A seguito dei vari eventi di quest’anno si è guastato il simbolo cittadino: sarà la Trebino a intervenire per la riparazione

Ancora guasto l’orologio dell’antica torre campanaria della Collegiata di Santa Maria Assunta di Poggibonsi.

Si tratta di un vero simbolo cittadino, nel cuore della città: infatti alla campana medievale che scandiva le ore e i momenti importanti della vita comunitaria di un tempo, è stato affiancato un orologio, elemento di cui non è dotato il vicino Municipio, e motivo per il quale quello della Chiesa di Santa Maria Assunta è sempre stato utilizzato un po’ per tutto.

Se la salute del vecchio orologio spesso è stata…”cagionevole”, quest’anno di eventi traumatici ne ha dovuti subire diversi, a partire dal terremoto del 28 giugno, fino ai crolli dei solai degli appartamenti di centro di fine agosto, a pochi metri proprio dall’antica Collegiata.

Qualche santo Lassù ha fatto in modo e maniera che durante i crolli nessuno si facesse male: impossibile era pensare anche di risparmiare il vecchio e delicato orologio.

Motivo per cui è stato affidato a una ditta specializzata, la Trebino di Uscio (Genova), l’incarico di effettuare una manutenzione straordinaria.

La torre fu ristrutturata nel 1895 e il meccanismo dell’attuale orologio fu montato circa 60 anni fa proprio dalla Trebino: i poggibonsesi chiamano “gabbione” la struttura metallica installata all’interno del campanile, e questo insieme di antico e moderno è il miglior simbolo, visivo e concettuale, della città di Poggibonsi.

I vecchi accordi, con la convenzione stipulata nel 1898 tra Comune di Poggibonsi e Propositura della Collegiata, prevedono che le spese di manutenzione del campanile siano a carico della Propositura in quanto proprietaria, mentre le spese di manutenzione dell’orologio sarebbero a carico dell’Amministrazione Comunale. Motivo per cui dovrebbe essere il Comune adesso ad intervenire economicamente per il guasto.

In fondo, si tratta dell’orologio…di tutta Poggibonsi. Che sia laica o religiosa, poco importa, in un rinnovato spirito di comunità.

Un etrusco con gli occhi puntati sulla Valdelsa. Aperto a tutto quanto si muove nelle città e nei paesi a nord di Siena, per raccontare la vitalità di terre antiche e orgogliose, ma anche dal cuore grande

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