nella foto, da sinistra a destra, in primo piano, insieme ai produttori di pane toscano DOP, Dabiele Pardini (direttore Consorzio), Piero Capecchi (responsabile tecnico Consorzio), Tommaso Vatti (titolare pizzeria La Pergola), Angela Zinnai (università di Pisa), Gennaro Giliberti (regione Toscana)

Cucina italiana patrimonio Unesco: in Toscana si riparte dalla valorizzazione del Pane Toscano DOP


“Uovo bio cotto a bassa temperatura, tartufo bianco, pane toscano DOP in 3 consistenze, asparagi e fonduta di formaggio”: benvenuti alle porte di Siena. Siamo nella bellissima campagna di Castellina in Chianti. Una giornata primaverile accoglie l’iniziativa di Consorzio di tutela del pane e Fondazione Qualivita: questo è l’ultimo di 3 appuntamenti, nati con il supporto di regione Toscana, in tre città simbolo della tradizione culinaria toscana.



Un incontro, quello tra il Consorzio, la Fondazione e il mondo della ristorazione, che ha permesso di esaltare le peculiari caratteristiche del Pane Toscano DOP, partendo dal racconto di come si realizza il prodotto simbolo della cucina e gastronomia toscana, che da sempre si contraddistingue per la sua versatilità nell’uso in cucina, anche grazie alla durata della sua shelf life.


Tre le tappe selezionate per le tre tappe di “Degustazione Esclusiva”, in tre città simbolo della tradizione enogastronomica regionale: il Ristorante La Leggenda dei Frati di Firenze, con la partecipazione dello Chef stellato Filippo Saporito, il Ristorante Logge Vasari di Arezzo con lo Chef Federico Caccamo e il Ristorante Tavola di Guido a Siena, con lo Chef Guido Haverkock.


In occasione dei tre appuntamenti, gli Chef hanno impiegato il loro estro per rielaborare alcuni piatti tipici della tradizione, e hanno dato vita ad alcune nuove ricette in grado di mettere in risalto i sapori e i profumi del prodotto.


Presenti all’incontro di ieri, oltre ai soci del Consorzio, il Direttore del Consorzio di Tutela Daniele Pardini, l’esperto di settore, nonché consulente tecnico del Consorzio Piero Capecchi e il Direttore della Fondazione Qualivita Mauro Rosati, diversi produttori di pane toscano DOP, Tommaso Vatti (titolare pizzeria La Pergola), Angela Zinnai (università di Pisa), Gennaro Giliberti (Regione Toscana).

un momento dell’appuntamento di ieri


Icona della cucina italiana, il Pane Toscano DOP lega molto con i salumi della tradizione toscana, generalmente molto saporiti, e con i formaggi di pecora. È ideale per raccogliere i sughi delle carni in umido grazie all’abbondante presenza di mollica. Con il Pane Toscano DOP vengono preparati anche alcuni piatti tipici che devono essere cucinati con pane raffermo di cui la lievitazione con pasta acida impedisce il sorgere di muffe anche dopo 6/7 giorni. Fra queste ricette, le più conosciute sono la “pappa col pomodoro”, la “ribollita”, la “zuppa toscana” e la “panzanella”.

Il Pane Toscano Dop, una ricetta ultracentenaria per uno dei prodotti simbolo della gastronomia toscana e italiana. Una prima testimonianza scritta sulla produzione di pane sciocco, cioè senza sale, viene fornita già nel Cinquecento da Pierandrea Mattioli.

Giuseppe Saponaro
Giornalista ed operatore della comunicazione nel pubblico impiego. Vive a Siena città che vede crescere i suoi figli. Adora il calcio anche se lo pratica più con la penna che con la palla.

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