L’incubatore di idee sarà il Centro di competenze 5G che la Regione vuole creare a Prato. Aperta consultazione pubblica per selezionare i migliori progetti 

La chiamata è rivolta alle imprese e al mondo della ricerca; e la sfida comune è quella di sfruttare 5G, intelligenza artificiale e blockchain, ovvero tre tra le principali parole chiave dell’attuale rivoluzione digitale, per irrobustire la posizione sul mercato delle industrie manifatturiere toscane: sperimentando appunto nuove tecnologie e trasferendo le conoscenze acquisite.

Temi e scenari di applicazioni sono stati individuati e lunedì 9 novembre partirà la consultazione pubblica, che si concluderà il 15 dicembre, utile per raccogliere ulteriori spunti e suggerimenti. “Al mondo delle imprese è richiesto di individuare i bisogni del comparto, il mondo delle università e della ricerca dovrà mettere a disposizione le proprie competenze scientifiche” spiegano gli assessori della giunta regionale toscana Stefano Ciuoffo (innovazione) e Leonardo Marras (economia).

L’ecosistema è quello del “Centro di competenze 5G e tecnologie innovative”, finanziato con fondo europei Fesr 2014-2020, presentato lo scorso luglio e che dovrà trovare casa, non per caso, a Prato: distretto tessile espressione di un settore manifatturiero sicuramente strategico e rilevante nel sistema Toscana, primo centro di produzione tessile in Italia e in Europa, e una delle cinque città italiane già scelte per sperimentare per l’appunto il nuovo standard di trasmissione veloce dei dati, che non riguarda solo i telefonini ma l’internet delle cose (ed apparecchi dunque che possono lavorare a distanza connessi).

Il progetto vede la collaborazione anche della Fondazione Ugo Bordoni, consulente da alcuni anni tra gli altri del ministero delle telecomunicazioni. Le applicazioni pratiche potrebbero essere le più diverse: tracciabilità delle materie prime (anche in termini di economia circolare), sfruttando ad esempio quella ‘blockchain’ diventata famosa per i bitcoin e il mondo delle criptovalute ma che ben di presta anche a certificare, a prova di contraffazione, la provenienza di un prodotto per il nostro ‘made in Italy’; e poi vetrine virtuali, sfilate virtuali e realtà aumentata grazie alla mole di dati che il 5G riesce a trasmettere in breve tempo, automazione dei processi e controlli in tempo reale da remoto, manutenzione oppure gestione a distanza ed automatizzata di logistica e magazzini, usando l’intelligenza artificiale. “Tutte soluzioni – sottolineano ancora gli assessori Ciuoffo e Marras – che potrebbero fare da apripista a innovazioni in numerosi settori, dall’oreficeria al cartario, dal conciario alla pelletteria fino al meccanico, il chimico, il nautico e l’arrendamento”.

Dopo la consultazione partirà il processo di selezione delle migliori proposte progettuali e l’individuazione dei ricercatori che li svilupperanno. Il progetto prevede, nella fase di avvio, il finanziamento da parte della Regione Toscana di borse di ricerca per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche da sperimentare in collaborazione con imprese. Le risorse stanziate sono già 600 mila euro.

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