Al festival della salute: “Ambiente inquinato – afferma Alessandro Miani – significa problemi gravi per la salute umana, animale e vegetale”

Salute ed ambiente. Un binomio assolutamente inscindibile e che da sempre caratterizza discussioni e progetti sulla sostenibilità ambientale connessa alla produzione di energia. Un argomento molto dibattuto ed al centro anche delle recenti politiche di recovery fund. Al Festival della Salute di Siena ne ha parlato il Professor Alessandro Miani, Presidente di SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale).

“Ambiente inquinato – afferma Miani – significa problemi gravi per la salute umana, animale e vegetale. L’aria inquinata è certamente il problema principale e la sfida più importante a livello mondiale, ma ci sono anche l’acqua e la terra che devono essere tutelate. Pensiamo al traffico, all’industria, all’allevamento intensivo, ma anche alle combustioni per il riscaldamento degli edifici. Sono tutte occasioni in cui l’uomo sta violentando l’ambiente. Già con la pandemia abbiamo avuto un primo “alert” importante. Ne avremo altri sempre più frequenti perché siamo vicini al crollo degli ecosistemi. E’ necessario agire in tempi rapidi, attraverso la transizione energetica, la promozione delle energie rinnovabili e l’abbandono prima possibile del fossile, le cui emissioni agiscono sull’inquinamento atmosferico e sul cambiamento climatico”.

L’Italia è attualmente al primo posto in Europa per numero di morti causati da inquinamento atmosferico. Un problema serio, per la salute, ma anche per i costi connessi al sistema sanitario. “Basta pensare – incalza il Presidente di SIMA – che a livello continentale il solo costo diretto dell’inquinamento sul sistema sanitario per patologie connesse all’inquinamento atmosferico, è di 1600 miliardi di euro all’anno. Una media del 10% del PIL degli stati membri. Stiamo parlando di cifre enormi che potrebbero essere risparmiate soltanto allocando risorse per ridurre l’inquinamento”.

Nel mondo stanno emergendo sempre più opportunità per intervenire su questo aspetto. Una di queste è sicuramente rappresentata dall’idrogeno. “In alcuni paesi nord europei – conclude il Professor Miani – già diversi mezzi viaggiano ad idrogeno, un combustibile che se prodotto dove è possibile produrre energie rinnovabili, costa poco e non inquina. Le energie rinnovabili devono essere implementate e possiamo raddoppiare la nostra capacità di produrle per soddisfare il nostro fabbisogno di mobilità, ma anche di elettrificazione dei sistemi di riscaldamento degli edifici, che sono la principale sorgente emissiva di inquinamento atmosferico”.

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