle tante che ha cantato nel corso degli anni. Anche per lei – non si parla certo di una canzone brutta, ma una di quelle che se la ascolti in radio magari la ascolti anche, ma se la riproduci su Alexa… beh, hanno inventato i comandi vocali per una ragione, no?! Skip! 

Sangiovanni – Farfalle: 6,5

Rivelazione del 2021, figlio di Amici e subito in vetta alle top ten, ha una firma evidente che risulta anche in questo nuovo brano che porta a Sanremo. Canzone ritmata come quelle a cui ci ha abituati ma forse quel palco contagia un po’ tutti, specie quando si hanno solo 18 anni e si vuole muoversi forse un po’ troppo sul palco. Le carte in regola ci sono, ma la voce se ne va a più riprese per questa prima volta che però si ritira su con la carrellata di punti che porta a coloro che lo hanno schierato al Fantasanremo! 

Giovanni Truppi – Tuo padre, mia madre, Lucia: 5,5 

Cantautore della scena underground ha un sapore di quel “vintage” che va di moda. Di quelle canzoni parlate, con un filo di ironia, strana, una di quelle cose a cui non siamo più abituati – come non siamo abituati a vedere arrivare qualcuno in canottiera e chitarra sul palco del Festival. Canzone da rivedere, da riascoltare, da capire forse. Rimandata a un secondo ascolto per capire se è un originale che piace o un originale giocato male. 

Le Vibrazioni – Tantissimo: 6

Piaga che affligge molti dei concorrenti in gara conosciuti e con un segno distintivo di voce e genere: la similarità con le canzoni precedenti. Quando sono arrivati nel mondo della musica erano un’innovazione continua, ma adesso come adesso sentire quelli stessi virtuosismi vocali e di musica un po’ affloscia il responso. Non si può parlare di una canzone non bella, ma di una certa “noia” nel non rinnovare il repertorio quello sì. Bello però il tributo a Stefano D’Orazio – il compianto batterista dei Pooh. Adagiati nella loro comfort zone…

Emma – Ogni volta è così: 8

Ritorna al festival Emma Marrone e lo fa col botto. In parte una canzone che rispecchia la grande estensione vocale e la grande grinta della cantante, un po’ un tuffo nel vuoto ad esplorare un nuovo tipo di sonorità e di stili che le dà quella marcia in più data dall’osare. Ma il vero boom è la maestra d’orchestra d’eccezione: la collega Francesca Michielin che dopo essere salita sul palco da concorrente stavolta prende in mano la bacchetta da direttrice e continua a portare avanti la sua crociata per i fiori sanremesi condivisi. La canzone, comunque, è potente e il pubblico la sente come un pugno!


Matteo Romano – Virale: 5,5

Secondo giovanissimo approdato al Festival da Sanremo Giovani, vorremmo potergli dare di più. Perché è giovane, perché ha l’aspetto pulito e tranquillo e perché la voce non gli manca per niente! Peccato però che la canzone non colpisca. Ma come per Yuman vale per lui il bonus di essere solo agli inizi, alla prima volta sul palco della kermesse e alla prima volta a confrontarsi con dei signori artisti… non gli ha certo giovato esibirsi dopo una signora performance come quella di Emma perciò… rimandato a un secondo ascolto! Speranzosi!

Iva Zanicchi – Voglio Amarti: 7

All’Aquila di Ligonchio non si insegna niente: né come si sta sul palco né tanto meno come si canta. Una voce che è sempre stata una garanzia e non delude mai, neanche stavolta. La canzone, purtroppo, non è all’altezza dell’interprete, bisogna ammetterlo. Il voto se lo guadagna tutto l’Iva più amata d’Italia che trascina e monopolizza il palco, riempiendolo totalmente e donando tra le altre un sacco di gioie a chi l’ha schierata al Fantasanremo. Ma c’è da dire che nella seconda serata si sono sbizzarriti in molti con i punti consegnati a chi li ha schierati! 

Donatella Rettore ft Ditonellapiaga – Chimica : 8,5

Una delle migliori esibizioni della serata. Ditonellapiaga si presenta come una papabile erede dell’amata Rettore che nonostante gli anni passano continua a portare la rivoluzione sul palco dell’Ariston. Un testo provocatorio, diretto e che porta alla kermesse la narrazione di un amore – sì, certo – ma non del classico amore romantico da ballata. Ritmo, melodia, voce e un gran testo che sferza di una ventata di aria fresca il pubblico sanremese. Da buone vibes questo duetto che prospetta di far parlare di sé anche dopo il Festival. 

