Potere al Popolo sulle elezioni regionali: “La sostanza politica è la stessa”

“Ci sono le elezioni in vista e dopo Giani anche la Ceccardi, la delfina sovranista di Salvini, verrà a Siena per la sua campagna elettorale a fare promesse e raccontare un cambiamento che non ci sarà mai e non potrà esserci”. Inizia così la nota di Potere al Popolo in vista delle elezioni regionali.

“Semplicemente perché il centro-sinistra e il centro-destra fingono di contrapporsi – scrivono – , utilizzano slogan e stili (parzialmente) diversi, ma la sostanza politica è la stessa. Entrambi sostengono e promuovono politiche che hanno effetti disastrosi sullo stato sociale, sulla tutela del territorio, sui diritti e sulla democrazia reale. Entrambi hanno una visione del futuro della nostra regione del tutto compatibile”.

“La Lega, in Toscana, – continua Potere al Popolo – prova però sfacciatamente a giocare la carta della novità, nonostante negli ultimi trent’anni abbia amministrato continuativamente alcune Regioni (con gli effetti della gestione dell’emergenza Covid-19 in Lombardia sotto gli occhi di tutti) e abbia partecipato a diversi governi nazionali, contribuendo a smantellare e privatizzare i servizi pubblici destinati anche e soprattutto agli “italiani”. Già, gli italiani, gli stessi a cui la Ceccardi vorrebbe dare precedenza, alimentando una guerra tra penultimi e ultimi nella scala sociale, sono invece quelli che, anche grazie al suo partito, vengono resi sempre più precari sia dal punto di vista lavorativo che esistenziale, quelli a cui tolgono il lavoro, privatizzano la sanità, tolgono servizi essenziali per destinare le risorse pubbliche verso le grandi opere inutili e dannose per la salute e l’ambiente”.

“Noi sappiamo bene di cosa abbiamo bisogno – conclude Pap -: lavoro stabile, ambiente salubre, un modello di sviluppo ambientalmente ed economicamente sostenibile, valorizzazione dell’agricoltura di qualità e della filiera corta, di investimenti pubblici nella ricerca e nello sviluppo, del ritorno al pubblico dei settori strategici e del controllo popolare dei trasporti, con un vero investimento sul ferro. Ma la risposta a queste esigenze non potranno mai darcela né Giani né la Ceccardi: loro sono portatori di altri interessi, quelli dei privilegiati, delle élite, non certo delle classi popolari. E a Siena, città messa in ginocchio da una classe politica che trasversalmente l’ha depredata delle sue risorse e dei suoi beni comuni, certe passerelle sarebbe meglio evitarle”.

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