La famiglia El Nezzel ha trascorso la prima giornata nella nuova casa che li ospita a Siena. Adesso un periodo di giorni giorni di quarantena, poi le protesi e la riabilitazione a Budrio.

Mustafa El Nezzel, il bambino siriano della foto che è diventato un simbolo, ha iniziato la sua nuova vita a Siena nella casa della Caritas messa a disposizione dall’Arcidiocesi. Insieme a lui, il papà Munzir, la mamma Zeynep e le due sorelline Nur e Sacide.

Il video dell’arrivo in Italia all’aeroporto di Fiumicino è diventato un simbolo di speranza per tutti coloro che hanno seguito la storia di questa famiglia. Primo tra tutti Luca Venturi, fondatore e direttore artistico del Siena International Photo Awards. Per sostenere le cure, il Siena Awards Festival ha avviato tramite la piattaforma Gofundme una raccolta fondi che in pochissimo tempo è riuscita a raccogliere circa 100mila euro. “Fino ad ora questa famiglia si è affidata a noi”, ha detto Venturi “Sperano in un futuro migliore. Chiedono solo di poter curare Mustafa”.

Il piccolo è nato senza arti per colpa di un bombardamento aereo con armi chimiche in Siria. Anche il padre Munzir, 35 anni, è mutilato dopo essere rimasto coinvolto nei bombardamenti in Siria. Per entrambi la speranza di una nuova vita grazie alle protesi che riceveranno al Centro Protesi Vigorso di Budrio, a Bologna.

Anche il fotografo Mehmet Aslan che ha immortalato l’immagine di padre e figlio sorridenti, intitolata “Hardship of life” (La durezza della vita), ha commentato dicendo che è davvero un sogno che si avvera. La foto è stata scatta ad aprile del 2021 nella provincia turca di Hatay, dove la famiglia El Nezzel si stava rifugiando per scappare dai bombardamenti e dalla guerra in Siria. La foto di Mehmet Aslan fece presto il giro del mondo e vinse il prestigioso Siena International Photo Awards (SIPA) 2021.

Munzir e Mustafa, la foto-simbolo “Hardship of Life” / Credit Mehmet Aslan

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