L’intervista al preparatore atletico e fisioterapista Marco Ferrara, proprietario della palestra e centro riabilitativo Fisiotrainer

Nel Consiglio dei Ministri del 17 maggio, in considerazione dell’andamento epidemiologico e dello stato di attuazione del piano vaccinale, è stato deciso di riaprire le palestre lunedì 24 maggio. Abbiamo intervistato Marco Ferrara, dottore in Scienza motorie e in Fisioterapia, proprietario del centro Fisiotrainer di Poggibonsi e che sta per completare il corso come Preparatore atletico professionista Figc presso il Centro tecnico federale a Coverciano. Con lui abbiamo parlato della riapertura del suo centro e della sua attività come preparatore atletico e fisioterapista che, dopo differenti esperienze, lo ha portato a lavorare con la Florentia San Gimignano.

“Ho iniziato il mio percorso con la laurea in Scienze motorie all’Università di Firenze. E, dopo aver conseguito la magistrale presso l’ateneo fiorentino, mi sono laureato anche in Fisioterapia presso l’Università di Siena”. Queste le basi del suo cammino professionale che hanno fatto intrecciare sia la parte di preparazione atletica che quella fisioterapica.

“Ho continuato a perfezionare la mia formazione sia a livello pratico, lavorando con diverse società sportive, ma anche a livello teorico, continuando a studiare: ho seguito un master universitario in ‘Terapia manuale con metodo di manipolazione fasciale’, a Pisa e, adesso, sto per concludere il corso a numero chiuso, che si sta tenendo a Coverciano, come preparatore atletico professionista: al superamento della prova finale, sarò abilitato ad allenare ogni squadra partecipante ai campionati di calcio professionistici, sia maschile che femminile”. Dalla stagione 2022/23, infatti, anche la Serie A femminile diventerà un campionato professionistico.

Quali sono state le sue precedenti esperienze lavorative?

“Ho fatto parte del mondo del ciclismo, grazie al direttore sportivo della Lampre-Merida, Daniele Righi, e ho avuto il privilegio di massaggiare Diego Ulissi, ciclista di Cecina, impegnato in questi giorni nella 104esima edizione del Giro d’Italia, e tanti altri: è stata un’esperienza formativa sia a livello lavorativo che culturale. Inoltre, ho lavorato nello staff del Siena calcio, potendomi confrontare con giocatori di Serie A, e nell’Us Poggibonsi in C2. Per 3 anni sono stato anche il responsabile per la Fidal Toscana, la Federazione italiana atletica leggera, e ho potuto seguire atleti di caratura nazionale, come mezzonfondisti, maratoneti e lanciatori del peso. Presso il centro tecnico di Tirrenia ho potuto lavorare anche con la schermitrice Bebe Vio”.

E quando è nata la palestra Fisiotrainer?

“Fisiotrainer è nata nel 2014 per la mia volontà di unire i due percorsi di studio che ho seguito. A livello lavorativo ho notato la difficoltà nel trasformare, soprattutto per gli sportivi, la fase di riabilitazione in rieducazione motoria e in recupero funzionale. Visto il mio percorso di studi mi sono perfezionato nella fisioterapia sportiva. Ho voluto così creare un ambiente in cui poter seguire un percorso di riabilitazione e di recupero, post infortunio o per patologie croniche, a 360°”.

Non è necessario, quindi, scindere la fase fisioterapica da quella successiva

“Presso il mio centro è possibile proseguire nel recupero completo. La mia figura, almeno all’inizio del percorso riabilitativo, è quella del fisioterapista ma il mio ruolo si evolve e seguo il paziente anche per fare un lavoro di recupero funzionale e garantire il suo ritorno all’attività fisica”.

Quali sono i lavori che prediligete?

“Mi sono perfezionato e lavoro tanto sugli schemi motori di base e, soprattutto, sul loro allenamento e su quello che viene chiamato allenamento funzionale. Consiste nell’allenare non solo il singolo distretto muscolare, ma pensare a un gesto tecnico o a uno schema motorio completo: esercizi che si basano sul core stability e su tutte le catene cinetiche e muscolari. Si tratta di lavorare in modo diretto e specifico sull’atleta. Si inizia con un lavoro segmentario e si prosegue, in palestra, in modo funzionale per completare la riabilitazione del paziente”.

Una metodologia di lavoro che porta avanti anche con la Florentia San Gimignano

“Dopo un periodo in cui, a livello lavorativo, avevo abbandonato il calcio, sono entrato con passione nel progetto della Florentia San Gimignano perché mi permette di lavorare non solo sul recupero dagli infortuni, ma anche sulla prevenzione degli stessi. Si tratta di dare un qualcosa in più, fondamentale nel mondo del professionismo, per la società: avere atlete che non hanno infortuni e che si possono allenare con continuità è un valore aggiunto. Programmo l’attività di prevenzione con le ragazze che vengono sia in palestra per fare attività di prevenzione e di rinforzo muscolare, con lavori di core stability e sulla fase propriocettiva, sia lavorando al campo sportivo, proponendo esercitazioni a carattere funzionale: esercizi non standardizzati, ma diretti al gesto motorio del calcio”.

Da oggi riapriranno le palestre: cosa avete potuto fare fino ad ora a Fisiotrainer? E come ripartirete?

“Finalmente le palestre potranno riaprire. Il mio centro è stato uno di quelli che è potuto rimanere aperto: la fisioterapia, infatti, è un servizio sanitario. Da oggi, con tutte le accortezze del caso e nel rispetto delle norme per contrastare la diffusione del Covid-19, riapre anche la parte della palestra. Come facevamo anche prima, daremo al cliente tutte le direttive necessarie per allenarsi nei nostri ambienti: spazi grandi che permettono di allenarsi in più persone, mantenendo le distanze previste. Voglio sottolineare che tutto il nostro personale, in quanto dottori, è vaccinato. Siamo contenti di poter riabbracciare di nuovo i nostri clienti: siamo felici che in molti ci abbiano già contattato per tornare”.

“Il nostro lavoro in palestra non è finalizzato tanto all’aspetto ludico, ma i nostri focus sono la prevenzione, il lavoro specifico e l’attenzione alle malattie metaboliche. La sospensione delle attività è stato un periodo duro per noi e i nostri clienti: ora non vediamo l’ora di ripartire”.

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