L’intervento del presidente della Fondazione Mps in consiglio comunale su futuro e azioni. Il presidente della Provincia Silvio Franceschelli: “Serve unità, proviamo a scrivere il futuro”

Dopo l’intervento del sindaco di Siena Luigi De Mossi, durante il consiglio di oggi al Santa Maria della Scala sul futuro del Monte dei paschi di Siena, si sono susseguiti quelli del presidente della provincia Silvio Franceschelli e del presidente della FOndazione Monte dei paschi.

Franceschelli ha fatto un richiamo all’unità “in questa fase complicata per la storia della banca e della città. Come ha sottolineato il sindaco nelle riunioni che abbiamo effettuato c’è stato un primato dei tecnici sulla politica e in questa fase non è giusto che sia così. Dobbiamo rimanere uniti come comunità, per evitare che ci siano trattative, chiamiamole ‘singole’ sul futuro di Mps. Nella totale autonomia del consiglio comunale di Siena, la provincia partirà dal documento raggiunto oggi. Non è il momento delle divisioni, che non significa accettare tutto, ma trovare i giusti equilibri”.

Le parole di Silvio Franceschelli, presidente della Provincia di Siena.

“I documenti programmatici del nostro ente – ha spiegato invece il presidente della Fondazione Mpos Carlo Rossi, in merito alla possibilità che, dopo l’azione legale, la Fondazione rientri in possesso di quote azionarie della banca – dicono che la Fondazione non possa intervenire o acquisire titoli o partecipazioni bancarie significative. E’ un dato di fatto e stabilito nei documenti, in maniera inequivocabile. Questo per essere chiari sulle possibilità future. A mio avviso potrebbe essere possibile modificarli a due condizioni: che ci sia una chiara ed evidente situazione di interesse del territorio per riacquisire una qualche partecipazione e che eventuali interventi abbiano redditività: non c’è spazio per iniziative approssimative”.

Sul tema delle cause, Rossi ha detto che “alcune sono iniziate dal 2013, tra queste ne ricordo una: l’azione di responsabilità che la deputazione generale ha attuato nei confronti delle deputazioni amministratrici dal 2007 al 2013, nel periodo degli aumenti di capitale. Per quanto riguarda le cause nei confronti della banca, la fondazione ha iniziato un’azione stragiudiziale il 31 luglio scorso, alla luce di alcune sentenze penali. In particolare quella del novembre del 2019, le cui motivazioni sono state rese pubbliche a maggio 2020. La Fondazione si è mossa e ha intrapreso un percorso difficile, anche da decifrare, da valutare su possibili sviluppi che potrebbero esserci. Mi sento di fare un invito alla prudenza e non creare aspettative eccessive. Un conto è quello che si chiede, un conto il danno che un giudice riconosceranno”.

“La situazione – ha concluso Rossi – è complesso, ma dobbiamo partire dal fatto che la Fondazione è un’altra cosa rispetto al passato e che dobbiamo tenere alto il tema del futuro della città”.

Le parole di Carlo Rossi, presidente della Fondazione Mps.

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