La decisione, resa ufficiale con la conferenza stampa di oggi, vedrà il passaggio della diretta del Palio dalla RAI a La7 già dal prossimo Palio di luglio.

Mancherà la diretta RAI e mancherà anche la telecronaca di chi per anni è stata la voce ufficiale del Palio in TV e ha raccontato tutte le tradizioni e le emozioni che si sintetizzano nella telecronaca del Corteo storico e delle Carriere.

Non ci sarà dunque Annalisa Bruchi, giornalista senese di nascita, e conduttrice RAI che, da luglio 2015, aveva il compito prima insieme a Maurizio Bianchini e poi con Giovanni Mazzini, di raccontare in diretta il palio.

Contradaiola della Giraffa, per due volte ha potuto raccontare la vittoria della propria contrada, ed in entrambi i casi fu in un palio corso il 2 luglio: nel 2017, col fantino Jonatan Bartoletti detto Scompiglio in sella a Sarbana, e nel 2019 col fantino Giovanni Atzeni detto Tittia in sella a Tale e Quale.

Ecco come ha commentato il passaggio dalla RAI a La7:

“Quest’anno non farò la telecronaca del Palio di Siena: la Rai, infatti, non lo trasmetterà più sui suoi canali, poiché passerà a La7. A parte pochi casi, è la prima volta che succede dal 1954 (e da prima ancora, per quanti hanno avuto occasione di riascoltare le indimenticabili cronache di Silvio Gigli alla radio).
Il Palio, come sanno tutti, non è soltanto una corsa di cavalli, né sono soltanto quattro giorni di festa ad inizio luglio e metà agosto: il Palio sono le Contrade, le comunità che le animano giorno dopo giorno, per 365 giorni l’anno.

Nate nel Medioevo e sviluppatesi nell’ottocento anche come società di mutuo soccorso, non hanno mai perso questo spirito, che hanno portato in tutta Italia ogniqualvolta ce n’è stato bisogno: come quando i contradaioli hanno cucinato per le popolazioni di Arquata del Tronto colpite dal terremoto, oppure fornendo aiuto economico durante la crisi del Monte dei Paschi o, nei lunghi mesi della pandemia, a chi aveva perso il lavoro, o, ancora, portando assistenza agli anziani che non potevano uscire di casa per il lockdown. Piccoli esempi di una lunga lista di iniziative che da sempre rappresentano cos’è, davvero, lo spirito delle contrade di Siena.

Come senese, per me è stato un onore poter raccontare queste cose e farlo per cinque anni. Di questa grande opportunità devo ringraziare la RAI e il Consorzio per la Tutela del Palio di Siena. Un grazie particolare lo devo a Maurizio Bianchini, memoria storica della Festa e mio compagno di telecronaca per tre anni, che mi ha aperto ai segreti del Palio e fatto entrare in luoghi inaccessibili.
Finalmente, dopo due anni di assenza, il tufo tornerà in piazza del Campo.

I tamburi e i canti saranno ancora la colonna sonora della nostra splendida città, mentre le bandiere delle Contrade ne faranno la coreografia. In bocca al lupo a Giovanni Mazzini (un amico, un grande professionista) e a chi lo affiancherà: e che “in un tripudio di bandiere e colori Siena trionfi immortale”.

Il giornalismo è una professione che non si sceglie, è lui che sceglie te. Ho sempre creduto che il valore di un vero professionista sta nel fatto di mettersi completamente a servizio del "racconto", stare un passo indietro piuttosto che sentirsi gli attori di ciò che scriviamo. Noi siamo solo il tramite per far arrivare il "racconto". Per questo prendo in prestito le parole di Joseph Pulitzer per ricordare la raccomandazione più importante: "Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce."

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