Roberto Monaco
Roberto Monaco

Il segretario nazionale della FNOMCeO Roberto Monaco ribadisce l’importanza del distanziamento preventivo e di dpcm che agiscano su piano nazionale

In attesa dell’uscita del nuovo dpcm annunciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il presidente dell’Ordine dei Medici di Siena, nonché segretario della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), Roberto Monaco ha ribadito l’appello del presidente FNOMCeO Anelli sulla necessità di attuare misure più drastiche per poter piegare la curva epidemica.

“Ciò che ha descritto Filippo Anelli è frutto di un lavoro fianco a fianco, concordato tutti insieme all’interno della Federazione ma anche con l’Istituto Superiore della Sanità, di cui io stesso faccio parte – ha sottolineato MonacoC’è indubbiamente bisogno di misure più drastiche, speriamo che come in precedenza anche stavolta la politica ci ascolti. L’ipotetica introduzione di un coprifuoco come uno dei punti del prossimo dpcm presterebbe attenzione al nostro appello”.

Un momento particolare quello che stiamo vivendo, dopo un agosto in cui ci trovavamo in una situazione ottimale “forse avremmo dovuto mantenere il divieto di spostarsi fra una regione e un’altra, e avremmo potuto aprire le scuole in DaD fin da subito, sarebbe stato così più facile contenere i contagi” ha continuato il presidente dell’Ordine, aggiungendo come “a posteriori, però, è facile parlare”.

Ma dalla stagione estiva e da quella subito precedente dovremmo imparare, riprendendo in mano le armi che ci hanno permesso di vivere con maggiore tranquillità i mesi più caldi.

La maggior parte dei contagi in questo momento è familiare, per cui si ha bisogno di impedire al virus di accedere alle mura domestiche. Per impedire questo ingresso c’è bisogno di misure di contrasto al virus. Non si tratta di misure contro la popolazione o contro i contatti sociali, bensì chiusure contro il virus. Nessuno di noi si diverte a rinchiudere i cittadini in casa o a introdurre un coprifuoco, ma il distanziamento funziona e non è possibile chiudere l’Italia come è successo a marzo/aprile. Siamo una repubblica basata sul lavoro, e per il bene economico bisogna riuscire a trovare un equilibrio – ha spiegato Roberto Monaco, proseguendo – Trovo che il termine ‘distanziamento sociale’ sia fuorviante. Le parole hanno un peso e parlare di distanziamento sociale porta a pensare all’altro come a un nemico, a pensare la lontananza fisica anche come lontananza sociale. Non è per questo che si raccomanda la sanificazione, l’uso delle mascherine e il mantenimento di una distanza fisica, tutt’altro. Ciò che dobbiamo fare è un distanziamento preventivo, che permetta di mantenere attiva la socialità nonostante la presenza del virus. Questi accorgimenti devono renderci uniti e non divisi, con un qualcosa che definirei piuttosto ‘distanziamento per il sociale’ o meglio ancora ‘distanziamento di solidarietà”.

Sull’accordo nato fra il governo e i medici di medicina generale, e sostenuto anche dal presidente di regione Giani, il presidente dell’Ordine ricorda come medici di famiglia e pediatri di libera scelta possano effettuare i tamponi e accrescere così il numero di personale in campo, ma con le dovute messe in sicurezza. Le condizioni di protezione individuale devono essere garantite così come gli ambienti devono essere sanificati e permettere un percorso in totale sicurezza, e per questa ragione c’è bisogno di un iter organizzativo ben definito che fa i conti con la situazione sanitaria nazionale pre-esistente.

Continuiamo a subire un sistema sanitario nazionale che non ha investito in sanità negli ultimi anni, c’è carenza di personale, non tutte le strutture sono idonee ad avere percorsi covid e non-covid, tutto perché per anni la sanità è stata utilizzata dai governi come bancomat quanto ci si trovava di fronte a problemi economici nazionali – ha evidenziato Monaco adesso il ministro Speranza sta cercando di investire in sanità, ma ci vuole tempo, non può essere tutto e subito e questo è il problema. Il virus non aspetta, e dobbiamo lavorare con i mezzi a nostra disposizione, anziché con quelli che sarebbero dovuti essere a nostra disposizione”.

Nonostante tutto, vengono ad oggi effettuati almeno una quantità otto volte superiore di tamponi rispetto a marzo/aprile, e se in quel periodo la percentuale di positivi si aggirava attorno al 27/28% oggi si stanzia invece sul 15/16%.

“Più positivi cerchiamo più positivi troviamo, ovviamente, ma il problema nasce con l’organizzazione, non solo per il bisogno di più forze in campo, ma per il tracciamento dei contatti. Siena su questo fa scuola – ha poi fatto presente il presidente – La Toscana Sud-Est ha creato una centrale per contattare coloro che risultano positivi e tracciarne i contatti, così da poterli monitorare e sottoporre a isolamento preventivo. Questo aiuta a scoraggiare nuovi focolai. In più adesso possiamo avere cure più efficaci, grazie anche agli studi del professor Rappuoli sugli anticorpi monoclonari che presto daranno dei risultati. Tutti i sistemi organizzativi, terapeutici e diagnostici si stanno mettendo in atto con coesione per portare avanti questa battaglia”.

Tornando infine all’ultimo dpcm e al prossimo in arrivo, Roberto Monaco ha voluto evidenziare come la regione Toscana si sia dimostrata organizzata e in grado di gestire la situazione. Purtroppo i contagi però sono aumentati a seguito dell’estate, e attualmente risultiamo la settima regione più contagiata in Italia. Questo deve portarci a ragionare sulle misure da attuare.

“Però bisogna dare tempo ai dpcm di avere dei risultati valutabili. L’ultimo dpcm risale al 26 ottobre e i suoi risultati andranno valutati solo dopo 10/15 giorni dall’emissione, così come quelli della delibera regionale di Giani – ha concluso il presidente – C’è bisogno di meno dpcm scaglionati a breve distanza, creano confusione sui cittadini e rendono più difficile valutare i risultati dei provvedimenti. Ma come Ordine crediamo che il prossimo dpcm dovrebbe delegare meno alle regioni e agire sul piano nazionale, in quanto è assurdo pensare che due regioni limitrofe si trovino con misure completamente diverse, quando le zone di confine potrebbero importare ed esportare contagi. Mi auguro comunque che dopo dal 7 novembre inizieremo a vedere una riduzione dei contagi”.

Scrivere sempre, scrivere nonostante, scrivere e basta. ᴄ̴ᴏ̴ɢ̴ɪ̴ᴛ̴ᴏ̴ sᴄʀɪʙᴏ ᴇʀɢᴏ sᴜᴍ

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