Accelera il cantiere di Mps-UniCredit? Lagovernance di UniCredit ha però sempre smentito

Accelera il cantiere di Mps-UniCredit. Secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, il piano all’attenzione deiI Tesoro, primo azionista di Siena, nell’ambito della ristrutturazione e ricapitalizzazione della banca – che potrebbe comportate un aumento fino a 2,5 miliardi – prevede l’integrazione con UniCredit. Che a sua volta, come anticipato nelle settimane scorse sempre da Il Sole, non ha abbandonato il piano per lo scorporo tra le attività domestiche e quelle euroepee: in questo disegno, il Monte potrà essere integrato con la parte italiana, mentre le altre attività del gruppo guidato da Jean Pierre Mustier potranno essere il cardine di un’altra operazione straordinaria a livello europeo, con Commerzbank.

Il piano, in accelerazione, non ha ancora ricevuto il via libera del ceo francese, che finora ha escluso operazioni di fusione. Ma c’è ancora un po’ di tempo: l’obiettivo è chiudere entro fine anno. Nessun commento da Unicredit.

L’operazione, però, resta molto complicata e molto difficile da portare avanti.

Sul futuro di Mps è intervenuto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. “Per il futuro del Monte dei Paschi di Siena esistono diverse soluzioni, ma è preferibile per ora che la banca resti pubblica. Lo Stato fino a ora ha già speso 7 miliardi di euro e una accelerazione della privatizzazione potrebbe comportare ulteriori esborsi di denaro pubblico lasciando molti dubbi. Una eventuale aggregazione, infatti, oltre a creare un danno sul versante occupazionale, specie nelle città di Siena e Firenze, provocherebbe l’immediata sparizione di un marchio storico, quello della prima banca nata in Italia”. Lo afferma in una nota auspicando “che il governo chieda all’Unione europea la proroga, oltre il 31 dicembre 2021, del termine per la privatizzazione. »Il denaro dello Stato deve essere speso oculatamente e, in questo senso, potrebbe essere valutata la possibilità di aggregare, assieme a Mps, altre banche che stanno uscendo da situazioni di debolezza, creando così un nuovo gruppo di dimensioni in linea con le indicazioni della Bce”, conclude il segretario generale della Fabi.

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