Svelato questa mattina al Santa Maria della Scala il nuovo allestimento museale permanente dedicato alla collezione Piccolomini Spannocchi. Le opere finalmente riunificate sono fruibili al quarto livello del complesso. Questa sera alle 22 speciale di “Un Caffè in Comune” sulla collezione

E’ stato presentato questa mattina presso il Santa Maria della Scala il nuovo allestimento museale permanente, dedicato alla collezione Piccolomini Spannocchi. Finalmente riunificata e fruibile al quarto livello dell’antico ospedale, la collezione costituisce il momento finale di un progetto di collaborazione siglato nel 2017 tra amministrazione comunale e il Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo.

L’operazione ha un valore storico e culturale, legato alla migrazione delle opere e alla loro circolarità ricreata da un’area all’altra – ha spiegato il sindaco di Siena Luigi De Mossi – siamo nell’ambito di uno spazio elastico che da la misura del valore antropologico e culturale di questa città, un legame, un filo che ci collega dalla fine del 700 ad oggi. Il progetto non sarebbe stato possibile senza la collaborazione di chi ha allestito e di chi ha voluto il ricongiungimento di tutte le opere. Questo non vuole essere un inizio ma una continuità culturale, che non deve essere dimenticata ma piuttosto che serva per intravedere un futuro in questo spazio, un futuro che non può che essere quello che è nei destini di questa città e dei suoi abitanti: quello dell’eccellenza”.

Il progetto di riunificazione della collezione nei locali del Santa Maria della Scala si colloca all’interno dell’accordo di valorizzazione siglato tra il Mibact e il comune di Siena nel 2017, finalizzato all’organizzazione e alla promozione dal punto di vista culturale e territoriale della sinergia fra musei civici e statali. Un lavoro non semplice data la composita collezione e le vicissitudini della collezione. Quest’ultima infatti può fregiarsi di artisti di grande rilievo, tra i pittori spiccano Domenico Beccafumi, Lorenzo Lotto, Giovan Battista Moroni, Paris Bordon, Sofonisba Anguissola, Giuseppe Cesari, Giovanni Antonio Bazzi detto Sodoma, tra i nordici, quelli di Albrecht Dürer, Otto van Veen, Albrecht Altdorfer, Peeter Snayers.

La sua storia quindi si snoda dal 600, dalle collezioni della famiglia Gonzaga custodite all’epoca nel Palazzo Ducale di Mantova, prosegue toccando la corte tirolese degli Asburgo e la città di Trento e da lì, grazie ad alcuni membri della famiglia Piccolomini, giunge fino a Siena agli inizi del 700. L’unione di questa casata con quella degli Spannocchi, consentì di unificare le due famiglie e, allo stesso tempo, le rispettive collezioni.

La riunificazione è frutto di anni di ricerche da parte del gruppo tecnico scientifico – ha detto Stefano Casciu, direttore regionale Musei della Toscana – queste opere sono tutte parte di una collezione che ha avuto molte fasi per questo raccontano generi pittorici e scene molto diverse tra loro. La collezione ci rende orgogliosi per il grande arricchimento storico e artistico che apporta. Speriamo possa essere un’occasione per ripartire, per tornare a vedere dal vivo queste incredibili opere d’arte“.

La realizzazione del progetto è stata inoltre possibile grazie alla collaborazione tra direzione regionale Musei della Toscana, il comune di Siena e la soprintendenza Abap per le provincie di Siena, Grosseto e Arezzo. A questo si unisce il contributo della Galleria degli Uffizi con il prestito concesso dal direttore Eike Schmidt delle due opere della collezione Piccolomini Spannocchi lì depositate dal 1913.

Questo momento ha un forte valore simbolico perché frutto di una collaborazione con tutti gli enti e le persone che hanno portato fino in fondo questo progetto – ha detto Andrea Muzzi, soprintendente Abap Siena Grosseto e Arezzo – ma soprattutto perché apporta valore al patrimonio culturale del Santa Maria della Scala. Ora l’offerta si arricchisce con questa collezione e ci fa capire le grandi potenzialità della cosiddetta acropoli senese”.

“Noi amministratori – ha concluso David Bussagli sindaco di Poggibonsi – siamo chiamati a riflettere sul concetto di ristrutturazione della nostra città. E’ tempo di ragionare sui ricongiungimenti, questa società lo sta facendo in modo eccellente. L’operato di oggi racconta la capacità di questa città di avere connessioni con il mondo attraverso le eccellenze che esprime e di essere quindi in legame con il mondo”.

Le interviste al sindaco Luigi De Mossi, al soprintendete Andrea Muzzi e Stefano Casciu, direttore regionale Musei della Toscana. Questa sera alle 22 speciale di “Un Caffè in Comune” sulla collezione: appuntamento in streaming su www.gazzettadisiena.it e sul profilo Facebook Gazzetta di Siena

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