Le sigle Cgil e Uil indicono stato di agitazione. Gli operatori esterni a fatica raggiungono i 650 euro/mese, compresi rimborsi anacronistici

Stamani in Piazza Matteotti, davanti alla Direzionbe centrale di Poste Italiane, non si poteva non notare una rappresentanza di lavoratori del servizio di pulizie degli uffici postali. Appartenenti alle sigle Cgil e Uil stazionavano in forma di corteo per protestare contro le definite “disumane” condizioni in cui sono costretti a lavorare dopo la riduzione delle ore assegnate alle pulizie.

Una rappresentante ci ha informato che l’agitazione era motivata dal taglio delle ore, per l’esiguità dei rimborsi di benzina, per i prodotti che non arrivano. La signora ci spiega che non ci sono più prestazioni dal lunedì al sabato, ma solo dal lunedì al giovedì con la conseguenza di trovare la massima sporcizia la settimana successiva. E questo per assicurarsi – i più fortunati – non più di 650-700 euro/mese compresi i rimborsi benzina.

Il rimborso benzina è ritenuto troppo basso – 18 centesimi al chilometro – e le sedi da ripulire sono dieci. Le dipendenti chiedono il rimborso di legge di 50 centesimi e sono pronti anche a trattare per 40 centesimi altrimenti tutto il loro guadagno se ne va in spese di benzina, perché fanno quasi 500 chilometri.

C’è inoltre da calcolare anche l’usura del mezzo proprio per muoversi. Interviene a questo punto un’altra operatrice che afferma che sono trattate come schiavi, perché spesso gli spostamenti fra un ufficio e l’altro non vengono pagati.

Massimiliano Bellaccini
Senese, appassionato contradaiolo tifoso da sempre del Siena, mi piace l'ippica in tutti suoi aspetti, il Palio e amo i cavalli

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