Lo storico esponente della tifoseria bianconera chiede continuità nella gestione societaria ed invita a valutare Giacomini per quelli che saranno i fatti

Anche nel periodo estivo e nonostante le travagliate vicende del calcio senese, tra fallimenti, tribunali civili ed amministrativi, l’attività del Siena Club “I Fedelissimi” è sempre attiva, comprese le immancabili cene riservate ai soci. Durante una di queste iniziative sociali abbiamo intervistato Stefano Ricci, noto imprenditore locale dei trasporti e storico esponente della tifoseria bianconera e dei vecchi UFS’79.

Parliamo del futuro del calcio a Siena. Quali speranze nutri dalla nuova proprietà affidata dal Sindaco Nicoletta Fabio a Giacomini?

Bisogna accettare il lavoro di chi ha studiato, vagliato e deciso l’affidamento a Giacomini del nuovo Siena. Saranno i risultati del campo a dirci se la decisione è stata corretta o no. Al momento possiamo solo avere speranza e fiducia di costruire un futuro duraturo. Quello che manca dai tempi di Max Paganini (Presidente dell’AC Siena dal 1985 al 1997, ndr) è una costanza nel tempo di una presidenza.

Giacomini ha dichiarato di voler realizzare un progetto di lungo periodo…

Io aspetto, gli do fiducia, perché la fiducia va data a tutti, ed il tempo sarà il suo giudice.

Un appello ai tifosi per la prossima stagione?

Venire a vedere il Siena. Guardare quelli che saranno i risultati sul campo e seguire con passione le sorti della squadra bianconera, a prescindere dalla categoria. E’ dal 1981/82 (anno della promozione dalla C2 alla C1 con la squadra che aveva Tintisona, Santino Nuccio, Guglielmo Coppola, ndr) che vado allo stadio a vedere le partite. L’ho viste in tutte le serie, ma mai in Eccellenza, come mai non l’avevo vista in serie D (il calcio targato Siena, anzi Robur Siena, ha conosciuto in tempi recenti la D prima con Ponte e poi con l’ACN Siena degli Armeni). Cercheremo di fare come tante tifoserie importanti hanno fatto: si segue la squadra, si cerca di divertirsi, in casa e quando c’è tempo anche in trasferta, essendo tutte vicine, ma soprattutto cercando di essere obiettivi e giusti con la squadra e la società e cercando di essere uniti, soprattutto perché, se giocheremo al Franchi, saremo tutti in un’unica tribuna a vedere la partita. Le parole di Giacomini fanno piacere, ma vediamo quanto durerà questo progetto nel tempo.

Francesco Giusti

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