fisco pillole fiscali
fisco pillole fiscali

La rubrica settimanalmente affronterà argomenti riguardanti Fisco, Lavoro e Previdenza e risponderà ai quesiti che vorrete far pervenire al seguente indirizzo e-mail pillolefiscali@gazzettadisiena.it

Fisco

Ho sentito parlare della possibilità di estendere l’utilizzo del bonus 110% anche alle strutture alberghiere. E’ veramente possibile?

N.B. San Gimignano

Il superbonus fiscale del 110% per i lavori di riqualificazione energetica o di messa in sicurezza degli edifici sta subendo un forte restyling. Numerosi sono gli emendamenti proposti in fase di conversione della legge fra cui anche l’estensione ad alberghi e seconde case, così come ai beni delle imprese.

Molteplici sono i nodi ancora da sciogliere a meno di una settimana dalla piena operatività del superbonus. Dal prossimo 1° luglio e fino al 31 dicembre 2021, almeno secondo quando dispone il decreto Rilancio in discussione alla Camera e in vigore dal 20 maggio scorso, si potranno avviare i lavori per il cappotto termico, la sostituzione della vecchia caldaia con nuovi modelli a condensazione o a pompa di calore, l’installazione di pannelli fotovoltaici o la messa in sicurezza dell’immobile con interventi mirati antisismici. Un intervento particolarmente interessante per le strutture alberghiere sarebbe, in caso di estensione della misura, l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, anch’essa riconosciuta nella misura del 110 per cento.

Una partenza però che al momento è ricca di incognite. Il problema principale che vincola la possibile estensione del bonus ad alberghi e seconde case, se non in condomini, sono i fondi disponibili. Il Parlamento ha chiesto in maniera sostanzialmente univoca che l’incentivo si possa applicare a tutte le seconde case e che soprattutto possa includere anche le strutture alberghiere. Per gli alberghi il Governo ha già fatto trapelare, risorse permettendo, una possibile apertura.

Altro nodo da sciogliere che potrebbe indurre molti a rinunciare al superbonus è l’obbligo, ora previsto, di vedere crescere – con il pacchetto degli interventi – la certificazione energetica Ape di almeno due classi. Operazione difficile se non impossibile, ad esempio, con la sola sostituzione della caldaia. Intervento che, secondo i tecnici più esperti, dovrebbe essere obbligatoriamente accompagnato da altri lavori come quelli di isolamento termico dell’edificio. Per questo si punta a eliminare, attenuare o circoscrivere questo obbligo o almeno ad allargare le deroghe già presenti, sia pure in termini molto vaghi, nello stesso decreto legge

L’incognita più importante rimane comunque la questione della cessione del credito, si attende il provvedimento dell’agenzia delle Entrate che dovrà chiarire molti dubbi e molte preoccupazioni delle banche.

Il Governo, ha annunciato che ci sarà un portale unico, una piattaforma attraverso cui passeranno chiarimenti e autorizzazioni operative.

Lavoro & Previdenza

Sono un percettore di Naspi ed ho un pignoramento dell’Agenzia delle riscossione, volevo sapere se causa coronavirus avevo diritto alla sospensione.

N.A. Siena

L’INPS ha recentemente emanato il messaggio n. 2479 del 17 giugno 2020, con il quale fornisce alcuni chiarimenti in merito alla sospensione dei pignoramenti dell’Agente della riscossione su somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, fino al 31/08/2020.

La circolare chiarisce che le somme che avrebbero dovuto essere accantonate nel medesimo periodo non sono sottoposte al vincolo di indisponibilità, e il terzo pignorato le rende fruibili al debitore pignorato.

Il beneficio della sospensione riguarda tutti i pignoramenti notificati all’istituto entro la data del 31 agosto 2020, anche quelli per i quali anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto stesso fosse intervenuta l’ordinanza di assegnazione del giudice dell’esecuzione.

Il beneficio riguarda tutte le prestazioni a sostegno del reddito che l’Istituto eroga in sostituzione della retribuzione o a seguito della cessazione del rapporto di lavoro, quindi (a titolo esemplificativo ma non esaustivo):

  • Naspi;
  • Discoll;
  • Disoccupazione agricola;
  • Anticipazione Naspi;
  • Tfr del “Fondo di garanzia”;
  • Integrazioni salariali (Cigo, Cigs, Cigd, Cisoa, Assegno ordinario, Assegno di solidarietà)
  • Malattia e maternità.

Sono un assicuratore con 5 dipendenti volevo sapere se è possibile anticipare l’utilizzo delle 4 settimane di cassa integrazione previste per settembre.

S.F. Siena

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 151 del 16 giugno 2020, il Decreto Legge n. 52 del 16 giugno 2020 contenente tale possibilità da lei richiesta. Il testo prevede che, in deroga alla normativa vigente:

I datori di lavoro che abbiano fruito del trattamento di integrazione salariale ordinario, straordinario o in deroga, per l’intero periodo precedentemente concesso, fino alla durata massima di quattordici settimane, possano fruire di ulteriori quattro settimane anche per periodi decorrenti prima del 1° settembre 2020. Resta ferma la durata massima di diciotto settimane, considerati cumulativamente i trattamenti riconosciuti.

Dal 18 giugno è possibile inviare le domande. Faccio presente che anche le domande di cassa integrazione in deroga devono essere presentate direttamente all’INPS e non alla Regione come è stato per quelle precedenti.

Mi è stata scartata in data 18 giugno una domanda di cassa integrazione in deroga presentata nel mese di marzo, èpossibile rimediare a questo errore essendo passato il 31 maggio, termine ultimo per le presentazioni delle domande per il periodo 23 febbraio /30 aprile?

R.R. Asciano

I datori di lavoro che abbiano erroneamente presentato la domanda per trattamenti diversi da quelli a cui avrebbero avuto diritto o comunque con errori od omissioni che ne hanno impedito l’accettazione, possono presentare la domanda nelle modalità corrette entro trenta giorni dalla comunicazione dell’errore nella precedente istanza da parte dell’amministrazione di riferimento, a pena di decadenza, anche nelle more della revoca dell’eventuale provvedimento di concessione emanato dall’amministrazione competente.

A cura di:
Studio Dott. Claudia Piano 
Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Siena
Revisore Legale – Commercialista del Lavoro
Con studio in Siena e Poggibonsi

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