Alessandro Bagnoli, direttore dei lavori: “Abbiamo estratto la ciliegina sulla torta, ma la torta è buona nel suo insieme”.

Sono di una bellezza estraniante i dipinti murari quattrocenteschi riscoperti e finalmente restaurati nella chiesa di San Magno a Simignano, nel Comune di Sovicille. La loro è una storia particolare, infatti, malgrado siano a lungo rimasti nascosti sotto l’intonaco bianco della chiesina, proprio gli abitanti del luogo e dei paesi limitrofi ne conservavano una memoria e si sono spesi affinché le pitture murarie fossero riportate alla luce e al loro originario splendore.

La storia la racconta, con un minimo di fierezza, Giuseppe Gugliotti, sindaco di Sovicille: “Il disvelamento e il restauro di queste pitture murarie rappresentano un’opera più che mai corale, perché questo intervento nasce dalla sollecitazione della comunità di Simignano, ma anche di tanti cittadini del nostro Comune, che amano questo posto e avevano notizia dell’esistenza di queste pitture e che sono particolarmente appassionati a questa bellezza. Questa sollecitazione è stata raccolta dalle amministrazioni comunali, insieme con la parrocchia e la diocesi, e presentata come istanza ad Acquedotto del Fiora ed Acea, che si sono mostrate subito disponibili e sensibili a raccogliere questa sollecitazione e finanziare l’intervento, con un’iniziativa carica di un nuovo mecenatismo”.

Acquedotto del Fiora con Acea, nella figura di Roberto Renai, presidente dell’Acquedotto del Fiora, si confermano attori di punta nello sviluppo del territorio senese: “Abbiamo investito nella cultura del nostro territorio, nella salvaguardia del patrimonio storico artistico del nostro territorio”. Anche Don Enrico Grassini, direttore Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, è presente alla presentazione delle pitture e porta i saluti del Cardinale Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino. “L’intervento rappresenta un duplice valore per il territorio e la diocesi. Dal punto di vista storico – scientifico, com’è stato illustrato dal Prof. Alessandro Bagnoli che, grazie a questo recupero, dovuto anche alla perizia del restauratore Massimo Gavazzi, ha potuto studiare e approfondire un periodo storico dell’arte senese non molto conosciuto, che è quello della prima metà del Quattrocento (quando la scuola senese sembra rimanere in ombra di fronte al dirompente rinascimento fiorentino), ma c’è anche un merito che va in ordine alla valorizzazione di un territorio che ha tanto da dire!”.

Tutti concordi, dunque, nell’inquadrare l’intervento in un più ampio quadro di valorizzazione del territorio della provincia senese, una rete di piccole perle e piccoli patrimoni culturali che si vuole sempre più fitta e interconnessa.

Le pitture murarie

Il Prof. Alessandro Bagnoli, storico dell’arte e direttore dei lavori, insieme al restauratore Massimo Gavazzi, stanno indagando sulle origini e sulla storia delle antiche pitture murarie .

Nello specifico si tratta di una “finta pala”, un trittico non ligneo ma dipinto sulla parete, in cui è possibile, tramite il procedimento dell’attribuzione, riconoscere la mano del cosiddetto Maestro di Sant’Ansano, ossia Nastagio di Guasparre, comprimario di alcuni grandi nomi come quello del Sassetta o Pietro di Giovanni d’Ambrogi. Nella Pinacoteca senese infatti, sono conservate tre tavole, datate agli anni Quaranta del Quindicesimo secolo, con cui la “finta pala” della chiesa di San Magno ha non poche affinità.

Accanto alla finta pala sono rappresentati quattro santi, dipinti successivamente e di più facile attribuzione, dato che l’autore, Pietro di Ruffolo, sconosciuto fino a qualche anno fa, ha uno stile tardo gotico dalla finezza inconfondibile, che si apprezza in tutto la sua bravura nel portico adiacente all’Eremo di Lecceto. I quattro santi sono probabilmente stati scelti dal committente e sono stati dipinti in due momenti diversi, per cui la prima coppia è di poco precedente alla seconda, e le figure della seconda coppia, a differenza di quelle della prima, devono esser state divise fisicamente da un elemento ligneo, che ora manca. Le raffigurazioni corrispondo a – da sinistra verso destra -: San Giovanni Evangelista, Santa Caterina d’Alessandria, San Sigismondo re dei Burgundi e San Paolo. Sotto le raffigurazioni sono presenti descrizioni difficili da interpretare in cui, oltre a qualche nome, è presente forse anche una data.

Bagnoli, direttore dei lavori, ha dichiarato entusiasta che: “Abbiamo estratto la ciliegina sulla torta, ma la torta è buona nel suo insieme”, mostrando la volontà di voler continuare i lavori e gli studi sulle pareti di una piccola chiesina sperduta nel verde della Montagnola e che ha appena iniziato a svelare al mondo le proprie bellezze.

Le interviste a Giuseppe Gugliotti, sindaco di Sovicille, Don Enrico Grassini, direttore Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici e Roberto Renai, presidente Acquedotto del Fiora.

Sono una giovane studentessa della facoltà magistrale di Lettere, maremmana di nascita, ho lasciato l'Argentario da quattro anni per vivere e studiare a Siena. Mi interesso di politica, ambiente e attualità, con il proposito di capire e raccontare la cronaca di un territorio tanto antico e ricco di storia quanto vivo e vitale come quello senese.

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