Secondo il direttore di Confcommercio fino a quando la mobilità non tornerà alla normalità ci saranno grosse perdite per l’economia senese

La crisi economica innescata dalla pandemia non ha fatto sconti a nessuno in quasi tutto il mondo e purtroppo anche Siena è stata travolta da questa drammatica situazione. Per capire meglio quali sono stati i danni subiti dall’economia senese nel 2020 abbiamo intervistato Daniele Pracchia, direttore di Confcommercio Siena.

“È stata un’annata pessima – afferma perentorio Pracchia- abbiamo avuto i mesi di lockdown totale, poi una modestissima ripresa condizionata dalla quasi totale assenza di turismo estero durante il periodo estivo. Con l’autunno sono tornate le chiusure e le restrizioni e adesso, a Natale, in Toscana e a Siena gli operatori commerciali hanno avuto solo tre giorni di parziale libertà, visto che il 24 dicembre torneremo in zona rossa”.

In un contesto simile, appare quindi evidente che le imprese sono costrette a fare i conti con ingenti perdite: “Rispetto allo scorso anno, nella migliore delle ipotesi, le aziende subiranno riduzioni del fatturato del 50-60%, ma in realtà la maggior parte di loro subirà dei tracolli anche maggiori”.

Per alcune attività in particolare sarà molto difficile uscire da questo 2020 senza avere grossissime ripercussioni: “Il settore della ristorazione è stato martoriato, perché è stato sacrificato dai provvedimenti governativi con la chiusura totale o con l’apertura soltanto alle 18:00. Con la zona rossa fino all’Epifania gli si toglie la possibilità di fare degli incassi che avrebbero dato un contributo importante. Inoltre, per ora non si vedono interventi del governo che possano risarcire le perdite di questo periodo”.

In autunno il Governo aveva cercato di ridurre l’impatto della crisi attraverso il Decreto ristori, ma non è stato sufficiente: “E’ servito a far arrivare un po’ di soldi alle aziende – spiega Pracchia- che però sono serviti a mala pena a pagare l’affitto, e quindi ad evitare lo sfratto dal proprietario dell’immobile, o a pagare le bollette della luce e del gas. Non è con quelle risorse che la gente può andare avanti”.

In più, con l’arrivo dell’anno nuovo, si presenterà inevitabilmente un nuovo problema: “C’è un’incognita legata al personale delle aziende, perché se a marzo non sarà prorogato il blocco dei licenziamenti purtroppo ci sarà anche un grosso impatto sul piano dell’occupazione”.

Diventa allora fondamentale capire quali sono le condizioni per uscire da questa situazione e che tipo di effetti negativi ci saranno per la città nei prossimi mesi: “Finché la mobilità non tornerà ad essere il più possibile vicina alla normalità, la città ne soffrirà – dice rammaricato il direttore di Confcommercio -, Siena e la provincia sono zone dove l’effetto del turismo è importante dal punto di vista economico, sia per le imprese ricettive che per l’intero settore commerciale. Se non ci sarà una ripresa movimento la situazione sarà difficile perché il mercato senese è molto ridotto perché la città conta 54mila abitanti. Invece, durante il periodo estivo, in periodi normali, transitavano circa 1 milione di persone, è chiaro che la differenza dei numeri è sproporzionata e questo si riflette sul commercio”.

Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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