Il sindaco Bussagli: “Impegno costante e dovere morale verso coloro che lottarono e contribuirono alla nostra libertà e verso chi ancora oggi combatte per conquistarla”

“Un impegno a preservare la memoria di quei giorni e i valori di democrazia e libertà che sono le nostre radici e il nostro orizzonte”. Parole del sindaco David Bussagli durante la commemorazione che si è svolta questa mattina, 18 luglio, per ricordare il 79° anniversario della Liberazione della città dal nazifascismo.

“Il 18 luglio del 1944 la nostra città fu liberata dall’occupazione nazifascista. Oggi ricordiamo il giorno in cui la nostra città tornò libera, ricordiamo l’inizio di una nuova fase di speranza, emancipazione, ricostruzione materiale e morale del paese. Ricordiamo cosa accadde nel ventennio ed il sacrificio dei tanti a cui dobbiamo la libertà. Il nostro ricordo è una forma di vigilanza attiva, un impegno costante e un dovere morale verso coloro che lottarono e contribuirono alla Liberazione e verso tutti e tutte coloro che ancora oggi combattono per conquistare la libertà”.

La commemorazione, organizzata insieme all’Anpi Poggibonsi, ha visto la deposizione, alla presenza delle Autorità, delle corone alla lapide in memoria della Liberazione in piazza XVIII luglio e al sottopasso di largo Gramsci all’opera di Franco Giannini dedicata proprio a La Liberazione.

La Liberazione di Poggibonsi. La storia

Poggibonsi fu liberata dopo dieci giorni di battaglia furibonda. Fondamentale fu il ruolo svolto dalle brigate partigiane poggibonsesi. Nei pressi della città i partigiani parteciparono attivamente alla battaglia contro l’occupazione nazi-fascista, fianco a fianco con le truppe alleate che avevano superato lo sbarramento tedesco nella zona di Cedda. Dopo i partigiani inseguirono i tedeschi fino oltre Barberino Val d’Elsa.

Oltre ai partigiani, la liberazione di Poggibonsi avvenne in seguito all’avanzata delle truppe del corpo di spedizione francese comandate dal generale Alphonse Juin. Il fronte della guerra si spostò a Poggibonsi dopo che le truppe avevano combattuto aspramente nella zona tra Colle Val d’Elsa e San Gimignano. I soldati entrarono a Poggibonsi dove trovarono soltanto le macerie di una città deserta colpita dai bombardamenti alleati durante i mesi dell’occupazione tedesca.

Poggibonsi è stato un Comune socialista in epoca prefascista grazie ad un forte movimento operaio e contadino. Durante il periodo fascista furono diverse decine i processati dal Tribunale Speciale e i confinati. Molti di più furono coloro che, pur non essendo attivi nell’antifascismo, espressero una forte opposizione passiva al regime. Con lo scoppio della guerra ed il passaggio del fronte, forte fu l’impegno della Resistenza.

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