Dopo la proposta di Venezia, si pone la domanda sul come affrontare i grandi flussi turistici, per salvaguardare i centri storici

Il tema del numero chiuso per le località che attraggono il grande turismo di massa è emerso nuovamente in questi giorni.

Questo in quanto Venezia sta studiando seriamente la possibilità di introdurre il “Venice Pass”, un ticket di ingresso per entrare nella città della laguna, con una sperimentazione approvata dalla giunta comunale che prenderà il via nel 2024 per 30 giorni.

E in Toscana il pensiero è volato subito a San Gimignano, dopo Firenze e Siena una delle città più visitate, con numeri da capogiro.

Infatti il turismo mordi e fuggi non solo non crea ricchezza, ma negli anni sta dimostrando di essere una vera “minaccia” per la vivibilità dei centri storici. E’ un fatto che in questi anni, in cui San Gimignano è all’apice della sua fama, essendo conosciuta più di molti capoluoghi toscani in tutto il mondo, proprio il suo centro storico sta perdendo residenti e vitalità.

E questo in una Valdelsa che da sempre è “terra viva”, non è una nota da poco.

“Sono contrario al numero chiuso – dichiara Andrea Marrucci, sindaco della città delle torri, – ma i flussi sono impattanti. Guardo con interesse a quello che fa Venezia, ma per ora niente biglietto a San Gimignano. Stiamo lavorando per la destagionalizzazione”.

Un interesse della giunta, già tema di discussione quest’anno, è quello sugli affitti brevi. Infatti il proliferare di B&B e case vacanza sta letteralmente impedendo ogni forma di residenzialità sostenibile, e questo si traduce in un borgo non più abitato da residenti.

Eppure per la sua conformazione, San Gimignano è più simile ad una piccola città piuttosto che un paese, ma ha alle sue spalle un flusso turistico da grande capoluogo. Inutile dire che qualcosa andrà fatto, perchè il problema riguarda un po’ tutti i centri turistici, incluso il Chianti, Pienza, Monteriggioni, e in parte perfino Siena.

Un problema che la politica dovrà prima o poi affrontare, per un tema che non è di destra o di sinistra, ma che è di vitale importanza per il futuro di città e paesi.

Un etrusco con gli occhi puntati sulla Valdelsa. Aperto a tutto quanto si muove nelle città e nei paesi a nord di Siena, per raccontare la vitalità di terre antiche e orgogliose, ma anche dal cuore grande

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