panpepato forno ravacciano

Giolisca e Fabio, titolari del Forno Ravacciano, ci raccontano la loro versione del Panpepato: un dolce che fa parte della tradizione senese da secoli, i cui profumi ci fanno subito pensare al Natale

Tra i dolci che più rappresentano l’atmosfera natalizia a Siena, c’è di certo lui: il Panpepato. Un prodotto la cui origine si perde nel tempo e che, secolo dopo secolo, ha in parte mutato alcuni dei suoi ingredienti, ma non il suo gusto dolce e speziato

Al Forno Ravacciano, il Panpepato viene realizzato secondo i dettami della tradizione, con qualche piccola variante capace di dare al dolce un’impronta originale. E quest’anno, oltre al prodotto, c’è anche un packaging curato nei minimi dettagli: il Panpepato del Forno Ravacciano, infatti, viene consegnato avvolto in un incarto che riporta il disegno realizzato da Daniele Zacchini: l’inconfondibile profilo di Siena in linee semplici, ma suggestive, da regalare o tenere come ricordo.

forno Ravacciano panpepato

Qual è la storia del Panpepato?

“Quando qui nel nostro laboratorio si comincia a sentire profumo di spezie, zucchero e miele, sappiamo che sta per arrivare Natale – ci dice Giolisca, da oltre vent’anni alla guida del Forno Ravacciano insieme al marito Fabio -. Si tratta di uno dei dolci della tradizione senesepiù antichi e la sua origine è un mix tra storia e leggenda”.

Il Panpepato può essere in parte definito un antenato del Panforte. Quella che è forse la più diffusa tra le storie della sua nascita, si svolge in un Monastero. 

“La leggenda narra che nel XII secolo Suor Leta, monaca del Monastero di Sant’Ambrogio a Siena, trovò diverse spezie mescolate in un sacchetto e decise di creare un pasto cuocendo il tutto con del miele – ci raccontano -. Disturbata da un gatto, in cui riconobbe niente di meno che Satana, la suora gettò contro il felino il composto ancora bollente. Ma una volta assaggiato ciò che era rimasto in pentola, la sorpresa fu tanta. Era buonissimo! Fu la Madre Badessa a dare a quello che nessuno ancora conosceva il nome di Pan Pepato”.

Il Panpepato di Siena, un dolce natalizio che si lega alla città

Non sapremo mai se la storia di Suor Leta è vera o no. Quello che è certo è che proprio tra il XII e il XIV secolo, a Siena iniziarono ad arrivare sempre più spezie provenienti dall’Oriente, anche grazie a molti mercanti della città che si spingevano verso Est. “Allora, erano prodotti preziosi, che solo i ricchi o gli speziali potevano permettersi – continua Giolisca -. Piano piano, cominciarono ad usarli per i loro cibi e, in particolare, per i dolci. Certo, la ricetta originale del Panpepato è cambiata nel tempo, ma alcuni ingredienti sono rimasti sempre gli stessi. È questo che vogliamo fare quando prepariamo il nostro dolce natalizio per eccellenza: far rivivere la storia della città nella tavola dei nostri giorni, apportando un tocco originale”. 

La ricetta del Panpepato del Forno Ravacciano

La parola qui passa direttamente a Fabio che da anni dà vita ai prodotti del Forno Ravacciano, dal pane di tutti i giorni ai dolci legati a ricorrenze speciali, come il Pan co’ santi o i Ricciarelli. “Il primo passo è scegliere ingredienti di alta qualità: sembra scontato, ma è fondamentale – ci spiega -. Utilizziamo mandorle e nocciole tostate di prima scelta, che mescoliamo alla cannella e alle tipiche spezie toscane del Panpepato, come il pepe, la noce moscata e il coriandolo. Non può mancare, poi, il miele e la scorza d’arancio”.

 A dare al Panpepato quel colore tipicamente scuro è la cottura dello zucchero, che viene mescolato agli altri ingredienti. “Bisogna far presto quando si lavora il prodotto ed evitare che si raffreddi troppo – continua Giolisca -. L’intero processo viene svolto rigorosamente a mano, proprio come si faceva una volta. Viene data al Panpepato la sua tipica forma tonda e poi incartato, pronto a raggiungere le tavole delle feste”.

forno Ravacciano panpepato

Come abbinare il Panpepato? Il dolce da portare a tavola a Natale o da regalare

Il Panpepato viene venduto a singoli pezzi oppure a spicchi. E quest’anno, il Forno Ravacciano ha pensato a un packaging speciale per accompagnare uno dei suoi dolci più tipici. “Si tratta di un vero e proprio ‘Incarto d’autore’ che siamo felici di proporre questo Natale – afferma Giolisca -. Il packaging, infatti, riporta il profilo di Siena realizzato da Daniele Zacchini, artista che ha recentemente esposto le sue opere anche al Santa Maria della Scala. Si vedono la Torre del Mangia, il Duomo e altri palazzi della città avvolti in caldi colori che vanno dal rosso all’arancione. Così, chi decide di regalare il nostro Panpepato sa che potrà donare anche qualcosa di duraturo oltre al dolce stesso. E chi, invece, lo porterà a casa propria avrà un bel ricordo di questo Natale da conservare”.

Il Panpepato è solo un dolce? Non per forza. Oltre a gustarlo a fine pasto, Giolisca ci dà un’idea in più originale e gustosa. “Il suo sapore speziato lo rende perfetto anche da accompagnare ad un tagliere di formaggi del territorio. Sapori che si sposano perfettamente e che profumano di casa. Provare per credere!”. 

Per assaggiare il Panpepato del Forno Ravacciano, si può visitare uno dei punti vendita a Siena:

  • Via Mazzini, 54
  •  Via del Moro, 6

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