Molta rabbia e un po’ di paura per i commercianti che stanno vedendo i loro incassi diminuire a vista d’occhio.

Quello di oggi è stato indubbiamente un mercoledì diverso dagli altri per il mercato di Siena. Infatti, sulla base delle nuove disposizioni entrare in vigore con la zona rossa, possono continuare la loro attività soltanto coloro che vendono prodotti alimentari. Non si può dire che negli stand mancasse completamente la clientela, ma si trattava di un numero di persone di gran lunga inferiore rispetto al solito.

“E’ un giorno di difesa”. Parla così un pescivendolo nella prima giornata di mercato in zona rossa, quasi a voler richiamare una sorta di situazione di guerra. “C’è poca affluenza – continua – ed è chiaro che ci sono anche pochi acquisti. In generale si vede che c’è molto timore da parte delle persone”.

Inutile dire che per i commerciati è molto difficile fare affari in un contesto simile. “Sto attraversando una crisi profonda e adesso con la zona rossa i miei incassi sono calati almeno del 50% rispetto alle settimane precedenti”. Afferma un venditore che sembra aver passato il limite della sopportazione a causa delle perdite accumulate in questi mesi.

Alcuni mercanti sono ottimisti, credono che nei prossimi mesi le cose miglioreranno, altri invece sono arrabbiati, per certi versi spaventati. Su una cosa però tutti concordano, ovvero che la crisi economica sta avanzando inesorabilmente e sta già facendo moltissimi danni.

“Siamo alla canna del gas!”, esclama, con un misto di rabbia e amarezza, un commerciante a microfoni spenti. Un altro invece, sempre lontano dalla telecamera, ci racconta che i suoi dipendenti non lavorano più e sono senza cassa integrazione da ormai molti mesi.

La sfida più grande però è quella di continuare a lavorare nel bel mezzo di una pandemia. C’è chi afferma con relativa tranquillità di non aver troppa paura del Covid, poiché basta rispettare le regole e il distanziamento. Però spesso e volentieri dietro queste parole di calma si nasconde una realtà ben diversa: “Certo che ho paura di lavorare con il Covid, però dobbiamo andare avanti perché abbiamo mogli e figli, abbiamo mutui e tasse da pagare”.

Discordanti i pareri sull’operato delle istituzioni. Qualcuno sostiene che, vista la situazione, di non sentirsi troppo abbandonato dal Governo, poiché, vista la situazione, era difficile fare di più. Altri invece si lanciano in una vera e propria invettiva: “Nella prima fase qualche aiuto è arrivato, ma si trattava di spiccioli. A ottobre invece sono state fatte tante promesse, ma abbiamo visto pochi fatti. È inutile che il Governo ci dica che ci manderà i soldi, o ce li dà per davvero, oppure fa prima a dirci la verità, così ci mettiamo l’anima in pace”.

Le interviste realizzare al mercato di Siena.

Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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