Il Cardinale di Siena accanto a Francesco per parlare delle molteplici sfide anche dei cristiani in terra Toscana

Questa mattina il Cardinale Augusto Paolo Lojudice Arcivescovo di Siena – Colle Val D’Elsa – Montalcino e Vescovo di Montepulciano – Chiusi – Pienza insieme agli altri Vescovi della Toscana, ha partecipato ad un’udienza con il Santo Padre nell’ambito degli incontri della visita Ad Limina che si svolgerà da oggi fino a venerdì 8 marzo.

“È stato un incontro molto familiare e cordiale – afferma il Cardinale Lojudice a margine dell’evento -, il Papa ha ascoltato le nostre testimonianze sulle Diocesi in Toscana. Ci ha ricordato quali fossero i principali compiti di un Vescovo verso la comunità, verso la preghiera e verso i sacerdoti e nonostante abbia iniziato questa mia esperienza a Siena da 4 anni, ho accolto con entusiasmo i suoi consigli”

“Ho trovato il Santo Padre in buone condizioni di salute – prosegue il Cardinale – , sia da un punto di vista della bronchite, che lo ha colpito nei giorni scorsi, sia da un punto di vista motorio, infatti si è presentato all’incontro con le sue gambe senza l’utilizzo della carrozzina e questa è una buona notizia”

“L’unione tra le Diocesi è stato un tema ampiamente toccato- continua Lojudice – l’esperienza delle Chiese consorelle, è un cammino che va valutato passo dopo passo. Alcuni di noi si trovano ad avere dei territori non omogenei e siamo costretti a fare centinaia di chilometri al giorno. Cerco comunque di guardare sempre gli aspetti positivi, infatti sono molto orgoglioso della collaborazione e del dialogo che si è instaurato tra tutte le realtà in gioco, questo dimostra un senso di fratellanza e solidarietà”.

I Vescovi toscani quindi sono andati dal Vescovo di Roma per essere confermati nella fede ed in segno di profonda unione in seno alla Chiesa Universale, come gli apostoli da Pietro.

Rimane aperta tuttavia la riflessione sulle recenti unioni tra Diocesi, che si stanno muovendo anche in Toscana: è il caso della Diocesi di Pescia, unita in persona Episcopi con Pistoia, o di Pitigliano con Grosseto. Un disegno per ricondurre, in alcuni casi, a territori seguendo i confini civili delle province. Operazione ipotizzata già nei primi anni del secolo scorso ma di difficile attuazione. Infatti oggi l’ente provincia è stato già pesantemente messo in discussione a livello politico e civile, con la riforma Del Rio. Ma anche dal punto di vista storico – culturale, sono poche le province italiane “sentite”, mentre anche sul piano civile sono maggiormente sentiti i confini diocesani, eredi di storie antiche ma sempre vive identità. E un pastore che vuol “avere l’odore delle pecore”, come ebbe a dire Papa Francesco, deve poter conoscere l’anima di un territorio.

Non è un caso che anche l’unione in persona episcopi di Siena – Colle Val d’Elsa – Montalcino con Montepulciano – Chiusi – Pienza, entrambe diocesi nate già da unioni recenti e non indolore, presenta una serie importante di difficoltà a causa di distanze non solo chilometriche. Insomma, i criteri che possono valere all’estero, non sempre si possono adattare ad un paese dalle mille storie e dalle profonde radici come l’Italia.

E il Cardinale Lojudice, seduto accanto il Papa, quasi “alla guida” dei Vescovi d’Etruria, è la garanzia che questo delicato tema sarà approfondito nel migliore dei modi.

Paolo Moschi
Un etrusco con gli occhi puntati sulla Valdelsa. Aperto a tutto quanto si muove nelle città e nei paesi a nord di Siena, per raccontare la vitalità di terre antiche e orgogliose, ma anche dal cuore grande

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui