fisco pillole fiscali
fisco pillole fiscali

La rubrica settimanalmente affronterà argomenti riguardanti Fisco, Lavoro e Previdenza e risponderà ai quesiti che vorrete far pervenire al seguente indirizzo e-mail pillolefiscali@gazzettadisiena.it

Fisco

Un contribuente in regime forfettario può accedere al beneficio dell’ecobonus del 110% con cessione del credito?

F.l. Siena

La risposta è positiva. Il contribuente, anche in regime forfettario, può usufruire del superbonus del 110%, a condizione che operi sull’unità immobiliare interessata dagli interventi trainanti di cui all’articolo 119, comma 1, del Dl 34/2020 al di fuori dell’esercizio di impresa, arte e professione. Non esistono preclusioni, nei confronti delle persone fisiche in regime forfettario, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione (detrazione che – se il reddito posseduto fosse soltanto quello derivante dal regime forfettario – andrebbe peraltro persa, per effetto dell’imposta sostitutiva).

Se un contribuente non ha capienza irpef può usufruire della trasformazione della detrazione in credito d’imposta a prescindere dalla capienza che il contribuente ha?

A.P. Siena

Nelle disposizioni sulla detrazione del superbonus del 110% (Dl 34/2020) non figurano più i medesimi vincoli soggettivi (capienza del cedente, qualifica del cessionario) ed oggettivi (natura degli interventi), già introdotti dal Dl 63/2013 circa la possibilità di trasformare la detrazione in credito d’imposta cedibile o con uno sconto in fattura. Pertanto le scelte alternative al nuovo beneficio fiscale sono liberamente opzionabili da parte del contribuente.

È possibile usufruire del superbonus del 110% per un immobile di cui ho la nuda proprietà e mia madre l’usufrutto? I lavori devo farli a nome mio o di mia madre?

La risposta è sì. Per quanto non diversamente disciplinato anche in relazione a tutti gli interventi attivabili con il 110% si applicano le regole ordinarie previste per la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie. La detrazione, lo sconto in fattura o la cessione del credito di imposta, sono riconosciute anche al nudo proprietario. Trattandosi di interventi quale cappotto dell’edificio o sostituzione dell’impianto di riscaldamento o interventi antisismici, se l’immobile è in un condominio l’importo del bonus è correlato alla tabella millesimale e l’attestazione dell’amministratore deve indicare che le spese sono interamente sostenute dal nudo proprietario.

Il costo per il personale dipendente che svolge il ruolo di pulizia locali e il costo del resto del personale per il tempo impiegato per sanificare la propria postazione, possono rientrare nella fattispecie di credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro?

L.N. Sinalunga

La risposta è positiva, come confermato dall’agenzia delle Entrate nella circolare 20/E/2020 (paragrafo 2.2.1). In particolare, è stato precisato che, considerato che la norma non fa riferimento in modo specifico all’“acquisto” (e, quindi, a modalità di approvvigionamento del bene o del servizio da economie terze), l’attività di sanificazione, in presenza di specifiche competenze già ordinariamente riconosciute, può essere svolta anche in economia dal soggetto beneficiario, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori, sempre che rispetti le indicazioni contenute nei protocolli di regolamentazione vigenti, come attestato da documentazione interna.

In questo caso, l’ammontare della spesa agevolabile può essere determinata, ad esempio, moltiplicando il costo orario del lavoro del soggetto impegnato in tale attività per le ore effettivamente impiegate nella medesima (documentata mediante fogli di lavoro interni all’azienda). Possono essere aggiunte, ai fini del credito in esame, anche le spese sostenute per i prodotti disinfettanti impiegati. Resta fermo che l’ammontare delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti, così determinato, in ogni caso, dovrà essere congruo rispetto al valore di mercato per interventi similari.

Lavoro & Previdenza

Ero titolare di una partita Iva come artigiano e l’ho chiusa il 20 giugno 2020. Sono obbligato a versare per intero i contributi Inps previsti per il mese di agosto, oppure viene fatto un calcolo in proporzione?

F.L. Monteriggioni

La prossima rata in scadenza per i contributi dovuti alla gestione artigiani scadrà 20 agosto 2020 e riguarderà i contributi sul minimale per il secondo trimestre 2020 aprile-maggio-giugno. Pertanto l’eventuale cessazione al 20 giugno scorso comporterà l’obbligo di versare la rata di agosto con un credito di 10 giornate non dovute. Dato che nel 2021 si dovranno comunque versare i contributi a saldo del 2020, in questa sede sarà possibile compensare quel “piccolo” credito per recuperarlo.

Ho fatto una pratica di emersione lavoro irregolare, in attesa di avere risposta posso procedere all’assunzione

H.L. Siena

Il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Interno hanno emanato una circolare congiunta il 24 luglio sulle procedure di emersione dei rapporti di lavoro previste dal decreto Rilancio. La circolare prende in esame una serie di fattispecie concrete che necessitavano di chiarimenti operativi per via delle peculiarità riscontrate. Si tratta innanzitutto del caso in cui si debba avviare un rapporto di lavoro con il lavoratore straniero nelle more del procedimento di regolarizzazione. Sotto la lente dei Ministeri anche le procedure da seguire in caso di assunzione da parte di più datori di lavoro domestico e qualora il lavoratore coinvolto nella procedura di emersione abbia già presentato richiesta di protezione internazionale. Nella circolare hanno chiarito che qualora l’assunzione del lavoratore avvenga nelle more del processo di regolarizzazione, è necessario trasmettere il modello Unilav Co nei termini ordinari, ovvero entro le ore 24 del giorno antecedente ovvero l’apposito modello all’INPS, in caso di rapporto di lavoro domestico. A tal fine è possibile inserire nel modello un codice fiscale generato provvisoriamente e la dicitura “in attesa del permesso di soggiorno”.

In caso di dichiarazione di sussistenza di un rapporto di lavoro, qualora il lavoratore sia privo di codice fiscale, il Ministero dell’Interno trasmette un elenco massivo all’Agenzia delle Entrate, con i dati di tutti i lavoratori interessati, affinché siano predisposti i relativi codici fiscali. A questo punto viene generata la comunicazione obbligatoria di assunzione che il datore di lavoro potrà comunque visualizzare online.

Una volta conclusa la procedura di regolarizzazione, il Ministero dell’Interno comunicherà l’esito della procedura al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che:

– se l’esito è positivo, provvederà a rettificare la comunicazione obbligatoria, aggiornando i campi interessati e condividendo tale informazione con tutti gli enti interessati;

– in caso di esito negativo, effettuerà una comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro che nel frattempo è stato avviato.

A cura di:
Studio Dott. Claudia Piano 
Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Siena
Revisore Legale – Commercialista del Lavoro
Con studio in Siena e Poggibonsi

La rubrica settimanalmente affronterà argomenti riguardanti Fisco, Lavoro e Previdenza e risponderà ai quesiti che vorrete far pervenire al seguente indirizzo e-mail pillolefiscali@gazzettadisiena.it

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui