Regime fiscale ordinario: obblighi, adempimenti e tassazione

La scelta del regime fiscale è uno degli aspetti più delicati per chi si trova ad aprire partita IVA, in quanto da tale decisione dipendono gli adempimenti legali e fiscali cui si va incontro.

Le opzioni attualmente disponibili sono tre: regime semplificato, ordinario e forfettario. Ognuna presenta specifiche caratteristiche e relativi obblighi.

In questo articolo ci soffermiamo su tutto ciò che riguarda il regime ordinario, analizzando come funziona e quali sono gli aspetti da considerare per una corretta gestione della contabilità, così da risultare in regola con lo Stato.

Cosa si intende per regime fiscale

Partiamo dalla base, ovvero analizzando cosa si intende per regime fiscale. Si tratta dell’insieme di procedure e regole che ogni professionista o azienda deve seguire dal punto di vista legale e fiscale.

La scelta verso una delle tipologie cui abbiamo accennato va fatta durante la fase di apertura della partita IVA e può non rivelarsi semplice per diversi fattori, complice il fatto che ci si trova a impostare un aspetto così cruciale in ottica presente e soprattutto futura.

I fattori da considerare riguardano le caratteristiche di chi apre partita IVA e quelle proprie dell’attività ma soprattutto la forma giuridica che si desidera adottare: il modello di tipo fiscale, contabile e organizzativo che si predispone per la gestione dell’azienda.

Le principali di forme giuridiche sono ditta individuale, società di persone, cooperativa, ecc. ecc. Non ce n’è una migliore di un’altra, in quanto ognuna presenta degli elementi a favore come a sfavore.

La definizione del regime fiscale va a determinare diversi aspetti della gestione della partita IVA. Le cose cambiano in maniera importante a seconda del fatto che si propenda per quello forfettario, semplificato oppure ordinario.

Cos’è il regime fiscale ordinario e quando è obbligatorio

Il regime ordinario è una delle soluzioni previste in Italia per consentire ad aziende e professionisti di risultare in regola a livello fiscale e legale. Quando è obbligatorio? Per tutte quelle realtà che presentano un fatturato importante o dimensioni notevoli.

Si tratta, nello specifico, di società di capitali, enti simili, enti privati ed enti pubblici. Inoltre, risulta necessario per imprese individuali, enti non commerciali e società di persone qualora vengano conseguiti introiti che superano i 500.000 per la vendita di servizi o gli 800.000 euro per le altre tipologie di attività.

È possibile optare per il regime ordinario anche nel momento in cui vi fossero le condizioni per rientrare in quello semplificato, il quale si caratterizza per la quantità inferiore di adempimenti contabili, a fronte di una gestione che appare meno onerosa e decisamente più facile.

Il regime fiscale semplificato può essere opzionato dalle società di persone o dalle ditte individuali i cui ricavi non superano i 500.000 euro (servizi) o gli 800.000 euro (altro). Sopra tale soglia, come abbiamo avuto modo di vedere, l’unica strada percorribile è quella con contabilità ordinaria.

I registri da predisporre in caso di regime ordinario

Quali sono i registri che bisogna avere in caso di regime contabile ordinario? Ecco quelli che possono trovarsi a dover presentare i contribuenti che decidono di avvalersene:

  • Libro giornale, un documento in cui si registrano le diverse operazioni che riguardano l’azienda. È necessario predisporne la conservazione per un arco di tempo di 10 anni.
  • Libro degli inventari, il quale comprende i seguenti dati: inventario di inizio attività, inventari dei diversi anni, risorse di proprietà dell’azienda e relativo valore, conto economico, stato patrimoniale, capitale investito dall’imprenditore. Il libro degli inventari deve essere dotato di marca da bollo cartacea o virtuale e avere una numerazione precisa per poter risultare in regola.
  • Scritture di magazzino. Sono necessarie per tutte quelle attività che in occasione di due esercizi consecutivi hanno percepito un volume di affari superiori a 5.164.568,99 euro nonché rimanenze alla fine del periodo di valore superiore a 1.032.913,80 euro.
  • Registro dei beni ammortizzabili. Vanno considerati in tale registro immobili, beni annotati all’interno dei registri pubblici, altri beni classificati all’interno. Va elencato l’anno di riferimento, il costo di acquisizione, possibili modifiche del valore e del coefficiente di ammortamento. Anche in questo caso è prevista la numerazione.
  • Registri relativi all’IVA.
  • Libri sociali e altri similari previsti sulla base della forma giuridica.

Gli adempimenti di obbligatori nel regime ordinario

Dal punto di vista contabile, il regime ordinario deve avvalersi del sistema di fatturazione elettronica.

Inoltre, è necessario che presenti l’applicazione dell’IVA in fattura e comporta di effettuare puntuale dichiarazione dell’IVA tramite comunicazione telematica di tipo annuale da comunicare all’Agenzia delle Entrate.

Il versamento dell’IVA può essere impostato secondo una cadenza trimestrale oppure mensile. Su tutto ciò che riguarda la compilazione dei libri e dei registri contabili ci siamo già soffermati.

Per quanto concerne il pagamento delle imposte, le cose sono diverse, ad esempio, per le persone giuridiche, per le quali è previsto il saldo dell’IRPEF. Altre tasse da segnare per chi opera tramite società sono IRES e IRAP.

Il pagamento dell’IVA è una misura che vale per tutte le fatture, sia quelle attive che quelle passive.

Infine, nel regime ordinario ci sono diversi costi deducibili a livello di IVA, nella fattispecie quelli che concorrono alla gestione dell’attività, i quali vanno ad abbassare il reddito imponibile.

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