Sarà un presidio ad oltranza quello organizzato dai ristoratori per domani, lunedì 22 febbraio, in piazza Montecitorio: “A Roma per difendere il nostro lavoro”. In quaranta da Siena

A Roma per difendere il nostro lavoro” è quanto TNI– Tutela Nazionale Imprese-Ristoratori Toscana, l’associazione che rappresenta 40mila imprese in Italia, ha intenzione di fare ed è quanto farà effettivamente il 22 febbraio alle 15, manifestando in piazza Montecitorio. All’appello hanno risposto centinaia di ristoratori e baristi del settore Horeca stanchi delle chiusure e delle restrizioni con cui convivono da un anno a questa parte.

Saranno presenti i ristoratori di tutta Italia, da Nord a Sud, qualcuno si muoverà con i mezzi propri, altri con pullman organizzati. Da Siena saranno circa 40 i manifestanti che raggiungeranno Roma sotto l’hashtag #draghiarriviamo. “Sarà un presidio ad oltranza -ha annunciato a Gazzetta di Siena Melissa Zotto, ristoratrice senese della Trattoria La Porticina- rimarremo in piazza fin quando non ci verrà dato quello che ci spetta: sblocco dei ristori quinquies, aperture a cena in zona gialla e a pranzo in zona arancione”.

Critica, poi, è la situazione per le nuove attività: “Le start up vivono un forte disagio. Io per esempio -spiega la ristoratrice senese- ho aperto il mio ristorante ad agosto 2019, ho quindi ricevuto solo il bonus da 600 euro previsto per aprile-maggio scorso, poi più nulla. I ristori non arrivano nemmeno al 5% del fatturato medio che avevamo”.

Necessario quindi, secondo la giovane: “Parametrare le perdite subite su base annua e non mensile. Molti come me, infatti, non erano aperti ad aprile 2019 quindi non hanno potuto parametrare le perdite di fatturato a quel momento. Questo è il problema principale delle start up”.

Anche i brevi periodi di apertura non hanno consentito alle attività di risanare le già precarie condizioni del settore: “Il fatto che tu abbia fatto 5 settimane in zona gialla e che abbia lavorato a pranzo non è bastato. Non c’è stata continuità lavorativa per via dello smartworking, dell’assenza di turismo e per il fatto che nei mesi invernali generalmente si lavora molto poco”.

Poi -ha aggiunto- c’è stato il San Valentino. Chi era aperto aveva già preso le prenotazioni ed aveva riempito tutti i posti a sedere, aveva già fatto la spesa e preparato la linea. Si è saputo solo alle 7 del giorno prima che i ristoranti non avrebbero aperto. Praticamente avevano i congelatori pieni e non sapevano come svuotarli, un investimento perso. Dei veri e propri criminali”.

I ristoratori non vogliono più stare a guardare fallire le proprie attività e si muoveranno verso Roma lunedì 22 febbraio per difendere il proprio lavoro e quello dei dipendenti. Ma basterà per farsi ascoltare? “Io mi auguro -conclude la ristoratrice- che cambierà qualcosa con il nuovo governo, anche se purtroppo ho perso fiducia nei confronti della classe politica. E’ un anno che si va avanti così, ci hanno completamente dimenticato, specialmente le start up, tutte quelle aziende nate ora e che sono state escluse da qualsiasi aiuto, se così si definisce perché quella fatta fino ad ora sembra più che altro elemosina”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui