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L’associazione Confronti dopo l’uscita del Tesoro da Mps: “Istituzioni e politica silente al sacco di Siena”

“Nell’assordante silenzio di una città che nelle sue istituzioni e nella sua politica assiste, da tempo, silente al sacco di Siena, ben venga la levata di scudi dei parlamentari del Partito Democratico contro la svendita del Monte dei Paschi decisa dal Governo Meloni, nell’unico intento di fare cassa”. Inizia così la nota a mezzo stampa inviata dall’associazione Confronti riguardo l’uscita del Tesoro dal capitale Mps.

“Una levata di scudi che è un risveglio di cui c’è da fare tesoro. E da cui ci aspettiamo, fiduciosi, una conseguenza in atti e fatti. Dal livello parlamentare al territorio. Auspichiamo che, a cascata, infatti, anche il Governatore Giani, che tanto ha parlato del Monte, spesso ‘col senno del poi’, si attivi per fermare quanto sta accadendo”.

“Meloni, Giorgetti, Leo e i parlamentari del centrodestra eletti nel territorio – incalza Confronti – stanno dimostrando di non avere alcuna intenzione di salvaguardare la banca e il suo strategico ruolo di motore dell’economia toscana. E neanche il Comune“.

“Il Monte che verrà dal prosieguo di questa pseudo-strategia attivata in questi mesi sarà una banca preda del miglior acquirente, slegata da un progetto di costruzione di un forte polo bancario a trazione senese. Più che una banca, solo un marchio. Chissà, poi, quanto duraturo nel tempo – prosegue il comunicato -. Davvero, nessuno pensava che si potesse fare peggio di Padoan. E invece”.

“Come uscirne? Chiedendo l’impegno ai candidati al Parlamento Europeo a farsi promotori, con la prossima Commissione, di una nuova scadenza per l’uscita dello Stato dal Monte. Un pubblico impegno di cui chiedere conto e, facilmente, avere riscontro.
Chi intende farlo proprio?” si chiede in conclusione l’associazione senese.

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