La coordinatrice provinciale di Azzurro Donna punta l’attenzione del Consiglio comunale sulla violenza di genere

È stata approvata all’unanimità la mozione sulla violenza di genere presentata da Maria Concetta Raponi (Forza Italia) durante la seduta consiliare del 19 marzo. Il consigliere ha ricordato come la violenza contro le donne “sia una grave violazione dei diritti umani e delle libertà in tutte le sue sfere: personale, lavorativa ed economica, nonché culturale”.

Raponi ha rammentato che nell’ultimo anno di osservazione circa 3.700 donne si sono rivolte ai Centri Antiviolenza, mentre durante il lockdown, a seguito di convivenze e confinamenti forzati, la situazione è ulteriormente peggiorata. Argomenti questi che Forza Italia e Azzurro Donna hanno affrontato pubblicamente nella diretta Facebook sulla pagina della sezione regionale il giorno precedente il Consiglio comunale.

La coordinatrice provinciale di Azzurro Donna ha sottolineato che “la maggior difficoltà per il raggiungimento dell’autonomia da parte delle donne vittime di violenza, che hanno intrapreso un percorso attraverso le case rifugio nei Centri Antiviolenza, è trovare una soluzione abitativa decorosa e capace di soddisfare le esigenze proprie e, soprattutto, dei figli, così come il reinserimento nel mondo del lavoro, elemento indispensabile per l’emancipazione femminile e l’indipendenza economica, nonché per l’uscita definitiva dal circolo della violenza”.

Non esistendo, attualmente, graduatorie per case Erp riservate a donne uscite da case rifugio, ma consapevoli che con legge regionale la Toscana offre ai Comuni la possibilità di destinare fino al 40% delle abitazioni Erp a finalità sociali, il consigliere ha chiesto l’impegno del sindaco e della giunta su una serie di punti.

Dare il via a un percorso che favorisca il reinserimento nel tessuto sociale ed economico di donne vittime di violenza che escono dalle case rifugio, ovunque dislocate – ha iniziato ad elencare Raponi –; che a loro vengano destinate alcune abitazioni Erp o di altre forme di edilizia sociale, così come la promozione di percorsi di formazione ed incentivi per un loro inserimento attivo; sensibilizzare le imprese alle assunzioni di coloro che escono dalle case rifugio incentivando le misure di sostegno alla genitorialità; far sì che la Regione Toscana istituisca la figura del Garante per la tutela delle donne vittime di violenza e far sì che coloro che hanno intrapreso un percorso di protezione nei Centri Antiviolenza siano incluse tra le categorie destinatarie di agevolazioni nell’inserimento lavorativo e abitativo”.

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