tls ricerca malattie oncologiche

All’interno del bioincubatore di Toscana Life Sciences (TLS), risiedono due gruppi di ricerca che giorno dopo giorno lavorano allo studio dei tumori per favorire nuove conoscenze da utilizzare nella messa a punto di potenziali nuove terapie oncologiche. Si tratta del Core Research Laboratory (CRL) dell’ISPRO (Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica) di Regione Toscana e del laboratorio di ricerca pre-clinica del CIO (Centro di Immuno-Oncologia) dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese.

Il Core Research Laboratory di Siena dell’ISPRO

Abbiamo intervistato Mario Chiariello, responsabile del gruppo di ricerca di Siena dell’ISPRO che ci racconta brevemente la storia dell’ente e, in particolare, che lavoro svolge il Core Research Laboratory di Siena.

“L’ISPRO (Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica) ha stabilito a Siena un Core Research Laboratory (CRL) che rappresenta il nucleo centrale dell’attività di ricerca dell’ente e ha il compito di svolgere ricerca sul cancro, con particolare riferimento ai meccanismi molecolari che ne sono all’origine. Il CRL dell’ISPRO conta di cinque unità: tre di queste sono localizzate nella sede principale dell’ISPRO, a Firenze, le altre due sono invece una a Siena, incubata in TLS dal 2008, e una a Pisa. Il laboratorio di Siena è frutto di una collaborazione tra l’ISPRO e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) che hanno unito le forze dando vita a questa unità di ricerca con l’obbiettivo di ottenere risultati migliori e in minor tempo. In questo laboratorio lavora personale del CNR, di cui anche io faccio parte, insieme a ricercatori dell’ISPRO”.

“Noi ci occupiamo di ricerca di base, in sostanza cerchiamo di capire i meccanismi fondamentali del funzionamento delle cellule per riuscire a correggere le alterazioni che sono alla base delle malattie oncologiche. Il nostro “progetto storico” riguarda il funzionamento di una particolare classe di proteine chinasi: proprio qui a Siena è partito lo studio su uno specifico membro di questa famiglia che è coinvolto nel normale funzionamento delle cellule e che potrebbe essere utilizzato nella terapia contro i tumori”

Team ISPRO

Il tempo della ricerca, dunque, si accorcia grazie alla rete di condivisione e alla multidisciplinarità

“Lo stimolo è sempre quello di acquisire nuove conoscenze, ogni piccolo traguardo viene inserito in un panorama di possibili terapie in risposta a patologie umane. La bellezza della ricerca di base è che ottiene quotidianamente tantissimi risultati applicabili a numerosi ambiti. Il nostro lavoro è come quello delle formiche, ogni giorno vengono condivise informazioni in una rete mondiale, questo permette a chiunque di applicare le ricerche che noi facciamo a varie terapie.

A fianco del progetto di ricerca di base abbiamo diverse collaborazioni instaurate nel tempo con gruppi di chimici, fisici, medici, biologi. Questa rete interdisciplinare ha portato alla creazione di un gruppo per un progetto per lo sviluppo di nuove terapie contro il glioblastoma, basato in particolare sull’utilizzo di nanoparticelle in grado di colpire solamente le cellule malate risparmiando quelle sane. Ci aspettiamo che questo progetto arrivi, nel giro di pochi anni, a sviluppare nuovi farmaci in grado di essere utilizzati per la terapia di questa grave malattia”.

Il laboratorio di ricerca preclinica del CIO (Centro di Immuno-Oncologia)

Alessia Covre, ricercatrice dell’Università di Siena presso il laboratorio di ricerca preclinica del CIO (Centro di Immuno-Oncologia), ci racconta degli studi in corso per identificare strategie terapeutiche innovative contro i tumori come la combinazione di epigenetica e immunoterapia.

“Il CIO, diretto da Michele Maio, Professore di Oncologia Medica presso l’Università di Siena, nasce 2017 per permettere a ricercatori clinici e pre-clinici di lavorare a stretto contatto tra di loro, in un ambiente fortemente dedicato all’immunoterapia del cancro. Consiste di diverse unità, un reparto clinico, un reparto di sperimentazioni cliniche, un laboratorio di ricerca traslazionale (presso l’Azienda ospedaliero-universitaria di Siena), ed il laboratorio di ricerca preclinica che risiede in TLS. Il CIO ha ad oggi attivi più di 40 studi clinici di immunoterapia, dagli studi first-in-human a quelli di Fase III”.

