San Gimignano ha dovuto rinunciare per molto tempo al turismo internazionale

San Gimignano è un borgo che vive di turismo e per il secondo anno consecutivo commercianti, ristoratori e strutture ricettive che si trovano dentro e fuori le mura hanno dovuto rinunciare a un pezzo importante della stagione turistica. Le riaperture sono ormai vicine, ma ripartire non è facile, specie dopo mesi difficili come quelli appena passati e che stiamo ancora attraversando, caratterizzati da divieti e restrizioni. In particolare, San Gimignano ha dovuto rinunciare per molto tempo al turismo internazionale, che rappresenta da sempre una fetta importante per l’economia di questo borgo, inserito tra i siti Patrimonio dell’Unesco.

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San Gimignano: una realtà diversa dalle grandi città turistiche

Per due anni di seguito le città turistiche hanno dovuto rinunciare alle proprie attività principali in seguito alle misure di contenimento dei contagi da Covid-19. Le festività pasquali, quelle per il Giorno della Liberazione e per il Primo Maggio sono saltate nel 2020 e in buona parte anche nel 2021: le persone non potevano viaggiare e le città erano completamente vuote, i ristoranti e gli alberghi chiusi. La realtà di San Gimignano, tuttavia, è un po’ diversa da quella dei grandi centri turistici, come Siena e Firenze. “La realtà di San Gimignano ha caratteristiche peculiari” spiega Niccolò Guicciardini, vicesindaco di San Gimignano “perché mette insieme il fatto di essere un polo di grande attrazione turistica, con oltre 3 milioni di presenze annuali, con il fatto di essere un piccolo comune, con 7800 abitanti”.

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“Le grandi città” aggiunge Guicciardini “possono contare anche su una popolazione residente che fa massa critica. Le realtà come la nostra hanno bisogno di misure specifiche, come abbiamo già denunciato lo scorso anno, quando abbiamo fatto un appello nazionale insieme ad altri piccoli e medi comuni turistici. In queste realtà non soffrono soltanto i settori più direttamente collegati al turismo, ma tutto il tessuto economico, sia l’indotto dei dipendenti che il settore commerciale. Quest’ultimo, tra l’altro, era stato anche escluso dai ristori, pur essendo nella nostra realtà esercizi strettamente legati all’attività turistica. Servono misure specifiche, perché è a rischio la tenuta sociale ed economica di territori come il nostro. San Gimignano è patrimonio dell’Unesco sia quando è un piacere visitarlo e trovarlo in ordine, con una bella offerta artistica e culturale, sia quando è in difficoltà”.

La pandemia non colpisce solo il turismo

Il settore turistico è sicuramente quello che è stato più colpito un po’ ovunque dalle restrizione imposte per contenere la pandemia. Tuttavia, legati ad esso, ci sono molti altri settori che hanno accusato un duro colpo in questi mesi segnati dal Covid. Gli effetti sono ancora più evidenti nei piccoli borghi, come San Gimignano, dove il turismo rappresenta una fetta importante dell’attività economica. “Ad essere stati colpiti” spiega Guicciardini “non sono stati solo coloro che lavorano direttamente nel settore turistico, ma anche chi opera sul territorio, ad esempio la rete del commercio al dettaglio. Non va dimenticato, inoltre, il numero di dipendenti stagionali, che sono stati senza lavoro lo scorso anno e lo sono anche in queste settimane in cui l’attività turistica, solitamente, era già ricominciata”.

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Estate 2020: una stagione turistica ridotta

A partire da metà maggio 2020 in Italia sono state progressivamente riaperte le attività commerciali e turistiche. Tuttavia la stagione turistica dello scorso anno è stata un po’ anomala: da una parte molti italiani, non potendo andare all’estero, si sono dedicati alla scoperta delle località turistiche italiane, ma dall’altra è mancata tutta quell’importante fetta del turismo internazionale. “La stagione turistica a San Gimignano è molto lunga” spiega Guicciardini “e non si riduce solo ai mesi estivi. La situazione, quindi, è stata drammatica per quanto riguarda i mesi di marzo e aprile, perché il turismo è stato completamente azzerato; a maggio e giugno abbiamo assistito a una timida ripresa. Abbiamo registrato presenze più significative a luglio e agosto, ma mancando tutto il turismo internazionale San Gimignano è stata comunque duramente colpita”.

