“Comprensibile quindi la scelta di Letta che alle Suppletive per il collegio Toscano non mette il simbolo del suo partito che è stato capace di distruggere la banca più antica del mondo”

L’Associazione Vittime del Salvabanche è intervenuta sulla questione Mps attaccando in particolar modo il Partito Democratico per la gestione che ha fatto della banca nei decenni passati.

La cessione di Mps entra nel vivo – afferma l’Associazione -, con il serrato braccio di ferro tra Unicredit e Tesoro, che non ci meraviglia, perché stiamo comunque parlando di una mossa disperata, lo dimostrano gli ultimi stress test della Bce: Mps ha registrato il peggior risultato tra le 50 banche europee sottoposte all’esame dell’Eba, e intanto il tempo per far scendere lo Stato dal Monte rispettando gli accordi con Bruxelles è quasi scaduto”.

“E adesso Unicredit chiede nuove garanzie al Tesoro – continua l’Associazione -, riguardo i 15 miliardi di crediti a minore solvibilità che non vorrebbe a meno che il Tesoro offra garanzie in caso di default, del resto siamo giunti all’ultimo tratto di strada della trattativa, che potrebbe rivelarsi più insidioso perché UniCredit girerà tutte le sue richieste e il Tesoro, da parte sua, dovrà verificare che coincidano con i limiti che un’operazione di mercato comporta”.

“La politica protesta ma purtroppo non ci sono ormai alternative per rimediare agli errori compiuti (soprattutto dal Pd) su Mps – prosegue l’Associazione -. Comprensibile quindi la scelta di Letta che alle Suppletive per il collegio Toscano non mette il simbolo del suo partito che è stato capace di distruggere la banca più antica del mondo, e pensare che Mps è stata per decenni la banca intorno a cui la sinistra ha costruito il suo consenso“.

“Ma adesso – prosegue l’Associazione -, alle prese con l’ennesimo salvataggio con soldi pubblici appare evidente che i conflitti di interessi tra Pd e finanza sono dannosi per le banche e fatali per i contribuenti come hanno dimostrato le vicende di questi anni, per non parlare dell’incerto destino dei migliaia di dipendenti ancora da chiarire, del resto il percorso di questi lavoratori non è mai stato semplice costretti spesso ad abbandonare la barca in anticipo per ragioni di bilancio”.

“A breve potrebbero essere almeno in 6 mila a intraprendere questa strada – conclude l’Associazione -. Un numero imponente, in più da affiancare all’incertezza che regna sulle teste di chi rimarrà all’interno dell’istituto di credito. Comprensibile quindi la decisione dei sindacati di proclamare per il 24 settembre una serrata generale”.

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