Fabrizio Fabiani, presidente della Pubblica Assistenza: “Dobbiamo continuare a lavorare su linee guida condivise, crescere nuovi volontari e una nuova classe dirigente”

La Pubblica Assistenza di Poggibonsi dice sì all’unanimità al bilancio consuntivo del 2020 e al preventivo 2021. Così si è conclusa l’assemblea dell’associazione che si è tenuta qualche giorno fa. Insieme hanno ricevuto il consenso unanime anche il piano strategico pluriennale con le linee di sviluppo dell’associazione ed il piano di ricerca fondi.

Continuare a lavorare su linee guida condivise, mettere a punto un piano strategico di fundraising, fare formazione e crescere nuovi volontari e una nuova classe dirigente sono alcune delle linee strategiche che sono emerse con il piano pluriennale. Il consuntivo, che si è chiuso in modo positivo, apre le porte alla riorganizzazione dell’associazione a partire proprio dai suoi valori fondanti. “Noi pensiamo ad una Pubblica Assistenza capace di creare un gruppo di persone che condividano l’idea di fare  volontariato in modo laico, in una associazione che sta dalla parte dei diritti”, fa notare Fabrizio Fabiani, presidente della Pubblica Assistenza.

“Questa approvazione ha visto una importante partecipazione dei soci che ringrazio davvero – aggiunte Fabiani – Inoltre è stata l’occasione per vedere il bilancio per la prima volta con le regole dell’armonizzazione. Gestire e crescere chi verrà dopo di me, adattare l’associazione alle esigenze contemporanee”. Tra le azioni, un organigramma con le funzioni operative e il regolamento generale di funzionamento che la nuova legge sul terzo settore chiede, investendo su collegialità, condivisione e guardando al futuro. “Vogliamo dare una forma organizzata al lavoro e fare formazione, aprendo anche ai soci esterni al consiglio”.

L’assemblea è stata anche l’occasione per l’insediamento della commissione elettorale. “La commissione elettorale ci condurrà al 2022, anno del rinnovo delle cariche – aggiunge Fabiani – Il prossimo consiglio di amministrazione dovrà avere norme tali da favorire l’investimento verso la collegialità, l’apertura verso la città e la crescita di una nuova classe dirigente”

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