La filiera deve fare un passo in avanti, ha bisogno di sviluppare strategie e competenze nuove ma soprattutto deve riuscire a trasferire al consumatore quello che è lo sforzo sulla sostenibilità“. Ecco le parole di Mauro Rosati, direttore Qualivita

E’ l’inizio di una nuova era per la Fondazione Qualivita che da pochi giorni ha annunciato l’ingresso del Poligrafico e Zecca dello Stato come nuovo socio fondatore per affrontare le sfide che la svolta green sta producendo sull’agroalimentare. Innovazione, sostenibilità e tracciabilità sono i cavalli di battaglia della transizione ecologica, punti che Qualivita porterà avanti grazie al sostegno e alle competenze che Poligrafo ha accresciuto negli ultimi anni.

“Il mondo dell’agroalimentare sta attraversando un momento fortemente legato alla transizione ecologica – ha spiegato Mauro Rosati, direttore generale della Fondazione Qualivita – le nuove sfide, quelle che da qui al 2030 l’Unione Europea emanerà coinvolgono 10 ambiti di cui 7 riguardano l’agricoltura, le filiere agricole, agroalimentari, alimentari”.

Il cambiamento coinvolge direttamente Qualivita, fondazione che da oltre 21 anni tutela e valorizza i prodotti a denominazione di origine. “Negli ultimi anni – ha raccontato Rosati – le filiere italiane facevano leva su concetti come qualità, territorio e tradizione. Oggi siamo chiamati a spingere sulla sostenibilità, da sempre il cavallo di battaglia delle Dop e delle Igp, prodotti provenienti da un produzione che rispetta il territorio. La filiera quindi deve fare un passo in avanti e per farlo ha bisogno di sviluppare strategie, competenze nuove, riuscire a trasferire al consumatore quello che è lo sforzo sulla sostenibilità“.

Il concetto di sostenibilità è infatti molto ampio e ingloba al suo interno concetti come sostenibilità ambientale, sociale, economica, tutti fattori che L’Unione Europea sta cercando di regolare, rendendo le normative sempre più stringenti, come spiega il direttore: “Con la strategie del Green Deal le aziende saranno chiamate ad essere più ligie al loro dovere, dovranno dimostrare di essere davvero sostenibili”.

I regolamenti europei in materia sono chiari e ruotano intorno all’obiettivo principale: “L’Europa entro il 2050 riuscirà ad emettere tanta anidride carbonica quanta ne riuscirà ad assorbire, riducendo a zero l’impatto sul clima. Dentro a questo obiettivo – spiega Rosati – c’è il Green Deal che riguarda la parte produttiva in cui si hanno due strategie: Farm to fork e biodiversy“.

Le nuove sfide richiedono allora competenze più approfondite: “Oggi per portare avanti il sistema delle Dop e Igp delle imprese abbiamo ritenuto necessario l’intervento di competenze più ampie. Competenze che siano improntate all’innovazione della filiera italiana, con uno spazio importante alla tracciabilità evoluta che permette di fornire al consumatore informazioni fondamentali su quello che fa l’azienda”.

Ma come funziona nel dettaglio? “Fino ad ora – ha spiegato – ci si limitava a leggere l’etichetta mentre con la tracciabilità evoluta si ha coscienza e conoscenza di tutto il percorso di un prodotto, da quando viene generato all’ultimo che lo ha impacchettato, si ha la possibilità di accedere ad informazioni accessorie legate all’impegno che l’azienda si da nei confronti della sostenibilità sociale e ambientale, insomma la tracciaibilità evoluta ti consente di sapere tutto su quel prodotto, anche solo attraverso un Qr Code”.

“Il primo elemento della tracciabilità evoluta è la Blockchain, sistema di certificazione delle informazioni che sono indipendenti e legate al digitale. In parole semplici sono dei dispositivi digitali come gps che, legati al prodotto, inviano automaticamente l’informazione su dove si trovano. E’ un’informazione sicura, che nessuno può manipolare. Questo messaggio non viene scritto da un ispettore ma dallo strumento tecnologico. L’altro elemento legato alla tracciabilità riguarda quello che avviene dentro la catenea di trasformazione del prodotto, anche qui è il sistema digitale che rivela per esempio come e quando è stato confezionato il prodotto. L’informazione così si va ad inserire all’interno della blockhain, in questa catena di informazione composta da tanti blocchi. Il consumatore alla fine ha accesso a tutti i passaggi della filiera“.

E’ per questo che saranno fondamentali le competenze che il Poligrafico ha acquisito negli ultimi anni in materia di sicurezza per l’anti-contraffazione dei prodotti con sistemi evoluti di tracciabilità ed identificazione: “Ora ci siamo dotati degli strumenti per poter fare le nostre cose con professionisti – ha detto Rosati – per noi è importante che una azienda come il Poligrafico dello Stato abbia creduto ed investito in un organizzazione senese come la nostra, è il segno che in 21 anni abbiamo tracciato una strada importante nella qualità”.

“Fino ad ora abbiamo goduto della leadership del Made in Italy, dobbiamo cercare di mantenerla. Qualivita è il soggetto che può dare una mano in questo, ma il successo della nostra azienda dipende da quello delle imprese, dalla loro capacità di stare sul mercato e di portare avanti il Made in Italy. Sicuramente il nostro impegno è quello di aiutare le filiere a cambiare pelle, a fare le cose in maniera diversa come chiedono oggi i consumatori e il marcato”.

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