Mole Urbana, modello
Mole Urbana, modello "New Ark" di Alessandro Grazi

La citycar Mole Urbana diventa oggetto d’arte: il designer torinese Umberto Palermo sceglie l’opera di Alessandro Grazi

Sembra un modello di carrozza di inizio Novecento ma mancano i cavalli e al loro posto c’è un motore elettrico. Sul design pare di essere tornati indietro, a spasso nel tempo, ma la strada sulla quale si è appena avvita Mole Urbana è, visibilmente, quella del futuro.

Nata dalla matita torinese di Umberto Palermo, la neonata baby citycar, è un veicolo progettato e costruito in Italia: un quadriciclo elettrico che ripensa gli spostamenti della vita in città, rispondendo concretamente alle odierne sfide di emergenza ambientale e proponendo, insieme, un’audace interpretazione di automobile. Al giovane ideatore, così come avvenuto lo scorso due luglio in occasione della presentazione ufficiale del progetto al Museo dell’Automobile di Torino, si riconosce il merito e il  coraggio di aver individuato e interpretato il cambiamento tramite una soluzione innovativa, originale, estremamente diversa.

Mole Urbana, destinata a percorrere le strade nel corso dell’anno come mezzo di trasporto anche per i giovanissimi, è fatta di elementi leggeri e modulari è alimentata da una batteria che assicura un’autonomia da 75 a 150 km e, pensata in tre taglie, veste abiti particolari.  

Il veicolo, infatti,  già pensato nelle tre dimensioni di small, medium e large, indossa l’arte: è “caramellato” – personalizzato, rivestito – da 16 opere di altrettanti artisti scelti a livello internazionale. Un eccezionale connubio capace di far sembrare che la macchina cambi sempre a seconda dell’opera, come ci ha raccontato con entusiasmo Alessandro Grazi, l’artista senese rientrato nel ventaglio dei professionisti scelti per il progetto da Antonio Perotti. “Nonostante la base sia la stessa architettura della macchina – ha detto Grazi –  ogni veicolo è poi una cosa a sé”. 

Alessandro Grazi veste la pop car di Umberto Palermo con l’opera “New Ark” che, realizzata nel 2016, è emblematica rappresentazione del significato che l’arte assume per l’autore senese. “Non ho dato una semplice decorazione alla macchina, ma ho affrontato nell’opera un tema politico, sociale, quale quello dell’immigrazione e del razzismo”. New Ark, La Nuova Arca, è un attuale discorso dedicato ai flussi migratori; è un racconto provocatorio, astratto e “spazialista“, della storia presente del nostro Paese.

Partendo da Siena, cuore del Medioevo, il messaggio di linee astratte e colori accesi di Grazi si inserisce in un dialogo ampio e a più voci: quelle del gruppo di artisti internazionali parteci del progetto Mole Urbana e quella dell’ideatore stesso dell’auto pop. 

L’associazione del prodotto industriale alla sensibilità estetica degli artisti, la feconda congiunzione di entrambe le visioni creative, nasce come intuizione e diviene, in questo caso, sposalizio perfetto. A dimostrarlo, la mostra d’arte “La Pop Car”, curata da Umberto Palermo e Antonio Perotti ed inaugurata il 2 luglio al MAUTO di Torino, in cui un allestimento innovativo vede al centro dello spazio fisico il quadriciclo elettrico e quello virtuale occupato dai 16 modelli dei diversi artisti.

La mostra, le opere, l’idea di una collaborazione artistica ed industriale al servizio dell’innovazione e del cambiamento, sono destinati a percorrere, a partire dal capoluogo piemontese, l’Europa dei musei di auto sino a quando Mole Urbana poggerà le sue ruote sulle strade delle nostre città. 

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