L’intervento del Movimento sulla proposta che individua Pienza e Trequanda come aree idonee allo smaltimento di scorie nucleari

Anche il Movimento Per Siena prende posizione sull’argomento che sta facendo discutere tutte le forze politiche e le istituzioni in queste ore: la pubblicazione dell’elenco dei luoghi idonei ad ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti nucleari, elenco che include anche una zona tra Pienza e Trequanda.

“Che una zona di 178 ettari compresa tra i Comuni senesi di Pienza e Trequanda sia stata individuata tra quelle “potenzialmente idonee” ad ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, ci lascia interdetti – si legge nel comunicato -.

Non è la solita sindrome di “Nimby” ma la valutazione oggettiva su un territorio che identifica le sue risorse economiche e culturali con il paesaggio. Stiamo parlando delle famose “aree interne” sulle quali lo Stato sta investendo.

Inoltre il Ministero delle politiche agricole ha riconosciuto il Paesaggio rurale storico di Trequanda, l’Unesco ha inserito sia Pienza che la Val d’Orcia (di cui questo Comune fa parte) nel Patrimonio mondiale dell’umanità. E se pensiamo alle centinaia di aziende agrituristiche oppure alle decine di produzioni di qualità delle nostre zone, legate alla terra, in molti casi contraddistinti da marchi Dop, Docg, Docg e da tanti riconoscimenti, che senso ha compiere scelte che possono vanificare questi attestati e questi traguardi?

Il movimento Per Siena esprime solidarietà e pieno appoggio al sindaco di Trequanda Roberto Machetti, a quello di Pienza Manolo Garosi e al presidente della Provincia Silvio Franceschelli nella loro protesta.

Speriamo comunque che il nulla osta del ministero dello Sviluppo e del ministero dell’Ambiente alla Sogin, per la pubblicazione della Carta nazionale di 67 aree potenzialmente idonee (Cnapi), non abbia riscontri concreti per il nostro territorio.

In ogni caso, Per Siena sarà sempre al fianco delle amministrazioni comunali e di quelle forze politiche e civiche che vorranno opporsi ad una scelta che appare grave non solo per i Comuni direttamente interessati ma per un’area ampia, che riguarda anche la città di Siena”.

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