Lettera aperta ad Eugenio Giani sul caro affitti

“Le scriviamo questa lettera aperta con spirito costruttivo. Vogliamo evidenziare la gestione della crisi economica post pandemia, che, sotto alcuni aspetti, riteniamo condotta in modo insufficiente dal Governo centrale (sia il precedente che l’attuale). A fronte di questa carenza non riscontriamo però alcuna iniziativa da parte delle Istituzioni pubbliche più vicine ai territori, ovvero Regioni e Comuni”. Inizia così la lettera aperta che l’associazione Pietraserena ha inviato a Giani.

“Le criticità – si legge – non sono poche, alcune delle quali indicate nella nostra nota che alleghiamo. Tra queste vogliamo evidenziare quella che riteniamo più urgente, con riflessi pesanti su piccole e medie imprese, ovvero il problema delle locazioni commerciali e del relativo caro affitti”.

“Ci chiediamo se Lei – scrive l’associazione -, al pari di altri esponenti politici, si sia posto il problema di come può una piccola impresa, un piccolo commerciante, una ditta a carattere familiare, pagare un qualsiasi affitto, anche minimo (fermo restando che a Firenze e Siena ci sono affitti esagerati grazie alla sregolata ingerenza di franchising e grandi catene), non avendo da mesi introiti adeguati, in tanti casi nessun introito, a causa delle chiusure imposte. D’altro canto, come può un proprietario, soprattutto quelli per i quali la rendita da locazione rappresenta il maggiore, se non l’unico reddito, andare avanti in caso di ridotto, o mancato pagamento della locazione?”

“E’ senza dubbio – scrive ancora PIetraserena – un problema ignorato troppo a lungo, da affrontare e risolvere con urgenza. Purtroppo su questo tema non c’è stata alcuna azione da parte di chi detiene ruoli decisionali. Un silenzio assordante. Crediamo che non sia il tempo delle giustificazioni, il richiamo dei commercianti in difficoltà è stato forte, e in certi casi disperato. E iniziative di gruppi e Movimenti Civici, come il nostro, che, da molto tempo, hanno ben evidenziato il problema, sono state minimizzate o ignorate da chi ha il dovere di ascoltare i cittadini, a maggior ragione se organizzati nell’associazionismo civico”. 

“Le inviamo quindi il link del nostro documento, datato aprile 2020, ovvero quasi un anno fa – si legge ancora – Le nostre proposte possono essere considerate non valide, o valide solo in parte, e quindi da valutare, integrare o correggere. Ma ci stupirebbe e ci indignerebbe un ulteriore silenzio, come già avvenuto fino ad oggi, anche a seguito di un convegno tenutosi presso la Confesercenti di Siena a cui hanno partecipato le associazioni di categoria locali e alcuni parlamentari eletti nei collegi della Toscana Sud Est”.

“La situazione – conclude la lettera – è sempre più grave, lo sarà anche in futuro, e le Istituzioni pubbliche hanno il dovere di tutelare i Cittadini, anche con soluzioni adeguate e innovative, data la straordinarietà di questa emergenza mondiale, chiamando a raccolta le menti e le competenze migliori dei territori tramite la promozione della partecipazione attiva. Per questo La invitiamo ad attivarsi, anche con il Governo centrale, perché, probabilmente, alcuni provvedimenti potrebbero avere bisogno di complessi passaggi parlamentari”.

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