In uno dei suoi aperitivi in giallo, il professor Ascheri ha approfondito il delitto di Marta Russo, un caso che scosse l’opinione pubblica alla fine degli anni novanta

Continuano gli incontri letterari con Raffaele Ascheri. Una serie di appuntamenti molto interessanti che fa luce su alcuni dei delitti più controversi della storia del nostro Paese, approfondendo tutti i risvolti processuali e culturali del caso. Dopo che il mese scorso aveva raccontato la storia del delitto dell’Olgiata, ieri sera, al Roxy Bar, nella Piazzetta Luigi Bonelli, il professor Ascheri si è concentrato su un omicidio che avvenne a Roma, all’Università La Sapienza, alla fine degli anni novanta.

“Si tratta dell’omicidio di Marta Russo – spiega Raffaele Ascheri -, un caso avvenuto il 9 maggio 1997 che appassionò molto l’Italia dividendola, come spesso succede, tra colpevolisti e innocentisti. Fu piuttosto clamoroso perchè la vittima fu uccisa senza alcun movente, si trovò semplicemente a passare nel punto sbagliato nel momento sbagliato. Le indagini furono particolarmente difficili, alla fine vennero indagati e processati Giuseppe Scattone e Salvatore Ferraro, due dottorandi della Sapienza. Secondo la sentenza, Scattone avrebbe sparato senza l’intenzione di uccidere e avrebbe colpito la povera Marta Russo, un omicidio colposo dunque. E’ interessante però fare un’analisi dal punto di vista mediatico, perchè non fu la prima volta che gli italiani si divisero tra colpevolisti e innocentisti, ma la novità è che ci fu una forte campagna mediatica con episodi che poi sarebbero diventati la norma. I due indagati infatti vennero intervistati a Porta a Porta prendendo dei lauti compensi, una cosa patologica del mondo dell’informazione che continua e persiste tutt’ora”.

Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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