Alessia Covre e il laboratorio CIO

“La caratteristica principale della maggioranza dei farmaci immunoterapici già disponibili o in sviluppo clinico è di non agire direttamente sulle cellule tumorali, così come la chemioterapia e le terapie a bersaglio molecolare, bensì istruire e potenziare il sistema immunitario del paziente oncologico a riconoscere e distruggere il tumore. Uno dei nostri obiettivi è lavorare sui meccanismi di resistenza delle cellule tumorali all’immunoterapia, individuando nuove strategie terapeutiche che aumentino la percentuale di pazienti oncologici che risponde al trattamento. Nello specifico, nel nostro laboratorio stiamo studiando le modificazioni epigenetiche, che possono essere utilizzate dal tumore per sfuggire al controllo del sistema immunitario, rendendolo quindi meno attaccabile e responsivo ai trattamenti immunoterapici. Queste modificazioni sono reversibili farmacologicamente, e nel nostro laboratorio abbiamo ampiamente dimostrato come i farmaci epigenetici siano in grado di far ri-esprimere al tumore molecole fondamentali per il suo più efficace riconoscimento da parte del sistema immunitario del paziente”.

La ricerca ha bisogno di tempo, ma non perde tempo

Si sa che la ricerca necessita dei suoi tempi, che sono fondamentali per far si che tutte le conoscenze si leghino insieme a creare, potenzialmente, delle vere “rivoluzioni”.

La ricerca è sicuramente passione. La mattina uno va in laboratorio con la speranza di trovare qualcosa di completamente nuovo. E proprio i piccoli risultati che si hanno ogni giorno, messi insieme, creano una storia che può portare allo sviluppo di terapie innovative e quindi anche a una maggiore efficacia del trattamento del cancro. Personalmente, ho avuto la fortuna di entrare nel gruppo di lavoro circa venti anni fa, all’inizio degli studi di epigenetica condotti dal nostro Centro di ricerca, quando ancora in pochi credevano nella sua possibile efficacia clinica. In questi anni sono stati tantissimi i piccoli successi, così come gli insuccessi, le delusioni, e la voglia di mollare tutto. Ma gli sforzi sono stati premiati e, dopo anni di ricerche condotte in laboratorio, ne abbiamo trasferito i risultati nella clinica attivando lo studio NIBIT-M4, sponsorizzato dalla Fondazione NIBIT che, primo al mondo, ha combinato epigenetica e immunoterapia in pazienti affetti da melanoma metastatico. I risultati di questo primo studio ci hanno permesso di sviluppare lo studio NIBIT-ML1, coordinato dal CIO e finanziato in parte dalla Fondazione AIRC attraverso un progetto AIRC 5×1000, che sta attualmente reclutando pazienti in circa 20 Centri oncologici italiani. Lo studio NIBIT-ML1 è mirato a definire l’efficacia clinica e la sicurezza della tripla combinazione di due farmaci immunoterapici, con una nuova formulazione orale di un farmaco epigenetico, rispetto alla sola combinazione di ipilimumab e nivolumab, in pazienti affetti da melanoma o tumore al polmone non a piccole cellule, localmente avanzato o metastatico, resistenti ad un precedente trattamento immunoterapico”.

Prof. Maio con gruppo CIO presso AOU senese

L’importanza di fare ricerca in un ambiente sano e creativo come TLS

Mario Chiariello e Alessia Covre testimoniano, a una sola voce, l’arricchimento e la fortuna di lavorare in TLS. “Laboratori come il nostro difficilmente potrebbero esistere senza la strumentazione e le tecnologie che ci mette a disposizione TLS – afferma Chiariello – il supporto non si ferma però alle macchine, ma comprende anche quello umano. La possibilità di collaborare a stretto contatto con gruppi di persone che svolgono lavori simili ma anche molto diversi è molto stimolante e ci arricchisce ogni giorno”.

“Avere un network di supporto all’attività sperimentale, essere a contatto con diversi gruppi di ricerca è sicuramente un valore aggiunto – conferma Covre -. Capita qui, come nella vita, di ricevere stimoli e nuove intuizioni da persone che svolgono lavori anche molto diversi da noi e che proprio per questo ci aiutano a guardare le cose anche da una differente visuale”.

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