La catena d’abbigliamento Dixie continua ad acquistare dall’azienda interdetta per mafia e denunciata per lo sfruttamento dei lavoratori

Potere al Popolo è sceso in piazza per denunciare le orecchie da mercante della catena d’abbigliamento Dixie.

Nel pomeriggio di giovedì 25 marzo, infatti, alcuni dei militanti di PaP hanno distribuito dei volantini di fronte al negozio in Piazza Matteotti della sopracitata catena d’abbigliamento, per sottolineare come l’azienda continui ad essere uno dei principali committenti di Texprint, nonostante il vaso di Pandora che è stato aperto a riguardo.

Texprint, fabbrica tessile di Prato, è salita alla ribalta delle cronache per lo sfruttamento dei propri dipendenti, costretti a lavorare 12 ore per 7 giorni a settimana con contratti di apprendistato fasulli, senza rispettare i contratti nazionali né il diritto a ferie, infortunio o malattia.

Ma non è finita qui, la Texprint è finita nell’occhio del ciclone venendo interdetta per mafia, poiché coinvolta in un’inchiesta per la partecipazione irregolare in appalti e bandi pubblici.

I lavoratori della fabbrica tessile hanno denunciato il comportamento irregolare di Texprint e sono ormai da settimane in presidio permanente di fronte alla fabbrica, ma nonostante questo la catena d’abbigliamento continua a comprare capi da Texprint.

“Nonostante quanto denunciato dai lavoratori e la loro mobilitazione – afferma Potere al Popolo –, Dixie fa finta di nulla, e così facendo si rende complice di questo sistema di sfruttamento”.

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