“Mancando il turismo internazionale” aggiunge Guicciardini “il danno è stato enorme. Ci sono comunque due aspetti relativi alla stagione estiva dello scorso anno da sottolineare. Il primo è che la rete dell’offerta turistica sangimignanese (alberghi, agriturismi, bar e ristoranti) hanno saputo adeguarsi tempestivamente alle norme. Sono stati fatti grandi investimenti a riguardo da parte dei locali e delle strutture. Tutti hanno dato prova di sapersi adeguare per riaprire in condizioni di sicurezza. L’altro aspetto riguarda l’alta affluenza di turismo italiano nei mesi di luglio e agosto. Un dato che ci ha fatto molto piacere”.

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San Gimignano verso la riapertura

Sono passati ormai due mesi e mezzo da quando la Toscana è finita prima in zona arancione e poi in zona rossa. L’aumento dei contagi in tutto il Paese ha portato a un nuovo lockdown, un po’ più mite rispetto a quello dello scorso anno, ma con forti restrizioni che hanno comunque minato l’attività turistica. Per un borgo come San Gimignano, per i suoi commercianti, ristoratori e albergatori è stato un altro duro colpo.

“Non devono verificarsi di nuovo situazioni paradossali come quelle dell’ultimo periodo” afferma Guicciardini “in cui si poteva andare a fare turismo all’estero e non si poteva farlo vicino casa. Se c’è una crisi, come c’è in Italia, è giusto fare sacrifici, ma questi devono essere equi. Le misure devono sempre tendere all’equità, in particolare quando si richiedono sacrifici. Si deve stabilire una data in cui si può ragionevolmente riaprire, ovviamente rispettando le norme. Queste ultime devono essere rispettate da tutti. L’anno scorso i commercianti, gli albergatori e i ristoratori di San Gimignano hanno rispettato tutte le norme che erano previste e in modo molto serio. Solo rispettando le norme potremo arginare il virus, nell’attesa che la campagna vaccinale crei quell’effetto di immunità di gregge che ci consente di tornare alla normalità”.

Lavorare sul turismo in vista della riapertura

“Il lavoro sul turismo per noi è prioritario” aggiunge Guicciardini. “Quello che si nota è la grande voglia che c’è sul territorio di ripartire. Forse la cosa positiva è che subito dopo l’inizio della pandemia il lavoro è stato rivolto a come ripartire, per far sì che San Gimignano possa essere tra le prime mete nel momento in cui si potrà riaprire. Le nostre risorse comunali sono state colpite dalla pandemia, proprio perché il minore flusso turistico si è fatto sentire. Stiamo studiando, comunque, altre misure di sostegno, per permettere alle aziende di arrivare in piedi alla riapertura. Quello che è di competenza comunale sarà portato avanti anche quest’anno: alleggerimento della Tari, interventi per i suoli pubblici, ulteriori concessioni di suoli pubblici, interventi per agevolazioni sui parcheggi”.

“Nel frattempo non ci siamo fermati nel lavoro di cura, manutenzione e decoro della città. C’è comunque bisogno di un sostegno da parte degli enti sovraordinati per dare sostegno a realtà come le nostre, dove la crisi ha caratteristiche sociali ed economiche particolari“.

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Ristoratori e albergatori chiedono di riaprire

Pochi giorni fa, in Piazza del Duomo, ristoratori e albergatori hanno manifestato ordinatamente e nel massimo rispetto dei protocolli anti contagio per chiedere una data per la riapertura e sostegni mirati per chi ha un’attività turistica. “Era un grido silenzioso” conclude Guicciardini “per denunciare una situazione straordinaria e drammatica. Siamo al fianco di questi lavoratori e come comunità chiediamo delle misure specifiche per San Gimignano. In una situazione così straordinaria da soli non ce la possiamo fare. Quello che chiediamo è di non lasciarci soli”.

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