Enrico Querci

Pubblichiamo il contributo di Enrico Querci

Cara Gazzetta di Siena,

per prima cosa voglio inviarti un grosso “in c..o alla balena” per questa nuova avventura editoriale. Nelle scorse ore ho messo per iscritto un pensiero che mi galleggiava in testa e nella pancia da qualche giorno. L’ho covato per bene, perché quando si vuole esprimere un pensiero, un’opinione su Siena e il suo Palio, bisogna esser sicuri di quello che si sta per rendere pubblico.

Anni e anni di rapporti e amicizie potrebbero andar persi in un attimo, quello che serve ad affidare un post  a Facebook. Alla fine l’ho scritto, cercando di misurare le parole, leggendolo e rileggendolo, prima di premere il fatale invio. Lo trascrivo per intero, tale e quale all’originale.

IO HO UN SOGNO

Tra pochi giorni Siena vivrà momenti particolari.

Saranno 96 ore tristi, senza la Festa che di solito trasforma la città.

Saranno ore che i senesi passeranno in modo diverso dal solito.

Chi mi conosce sa che ho un grande rispetto per il Palio e per le attività delle Contrade e che sempre mi sono posto con grande rispetto nei loro confronti.

Oggi, però, mi permetto di lanciare un’idea: spero che non sia un’eresia e, se lo fosse, chiedo scusa in anticipo.

Durante il periodo di quarantena sono state commoventi le voci che, di strada in strada, facevano risuonare le note più popolari della colonna sonora si Siena.

Non so se sono previste per la sera del primo luglio cene o cenini nelle Contrade, sempre nel rispetto delle normative vigenti, però io ho un sogno: che da ciascuna Contrada potesse partire una rappresentanza del proprio popolo e che, raggiunta Piazza del Campo, assieme a tutti gli altri popoli, riempissero il vuoto di quei giorni intonando in coro

“Nella Piazza del Campo, ci nasce la verbena, viva la nostra Siena, viva la nostra Siena”

Ho chiamato a raccolta alcuni amici di Siena, affinché lo potessero leggere e, magari mi chiamassero subito se avevo scritto una bischerata. In effetti una chiamata l’ho ricevuta, poco dopo che Alessandro Lorenzini aveva letto il post. Da bravo direttore ha incaricato la sua “scagnozza” d’assalto di telefonarmi, per chiedermi se, partendo da quel post, potevo scrivere per la Gazzetta di Siena una mia riflessione su quello che sta per (non) accadere. Messo con le spalle al muro da questi due amici, eccomi qui. Ci provo.

L’anno tremendo che stiamo vivendo non poteva non avere come esito l’annullamento dei due Palii ordinari. Bene ha fatto il Sindaco a prendersi il tempo necessario per consultare tutti coloro che dovevano esser parte della decisione, giusta, che poi è stata presa.

Adesso siamo in una fase strana dell’evoluzione della pandemia, nella quale la nostra regione sembra uscirne con delle conseguenze molto limitate rispetto ad altre parti d’Italia. La prudenza resta sempre l’atteggiamento principale in questa situazione, per evitare pericolose ricadute.

Questo non impedisce ai senesi di iniziare a porsi qualche domanda, in particolar modo sulla possibilità di poter effettuare un Palio straordinario. Tutti, più o meno, ci aspettavamo qualcosa del genere e la Gazzetta ha lanciato un sondaggio in merito.

La risposta istintiva di molti di noi sarebbe: “Si, facciamolo!” scegliendo la data giusta e cercando di darsi delle regole il più possibile compatibili con le norme che, in quella futura epoca, regoleranno il viver civile.

Attenzione, però, perché ci sono molti rischi nel portare avanti questa ipotesi.

La prima è la “motivazione” che spinge il Sindaco a proporre un Palio straordinario e quella che ho sentito mormorare (la fine della pandemia) mi sembra che regga poco, perché i nostri connazionali stanno continuando a morire per il virus e non possiamo prevedere quando tutto sarà finito.

La seconda chiama in causa l’attore principale del Palio, Sua Maestà il Cavallo. In che condizioni potranno essere i cavalli potenziali protagonisti alla fine dell’estate con le attività sportive fino a ora ridotte all’osso?

La terza è relativa al distanziamento sociale: chissà quali comportamenti dovremo adottare settembre – ottobre ma sappiamo bene tutti che il giubilo è giubilo ed è difficile immaginarlo con le mascherine sul viso e con i tocchi di gomito in luogo degli abbracci. Vi immaginate tutti quelli che stanno sempre con il fucile puntato su Siena e sul Palio quante schioppettate tirerebbero? Abbiamo visto e letto i commenti all’esultanza dei napoletani per la conquista della Coppa Italia, provate a immaginare cosa ci sarebbe riservato, e scusate se ho scritto “ci”.

Questo la ragione mi porta a dire, anche se sarei un bugiardo se negassi che anche io spero che si possa correre uno straordinario e, anzi, vi fornisco pure una data, rubando l’idea a un amico veterinario plurivincitore di Palio in questi ultimi anni. Magari sarà anche poco originale come idea perché a Siena sarà già sulla bocca di tutti: il 10/10/20.

Qui si conclude il mio fin troppo lungo scritto. Non so come vivrò queste 96 ore, in parte le trascorrerò comunque a Siena.

Magari sognando un Palio straordinario.

Magari, più semplicemente, da visionario quale sono, dopo aver sentito le Voci, sognando di sentire in Campo quello straordinario inno dedicato a un’erba infestante.

Enrico Querci

Vota il sondaggio di Gazzetta di Siena (presente anche in home page)

Con il progressivo affievolimento del virus in termini di contagi e di diffusione, per ritrovare la “festa di popolo” che da sempre caratterizza la città di Siena, siete favorevoli all’effettuazione di un Palio Straordinario fra settembre e ottobre?

1 commento

  1. Ho già scritto altrove la mia idea sullo straordinario. Non voglio prendere come giustificazione del mio “no” tutte le problematiche tecnico-pratiche. Mi sento di fare una scelta morale prima di tutto di rispetto verso la nostra festa per la quale nutro immenso e viscerale amore e non mi piace “usarla” a sommo studio vanificando il termine “straordinario”. Vorrei tutelarla dagli abusi questa nostra festa che non è una sagra qualunque con tutto il rispetto per le sagre. E poi una scelta morale che rispetti chi in questo anno è vissuto nel dolore, nella paura, nella morte in solitudine, nel lutto. Non mi pare ci sia nulla di straordinario da festeggiare. Il palio è vita ed in questo 2020 la vita è stata davvero brutta per troppi. Soprattutto per i nostri vecchi. No, rinuncio volentieri. Non sarebbe un palio vissuto nella sua gioia interiore. Mi sentirei attrice di una commedia priva di significato in questo momento.

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