I giocatori del Petroio in festa dopo un gol

L’amore per la divisa blucerchiata è nato quasi cinquant’anni e si rinnoverà anche per la prossima stagione in Terza Categoria

“Magari la Sampdoria non avrà lo stesso numero di trofei della Juve o del Milan, ma in compenso ha indossato una maglia splendida e immediatamente riconoscibile”. Avevo scritto così ESPN quando, nel 2020, indì un sondaggio per eleggere la miglior maglia della storia del calcio, e abbastanza a sorpresa a vincere fu quella della Sampdoria di Vialli e Mancini del 1991/1992. Petroio, con quella squadra di Genova, condivide sì la bacheca non troppo folta di trofei, ma anche la totale dedizione e appartenenza alla maglia blucerchiata. La sinergia col club appena retrocesso in Serie B, iniziata quasi cinquant’anni fa, si è rinnovata anche quest’anno grazie ad una nuova fornitura di divise per giocatori e staff tecnico, ritirate da Alessandro Zanetti, amico dei fratelli Filippo e Riccardo Lorenzetti – dei ex machina della squadra – e “tramite” della comunità petroiana in Liguria.

Alessandro Zanetti nella sede blucerchiata. Intorno, le divise inviate al Petroio.

“A Petroio – aveva spiegato qualche anno fa proprio Riccardo ricordando le origini di tutto, in un’intervista al sito ufficiale blucerchiato – veniva a passare le vacanze estive un signore molto attivo all’interno della tifoseria della Samp e nel 1976 ci fece recapitare una muta di maglie blucerchiate che divennero la nostra divisa ufficiale. Da allora nacque la scintilla: ero un bambino di undici anni che tifava per il Milan di Rivera ma il fascino di quei colori mi colpì e così per tanti altri ragazzi che, come me, iniziarono a tifare per il Doria”.

Le magliette saranno indossate dai giocatori della piccola frazione di Trequanda durante il prossimo campionato di Terza Categoria, divisione in cui la società è tornata dopo l’anno trascorso in Seconda. Addetti ai lavori, tifosi e simpatizzanti sperano di rivederla all’ “Armando Picchi”, fortino del Petroio che ha qualche problema di agibilità soprattutto in zona tribune (come avevamo scritto qualche tempo fa). Il bello del calcio dilettantistico, soprattutto quello dei livelli più bassi, si riassume però anche nella possibilità di giocare per il proprio paese nel proprio stadio, e non in uno a qualche chilometro di distanza. È lì che le storie nascono, continuano e (non) finiscono, e una di queste è proprio quella tra la Sampdoria e il Petroio. Perché si: blucerchiati si nasce. E qualche volta, come in questo caso, ci si diventa.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui