La discussione nasce dopo la convocazione della commissione consiliare “Cultura e scuola”. Valentini attacca: “Questi ragionano col paraocchi. Benini replica: “Non posso accettare di scendere a questo livello di interlocuzione

Nuovo scontro, a suon di post su Facebook, tra l’ex sindaco e consigliere comunale Bruno Valentini e l’assessore all’istruzione Paolo Benini. La discussione nasce dopo la convocazione della Commissione consiliare “Cultura e scuola”. Si legge nella comunicazione ufficiale che all’ordine del giorno, oltre ad un “intervento dell’assessore Pugliese su programmi e linee guida dell’amministrazione, c’è un intervento dell’assessore Benini sulle iniziative da parte del comune di Siena per una corretta informazione nelle scuole e nelle università del contesto storico del massacro delle Foibe e degli altri massacri etnici. Condanna del negazionismo storico”.

“Ho proprio adesso ricevuto la convocazione della commissione consiliare Scuola, che all’ordine del giorno ha anche una comunicazione dell’assessore alla Pubblica Istruzione per una campagna di informazione contro il negazionismo storico – scrive Valentini -. Riferita esplicitamente alla vicenda delle Foibe (oltre che ad altri “massacri etnici” non meglio precisati), come se il Comune fosse ossessionato da un’unica preoccupazione – prosegue -. Mentre caso mai ci sarebbe bisogno di un impegno molto più ampio per ravvivare la memoria, soprattutto fra i più giovani, della Resistenza, del 25 aprile, della lotta del popolo italiano contro il nazifascismo, della Shoah, tutti valori su cui basa la Costituzione e la nostra democrazia. Ma questi ragionano col paraocchi e non vedono l’ora di riattizzare la polemica con le infelici dichiarazione del nuovo Rettore dell’Università per Stranieri Tomaso Montanari”.

La risposta dell’assessore Benini non si fa attendere.

“Comunico pubblicamente – scrive anche lui sul social – che, davanti alle disgustose sciocchezze scritte da questo soggetto in merito ad una convocazione di una commissione consiliare, peraltro inviata dagli uffici competenti, su mandato del Presidente, io non parteciperò a questo evento. Cosa che comunicherò al Presidente. Io nella vita mi sono occupato per lungo tempo del dolore, della paura delle persone e poco mi interessa che colore della pelle abbiano o a quali etnie appartengono – prosegue -. Io immagino il dolore di chi fu messo nei forni o buttato in una foiba, come di una donna stuprata o di chi è stato oggetto di ogni forma di violenza ivi comprese malattie che non hanno dato scampo.

Non posso accettare di scendere a questo livello di interlocuzione – conclude Benini -. Le storie di ogni genere le scrivono gli uomini e sono sempre una concatenazione di fatti che può essere fatta in maggiore o minore buona fede da chi la racconta che sia di una parte o di un altra. Il dolore, la paura, l’orrore provato dalle persone è lo stesso per tutti coloro che li hanno provati sulla loro pelle.

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