Rino Gallo

A meno di un mese dal ritorno in aula, interviene il docentedel Roncalli Rino Gallo: “Per molto tempo il rientro è stato messo in forse”

L’imminente riapertura delle scuole, fissata per il prossimo 14 settembre, sta producendo un irrefrenabile lavorio affinché le norme di prevenzione e salvaguardia, da applicarsi nel rispetto delle disposizioni del Comitato Tecnico Scientifico, assicurino un rientro fatto di sicurezza – per il contenimento del contagio – e di normalità, per l’istruzione degli alunni.

“Per molto tempo il rientro a scuola è stato messo in forse” spiega a Gazzetta di Siena Rino Gallo, docente di elettronica presso l’Istituto Istruzione Superiore ‘Roncalli’ di Poggibonsi. “In qualche momento – racconta l’insegnate – il Ministero, aveva considerato l’idea di ricominciare l’anno con la didattica a distanza ma, in realtà, quel metodo educativo è stato applicato in una situazione di emergenza ed è risultato chiaro che non funzioni con chi ha più bisogno del supporto dei docenti”.

Le scelte fatte, ad oggi, giungono in ritardo per un rientro a scuola sicuro per tutti – continua Rino Gallo – soprattutto se si parla delle ultime disposizioni le quali prevedono che, laddove negli istituti non ci siano sufficienti spazi, sarà possibile rientrare in classi con 25-30 alunni portando la mascherina. Ma portare la mascherina per ore è veramente complicato così come imporre a tutti gli studenti il mantenimento del dispositivo di protezione individuale, in maniera corretta, per l’intera giornata”. Era necessario, dice il professore “riorganizzare gli spazi: non tutte le scuole sono uguali, hanno sia condizioni strutturali diverse che differenti possibilità di ospitare gli alunni. Questo era un censimento che andava fatto prima. Anche la scuola più attrezzata ha difficoltà ha tenere 25 alunni in una sola classe”.

L’Istituto ‘Roncalli’ conta oltre 1100 alunni e la sua riapertura e accoglienza degli studenti per una ripartenza in presenza, significa – così come per tutte le altre scuole – meticoloso coordinamento di ogni lavoratore dell’istituto ed un calcolo e comprensione scrupolosi del rapporto esistente tra spazi disponibili e numero di alunni.

Ma il problema, sottolinea Rino Gallo, “è stata la mancanza di norme, previsioni e misure adottate a livello ministeriale. Per noi docenti diventa un problema perché l’età media del corpo docente è elevata: i giovani sono spesso asintomatici, ma in un eventuale caso a scuola questo potrebbe essere un problema di sicurezza importante”.

Nel periodo pandemico, il rischio zero non esiste ma mantenere la sicurezza all’interno di un istituto scolastico, apre anche la problematica su chi cadrà, in caso di contagio, la responsabilità: “Il fatto che i presidi siano penalmente responsabili di un eventuale infortunio sul lavoro in questo senso è un problema – dice Rino Gallo – perché, al momento, la responsabilità è del datore di lavoro, ed il datore di lavoro all’interno della scuola, è il dirigente scolastico. È pur vero che il dirigente scolastico che adotta tutte le misure che sono state indicate per limitare al massimo il contagio non dovrebbe avere problemi, ma resta la preoccupazione del mettere in atto tutte le misure richieste. Cosa non facile – continua il docente – in una scuola in cui il datore di lavoro è il dirigente e il proprietario dell’edificio è il comune. Quindi ci sono, e ci saranno, responsabilità diverse e possibilità economiche diverse per intervenire su un eventuale problema strutturale”

Come specificato nelle recenti disposizioni del Comitato Tecnico Scientifico, in un contesto scolastico in cui dovesse risultare impossibile garantire il distanziamento fisico, lo strumento centrale rimane l’utilizzo della mascherina. “Io sono un docente della scuola superiore – dice Rino Gallo – quindi i ragazzi con cui lavoro hanno già una loro responsabilità e una loro capacità di pensiero: dal mio punto di vista, quindi, non dovrebbero esserci grossi problemi a far capire ai ragazzi la necessità dell’igienizzazione e tutta la serie di atteggiamenti importanti che sarà indispensabile adottare: se è vero che il 60% dei contagi avviene tramite il contatto indiretto, il tenere comportamenti responsabili in questo senso, significherà limitare al massimo la possibilità di trasmettere il virus. Dopodiché – conclude Rino Gallo – è più facile farlo coi ragazzi grandi e maturi, diventa più complesso far rispettare tali disposizioni ai bambini. Bisognerà trovare soluzioni rapidamente“.

Le parole di Rino Gallo, docente dell’Istituto Superiore ‘Roncalli’ di Poggibonsi

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