L’assessore allo sport fa un bilancio del 2021 e parla di due grandi temi della città: “Valutiamo di prendere il PalaEstra per 50 anni, sarebbe una garanzia anche per nuovi investitori nel basket. Il nuovo Franchi? Percorso non semplice, ma fattibile”

“Il Comune sta valutando l’opportunità di acquisire il palazzetto dello sport per due motivi. Il primo è una questione romantica. Parliamo di un monumento di Siena, importantissimo dal punto di vista storico per le tante vittorie ottenute sul campo. C’è poi una questione pratica. La struttura ha un potenziale enorme. Non solo per lo sport, e penso al basket e alla pallavolo, con l’Emma Villas che tra l’altro avrebbe più garanzie, ma anche, faccio un esempio, ad un torneo internazionale di scacchi. Può ospitare concerti o concorsi pubblici, che costano svariate migliaia di euro al Comune. Ci dev’essere un interesse pubblico, collettivo. Un palazzetto deve produrre. Non dico bisogna guadagnarsi, ma deve essere in grado di mantenersi”.

Così Paolo Benini, assessore allo sport del Comune di Siena, ieri a “Al Bar dello Sport” sul probabile accordo tra amministrazione comunale e Polisportiva Mens Sana 1871, chiamata a decidere sul tema nella prossima assemblea straordinaria (domani in prima convocazione e lunedì in seconda convocazione). Il Comune, se tutto va a buon fine, riceverebbe in donazione superficiale il palazzetto per 50+20 anni, per prendersi carico dei lavori di ristrutturazione ma anche rilanciare lo sport senese.

“Abbiamo valutato bene l’investimento – dice Benini – e saremmo in condizioni di rientrarci nell’arco di sei-sette anni. Penso sia un’operazione molto interessante. In più il Comune sarebbe un soggetto di garanzia laddove qualcuno si volesse affacciare sul palcoscenico del basket senese. Nella mia idea c’è anche un recondito sogno che questo step sia il punto di partenza di un rilancio del basket, per riportare qui qualche imprenditore”.

Benini ha poi parlato dell’altro grande progetto di Siena, il rifacimento dell’Artemio Franchi. “In Serie A e in Serie B il Siena c’è già stato, perché non ci può tornare? Se usiamo sempre il dubbio e vediamo l’impossibilità di fare le cose, è il primo punto per non farle. Io di quel dibattito al Santa Maria della Scala sul modello Dacia Arena ho imparato una cosa: l’Udinese ha fatto lo stadio grazie alla sinergia tra società e Comune e la grande persistenza e caparbietà di quel sindaco, Furio Honsell, di portare in fondo quel progetto. Non credo che gli imprenditori armeni pensino di fare lo stadio in 15 giorni. Sono coscienti delle difficoltà di questa decisione, e credo che in accordo col Comune possano stabilire un percorso per superare le criticità che si incontrano. Il percorso non è semplice, ma fattibile. Il Comune ha l’interesse limpido a sostenere l’operazione, se le esigenze dell’imprenditore coincidono con le esigenze della città”.

“L’importante nello sport è capire che i soldi non necessariamente fanno vincere – prosegue l’assessore, in riferimento anche al particolare momento della Robur – tutti bisogna essere pazienti. La società bianconera troverà piano piano un assetto che garantisca risultati che in questo momento sembra non ottenere. Deve imparare ad essere pazienti e capire che nulla si fa in un giorno”.

Nell’intervista Benini ha anche toccato altri punti, dal Sabbione al velopattinodromo, dal campo di calcio del Meroni al padel, fino al Campo Scuola, dove partiranno i lavori grazie a un finanziamento da 1 milione del Credito Sportivo, dopo l’esclusione dal bando statale “Sport e Periferie” (“ma ci pare capziosa questa esclusione, abbiamo fatto un esposto alla Presidenza della Repubblica”), e ha poi fatto un bilancio del 2021 che si sta per concludere. “Un anno molto positivo, come Comune dal punto di vista dell’impiantistica e della promozione dell’attività sportiva abbiamo fatto molto”.

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