“Raccontiamo alla città il punto di vista dei giovani. Questa operetta è un’occasione per ripartire”

E’ tempo di ripartenza, per le Feriae Matricularum e per Siena. Il 12, il 13 e il 14 maggio al Teatro dei Rinnovati torna la classica operetta dei goliardi e lo fa in grande stile. Lo spettacolo si intitola “A babbo morto, ovvero l’eredità andò a Monte” ed è una un’efficace e ingegnosa allegoria sul passato, sul presente e sul futuro della città. Una storia molto originale, che ha come obiettivo quello di “smuovere le coscienze degli spettatori”, come afferma ai nostri microfoni Michele Rubini, principe delle Feriae.

“Il protagonista della storia si chiama Balzano – afferma Rubini – ed è l’erede del ‘Regno dei Tre Colli’. Il babbo, Pascorum, sta per morire e la mamma decide di affidare la sorte della città al figlio, che però ha vissuto sempre dentro la corte. Inizia allora vivere un po’ la città, ma i consiglieri dell’ex re inducono il ragazzo ad andarsene dal regno per fare esperienza fuori, lasciando così il comando a loro. Rappresentano i poteri forti che hanno sempre governato la città. Ci saranno un po’ di avventure che il ragazzo dovrà affrontare, fino all’ultima, quando deciderà di restare in città per rivoluzionare tutto. La morale è che tante volte si sente parlare di noi giovani, ma non viene chiesto ai giovani cosa effettivamente potrebbero fare per cambiare la situazione”.

Come sempre c’è stato dietro la realizzazione dell’operetta c’è stato un lungo lavoro: “Le tempistiche per andare in scena sono di tre o quattro mesi – racconta Rubini -. Abbiamo iniziato a scrivere tra dicembre e inizio gennaio. Tutto il lavoro è stato fatto dagli studenti, ma abbiamo sempre il nostro storico regista, Luca Virgili detto ‘Fresco’, e poi i vecchi studenti, che chiamiamo ‘Dottori’, come Giampiero Cito, Andrea Guerri, Duccio Rossi, Duccio Panni, per citarne alcuni. Ci hanno sempre aiutato con un occhio paterno“.

Ciò che è più importante però che questa operetta segna un punto di svolta dopo la pandemia: “E’ una ripartenza – spiega Rubini -. Questo appuntamento è sempre stato un calendario per la città stessa, è l’apripista dell’estate. Chi viene a vedere l’operetta inizia a pensare alle altre cose che verranno dopo, come il Palio. Ritorniamo ad una normalità che in questi due anni è mancata. Per noi è stato importante non fermarci mai, la paura più grossa era ricominciare dopo uno stop. Non aver mai fatto delle interruzioni è stato un grosso sforzo ma alla fine ci ha ripagato”.

La settimana delle Feriae si aprirà alla mezzanotte di lunedì 11 maggio. Il 13 a pranzo ci sarà la cerimonia di apertura con la madrina e la sera la festa di inaugurazione. I goliardi però non si fermeranno qui: “Adesso vogliamo far capire alla città il punto di vista dei giovani – conclude Rubini -, ma abbiamo alcuni progetti in cantiere, ma ancora non possiamo svelarli, incrociamo le dita”.

Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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