Scoppia la polemica sul profilo Facebook di una dipendente di un salone di bellezza della Val di Chiana. La solidarietà da tutto il territorio

Con il passaggio a zona arancione di tutta la Toscana – ma c’è ancora qualche zona del senese rimasta in zona rossagli esercizi commerciali hanno potuto riaprire: anche i parrucchieri, di conseguenza, hanno potuto finalmente spalancare le porte ai propri clienti, dopo le aperture a singhiozzo nei mesi di febbraio e marzo. A Sinalunga, però, la notizia del ritorno al lavoro del salone di bellezza in cui lavora una nota dipendente che non ha mai fatto mistero della sua personalità ha fatto scalpore sui social network.

A creare caos è stato un commento inopportuno di un utente che, dopo aver letto l’annuncio su Facebook, ha chiesto, in maniera impertinente e fuori luogo, se la dipendente del salone fosse transessuale. La richiesta ha mandato su tutte le furie la comunità sinalunghese, che ha subito preso le difese della vittima, esprimendo solidarietà alla dipendente con numerosissimi commenti. “Sono un’artigiana che si occupa della bellezza e della salute dei capelli e di coloro le/i quali si affidano alle mie capacità. Quale sia il mio sesso di nascita, se fosse discordante da quello attuale, non è pertinente alla professione che mostro e svolgo” ha risposto la parrucchiera.

La dipendente ha sempre parlato apertamente del cammino intrapreso, iniziato dopo la maggior età, per vivere in un corpo che sentisse veramente suo e che rispecchiasse il suo io interiore. “Il mio percorso è sempre stato di dominio pubblico, e non ho mai nascosto niente a nessuno, perché nascondere la mia sessualità sarebbe stato come nascondere me stessa”. Una battaglia, quella sui diritti delle persone LGBT, portata avanti da tante associazioni ma che in Italia, come testimonia l’ennesimo rinvio in Senato del Ddl Zan contro l’omotransfobia, viene considerata troppo superficialmente: “Dobbiamo purtroppo prendere atto che c’è ancora molto da fare per difendere la libertà personale di ogni individuo – conclude -. Ancora oggi il cambio di sesso è un tabù: nella mia quotidianità cerco sempre di esprimere diplomazia ed educazione, per portare rispetto alle persone che mi stanno vicino, prima che a me stessa”.

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