Alice D'Ercole

A meno di un mese dalla riapertura delle scuole, interviene Alice D’Ercole della segreteria Cgil Siena: “Non è un argomento esente da rischi: il rischio zero non esiste. Vanno messe in campo regole, procedure e condizioni di sicurezza”

A poco meno di tre settimane dalla riapertura delle scuole, crescono i timori per un rientro in sicurezza gestito ed ordinato. Il ritorno in aula per gli studenti italiani è previsto per il prossimo 14 settembre, ma sembra ancora venir meno un piano chiaro e coerente che tracci precise linee da seguire in una questione complessa e dalle innumerevoli sfaccettature.

“Quello che ravvisiamo – dice Alice D’Ercole, della segreteria Cgil Siena – è l’assenza di un coordinamento istituzionale. Ogni istituzione, anche nel territorio, si sta adoperando per risolvere le questioni che a loro competono. La Provincia e il Comune stanno trovando soluzioni per quello che riguarda la gestione degli spazi per mettere in atto il distanziamento ma resta ancora aperta la questione rispetto all’arrivo dei banchi e, per questo, si deve attendere le disposizioni del Comitato tecnico scientifico che in queste ore si sta riunendo. La situazione è complessa, complicata e ogni giorno in divenire perché le ordinanze e le misure che si susseguono sono quotidianamente diverse. L’apertura è certo una priorità, ma lo è anche la sicurezza“.

Quando si parla del tema della riapertura delle scuole, si parla di una questione primaria e che coinvolge la tematica del lavoro, il diritto fondamentale allo studio e tutti gli aspetti di una socialità essenziale ed imprescindibile. Si parla di un argomento che, per la nostra provincia in particolare, coinvolge un numero di 40.000 persone: “Più di 34.000 studenti, quasi 4.000 docenti e, oltre a questi, c’è il personale tecnico amministrativo che gioca un ruolo fondamentale in termini di controllo e sanificazione” chiarisce a Gazzetta di Siena Alice D’Ercole.

I danni prodotti dalla chiusura delle scuole nei mesi passati sono stati innumerevoli ed hanno coinvolto, in primo luogo, gli studenti stessi: “Da marzo ad oggi si è prodotto un enorme buco nell’apprendimento – dice la rappresentate Cgil di Siena affrontando l’argomento – perché l’apprendimento è un processo continuo, averlo interrotto ha prodotto in qualche modo danni: ci sono studi internazionali che parlano di riduzione di un terzo della capacità di lettura e più della metà delle competenze matematiche“.

Una rottura, quella avvenuta al di fuori delle aule che, a ben vedere, si somma a quella coinvolgente l’ambito prettamente lavorativo: “I ragazzi che stanno a casa – afferma D’Ercole – implicano che ci siano le famiglie che stanno dietro ai ragazzi che stanno a casa e, primo luogo le donne: analizzando alcuni dati presentati dalla Cgil qualche settimana fa, abbiamo avuto una pesante ricaduta sull’occupazione femminile. Ci sono state sia una crescita del 15% delle dimissioni cosiddette ‘volontarie’ che una riduzione delle ore sul part-time da aggiungere al fatto che i congedi da Covid sono stati quasi esclusivamente a carico delle donne. Questo comporterà che se noi riproduciamo un sistema di didattica a distanza, chi si farà carico di rimanere a casa saranno sicuramente le donne: con enormi passi indietro rispetto ai diritti conquistati fino ad oggi”.

A minare la dimensione organizzativa delle vite familiari degli italiani resta un ulteriore e centrale elemento nella questione dell’imminente apertura delle scuole: il tema dei trasporti. “Possiamo avere spazio e docenti – continua Alice D’Ercole – ma se manca il modo di portare 34.000 studenti nelle scuole ci sarà comunque un problema di garanzia del diritto allo studio. Da questo punto di vista la questione, sicuramente, sarà relativa al capoluogo. Se le misure ad ora previste dovessero essere confermate, non ci sono né le condizioni né i mezzi per garantire la ripresa in sicurezza. Gli scaglionamenti possono essere una soluzione in alcuni casi, ma si rischia comunque di determinare un qualche elemento di difficoltà“.

Per la Cgil la riapertura delle scuole è un elemento centrale. “La scuola è motore di riduzione delle disuguaglianze nel Paese – afferma Alice D’Ercole – e se noi produciamo nuovamente la didattica a distanza con differenze di possibilità di accesso all’apprendimento da parte degli studenti sulla base delle infrastrutture delle famiglie, delle loro condizioni abitative o della capacità di ogni famiglia di seguire i ragazzi, andremo ad incrementare le disuguaglianze all’interno di un’intera generazione minandone il diritto al proprio futuro“.

“È chiaro – si specifica ancora da parte della Cgil – che la riapertura delle scuole non è un argomento esente da rischi: il rischio zero non esiste, non esisteva nemmeno nella riapertura del tessuto produttivo. Vanno messe in campo regole, procedure e condizioni di sicurezza“.

Il tema della scuola coinvolge persone, famiglie, territori ed istituzioni “ed è per questo – conclude Alice D’Ercole – che risulta indispensabile la necessità che ci sia un percorso di condivisione: con le famiglie e con gli studenti ma, soprattutto con le organizzazioni sindacali che rappresentano tutti i lavoratori che ruotano intorno al sistema delle scuole in forma diretta, al sistema di tutto l’indotto e dei trasporti, c’è bisogno di un processo di condivisione perché la scuola si riapre e si riapre in sicurezza se c’è un percorso che tiene insieme il tessuto sociale che intorno alla scuola ruota“.

Le parole di Alice D’Ercole, segreteria Cgil Siena

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui