Liste d’attesa di mesi per servizi di base: il problema dei Cup va oltre la Valdelsa e investe tutta la Regione

Un cittadino di Radicondoli E.B. si è attivato questi giorni per prenotare una visita, prescritta dal medico, per un ecocolordoppler venoso.

Una visita di routine, ma indispensabile per monitorare lo stato di salute, e quindi prevenire problemi.

Ecco che dopo lunghi contatti, la data più vicina offerta al cittadino valdelsano nel proprio ospedale di Campostaggia è stata quella del 10 aprile 2024. Data che sarebbe potuta diventare “soltanto” il 28 dicembre recandosi a Siena.

“Non resta che andare al privato – ha commentato il cittadino – un problema vecchio che ora è sempre più presente”.

Questo proprio nei giorni in cui la Regione Toscana e l’assessore Simone Bezzini sono impegnati in un monitoraggio dei Cup, i quali sono sulla bocca di molti cittadini per un funzionamento che, dopo la pandemia, non ha più destato la soddisfazione di un tempo.

“Per agire in modo più robusto ci sarebbe bisogno di più risorse e di più assunzioni – spiega l’assessore Bezzini –  quello delle liste di attesa è un problema di portata storica. Detto questo noi avevamo preso un serie di impegni alla fine dell’anno scorso. Li abbiamo tradotti in delibere e in azioni di riorganizzazione ed innovazione tra marzo e e giugno”.

Altri interventi sui Cup dovrebbero seguire a settembre. “Ma già oggi – conclude –  possiamo dire di intravedere segnali positivi, pur con la cautela e la prudenza che occorre usare quando si parla di temi e situazioni come questi, che riguardano migliaia e migliaia di prestazioni da garantire ai cittadini ogni giorno”. 

Segnali che, però, non sembrano vedersi in Valdelsa per adesso, almeno all’ospedale di Poggibonsi. In attesa però che chi di competenza prenda in mano la spinosa questione dei Cup, cercando veramente di ottimizzare quella che è la porta d’accesso principale della Sanità toscana.

Paolo Moschi
Un etrusco con gli occhi puntati sulla Valdelsa. Aperto a tutto quanto si muove nelle città e nei paesi a nord di Siena, per raccontare la vitalità di terre antiche e orgogliose, ma anche dal cuore grande

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