Il Covid 19 potrebbe frantumare le certezze delle Lega. O, almeno, quelle che si chiama Susanna Ceccardi, individuata qualche settimana prima della pandemia come candidata di bandiera per le elezioni regionali, da sottoporre al tavolo del centrodestra.

Negli ultimi giorni, però, complici anche sondaggi nazionali che vedono il Carroccio in calo, qualche crepa si è formata e la candidatura della ex sindaca di Cascina come sfidante di Eugenio Giani, in campagna elettorale per il centrosinistra ormai da mesi, non è più così certa. Il problema è che a livello nazionale Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia avevano trovato un accordo da “Manuale Cencelli” e da queste parti il candidato sarebbe dovuto essere espressione proprio di Salvini, per equilibrare le candidature nelle altre regioni al voto. Difficile che si voglia cambiare adesso. Anche perché il rischio di una campagna elettorale molto breve è reale.

Dopo il rinvio per l’emergenza Coronavirus, si era parlato di un election day il 20 settembre come data probabile mentre alcuni governatori in lizza puntavano ancora a un voto “anticipato” a luglio. Ma c’è ancora molta confusione tra i partiti e dentro gli schieramenti tra gli attendisti e chi vuole una campagna elettorale mordi e fuggi. Dalla data dipende non solo la sfida per i nuovi presidenti delle Regioni (Toscana in testa) ma anche alcuni aspetti della vita sociale ed economica: quando riaprirà la scuola e quanto si potrà prolungare la stagione estiva.

Il decreto approdato nell’aula della Camera prevede una finestra per svolgere le amministrative e il referendum sul taglio dei parlamentari tra il 15 settembre e il 15 dicembre, con il governo che ha già anticipato che la data ipotizzata è il 20 e 21 settembre per il primo turno e il referendum, e il 4 e 5 ottobre per il ballottaggio. In tutti gli interventi FI, Fdi e Lega hanno chiesto uno slittamento del primo turno di almeno una settimana perché la data del 20 farebbe impattare la campagna elettorale con la stagione turistica. Tutto ancora molto incerto. Decisione forse l’8 giugno.

Da bambino c’è chi sogna di fare l’astronauta, il calciatore, il pompiere. Io sognavo di fare il giornalista, forse influenzato dalle mie letture, dalle mie canzoni, da qualche film visto al cinema o in tv. Fra mille difficoltà sto provando a portare avanti il mio sogno, con trasparenza e umiltà, mettendoci la faccia (e la firma). Sono nato e vivo a Siena, in una città problematica, ma magica, che ti scaccia e ti abbraccia, che ti allontana e ti spinge a tornare, come una sorta di elastico, in un legame comunque inscindibile per sempre.

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