Elisa – O forse sei tu: 7

In barba al giudizio della sala stampa che la piazza alla prima posizione della classifica generale, quella di Elisa è sì una canzone meravigliosa ma che rimane perfettamente in linea con ciò a cui già da vent’anni la cantante ci ha abituati. Eterea nella voce e nell’outfit, si presenta come una fata dei boschi uscita da un fantasy medievale sul palco, e strega il pubblico con la dolcezza e l’estensione di una voce a cui non si può dire nulla. Tocchi da bosco incantato nella sonorità, la canzone non ha nulla di male ma… non rimane nella testa tanto quanto altre degne avversarie. Da rivedere.

Fabrizio Moro – Sei tu: 8

Ci ha abituato a cantare la rabbia e il risentimento, con quella voce graffiante che caratterizza il cantautore romano da sempre. Ma questa volta sul palco dell’Ariston arriva l’amore e un ringraziamento alle persone che rendono la vita migliore – che ci salvano dai meandri oscuri dove si rischia di cadere. Una canzone che porta in scena non solo la depressione che Moro ha attraversato e da cui è uscito grazie alle persone a cui evidentemente è dedicata la canzone, ma anche quel senso di angoscia che negli ultimi anni ha attanagliato tutti noi. Intenso come sempre, ma senza mai cadere nella banalità del proprio repertorio, si guadagna un voto encomiabile che però rischia di arenarsi… occhio!

Tananai – Sesso occasionale: 4

Forse la canzone era anche bella – ma l’attenzione è andata un po’ a farsi una passeggiata quando che Tananai stesse stonando è stato chiaro anche all’anziana signora del decimo piano con l’apparecchio acustico spento. Sarebbe stato bello riuscire a prendere in considerazione il testo – la battaglia intestina fra il nipote di Gianni Moranti che figura fra gli autori e il nonno – peccato però che tutto sia sceso in sordina a causa dell’esibizione da dimenticare del terzo approdato sul palco da Sanremo Giovani. Tristemente bocciato. 

Irama – Ovunque sarai: 7

Finalmente sul palco dal vivo dopo il video ripetuto dello scorso anno, Irama stravolge le aspettative. Non un tormentone come ci ha abituato negli ultimi tempi ma un ritorno alla profondità come la prima volta che sul palco di Sanremo fece commuovere con una canzone intensa che ancora oggi non possiamo dimenticare. La canzone è più emotiva, più piena, e anziché su una musica ritmata si concentra sulla vocalità di un cantante giovane ma ormai si può dire esperto. Colpisce ma non affonda – come si direbbe a battaglia navale. Bella ma forse non balla… staremo a vedere, o meglio a risentire!

AKA 7even – Perfetta così: 5

La sfilata di giovani non si ferma approdando ad un altro figlio artistico di Maria De Filippi che ha sbancato quest’anno fra i giovanissimi. Purtroppo però oltre all’outfit sgargiante non c’è molto altro di brillante nell’esibizione di AKA 7even. Di sicuro abbiamo capito che conosce molto bene la lettera “i” che ha cantato per la stragrande maggioranza del pezzo. Niente di male, si intende, ma ci si poteva aspettare di più con il successo che ha avuto negli ultimi tempi, e un rimandato a settembre non glielo toglie nessuno. Aspettiamo al varco!

Highsnob e Hu – Abbi cura di te: 6

E l’ultima esibizione della serata rosicchia la sufficienza portando al Festival due volti semi-nuovi che stravolgono i preconcetti. Un aspetto da rapper di periferia che però nasconde una canzone delicata, dolce e intima. Forse l’ora tarda non è stata a loro favore e neanche a favore del pubblico, stremato dalle lunghe ore di diretta. Sufficienza aperta a un miglioramento quindi, quando riusciremo a sentire la canzone in un momento più rilassato. E anche per loro bonus al “non si giudica un libro dalla copertina”: tatuaggi ovunque e la semplice richiesta di un mazzo di fiori anche per il gene Y del duo. Potenziali. 

E le pagelle si concludono qui in attesa di riascoltare tutte le 25 canzoni, così da confermare o ribaltare i voti che sono stati affibbiati al primo ascolto. Mai dire mai, l’esibizione spesso e volentieri cambia tutto e il giorno dopo è sempre una cartina tornasole per Sanremo… 
Nel frattempo vi salutiamo e andiamo a scartabellare la pagina ufficiale di Fantasanremo per scoprire chi ha fatto guadagnare più punti ai giocatori appassionati. Per il momento la gara è aperta sia sul fronte canoro che su quello ludico – il gioco si fa duro, e c’è bisogno che i duri inizino a giocare!

Scrivere sempre, scrivere nonostante, scrivere e basta. ᴄ̴ᴏ̴ɢ̴ɪ̴ᴛ̴ᴏ̴ sᴄʀɪʙᴏ ᴇʀɢᴏ sᴜᴍ

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